/ 

| 05 novembre 2021, 07:30

STADIO APERTO. Capitan Colombo, la partita più bella che deve venire e la "musica" che chiama

Riccardo ospite della nostra trasmissione analizza la situazione della Pro Patria, oggi a metà classifica. «Agli ultras dispiaciuti per il pareggio con la Giana ho spiegato che succede, ma sono contento che loro siano accanto a noi». Quest'ultima stagione: «Quante emozioni, mi fanno sentire vivo. Sì è l'ultima. Probabilmente»

Riccardo Colombo

Riccardo Colombo

Il bello deve ancora venire. Anche per questo motivo, il pubblico di Busto Arsizio e della Valle Olona non può perdersi le prossime partite della Pro Patria.

A Stadio Aperto, Riccardo Colombo ci conduce nelle analisi sul primo tratto di campionato, si sofferma su questo gruppo con tanti nuovi giovani, sul pubblico («Spero che entro l'anno raddoppi, ne abbiamo bisogno), sul suo ultimo anno che vive in maniera così profonda e spensierata allo stesso tempo. Ultimo sicuramente, anzi probabilmente, sorride: perché sta così bene, che ogni tifoso nell'angolo più nascosto del suo cuore spera che ci scappi un'altra danza.

A Gorgonzola, con il pareggio in extremis, «c'era la sensazione di amarezza e un po' di delusione, perché avevamo giocato bene, soprattutto il primo tempo. Nel secondo siamo ripartiti ancora bene e poi ci siamo abbassati un po' troppo. Abbiamo riflettuto sull'atteggiamento». Il tifosissimo Daniele De Grandis cita il suo confronto con gli ultras: «Sì, erano dispiaciuti, ho spiegato loro che succede. Ma sono contento che loro siano tornati vicino a noi. Abbiamo bisogno del pubblico, anche alla presentazione della mascotte ho detto, è vero, quanto sia importante che la gente ami di più questo simbolo. Contro la Pro Vercelli sentivamo l'entusiasmo dei ragazzini...».

Si riporta il tuffo nel campionato: a metà classifica, ora contro un'altra squadra rognosa, Fiorenzuola sabato. «Partita complicata, perché hanno coraggio e spregiudicatezza. Con le grandi siamo migliori? Ci sono anche meno aspettative».

Il capitano è schietto, alla domanda se ci sia stato un match che gli ha fatto dire sì, questo siamo noi, risponde: «Ancora non abbiamo fatto la partita che ci fa dire: questa è la nostra partita. Ne abbiamo fatto di ottime, come contro il Südtirol. Alcuni grandissimi primi tempi, altri pessimi secondi. Siamo una squadra da metà classifica,  ma abbiamo ampi margini di miglioramento e abbiamo preso la strada giusta».

Ecco perché si chiama a gran voce più che mai la gente: «Vederci in tv  non è la stessa cosa, non c'entra niente».

Ancora Daniele gli chiede perché il suo contratto scadrà nel 2022. La Pro Patria la scorsa estate ha annunciato che l'ultima danza professionale del capitano sarà appunto con i tigrotti. Ed è una stagione super, perché non c'è più traccia di ansia, spiega, solo la voglia di godersi questi momenti: «Mi fa sentire vivo».

Ma è proprio l'ultima stagione della sua carriera? «Quelle fatte sono tante, vedaimo. A fine anno, come sempre parliamo con la società, penso proprio sia l'ultimo poi vedremo se magari trovare una collocazione diversa». 

Sicuramente l'ultima danza, poi a Ricky scappa un «probabilmente». Si ride e viene voglia di tenersi un disco a portata di mano: perché se la prossima primavera rimettiamo la musica, chissà che gli venga il desiderio di ballare ancora.

 

GUARDA LA PUNTATA

Marilena Lualdi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore