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Economia | 29 ottobre 2021, 11:31

La richiesta di Coldiretti Varese: «Dare futuro all'agricoltura nel Parco del Ticino»

Si è tenuto a Vergiate il confronto tra gli imprenditori agricoli e il consigliere rappresentante del settore Silvia Bernini: al centro della riunione la necessità di tutelare gli spazi agricoli e il contrasto alle invasioni della fauna selvatica

Il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori

Il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori

 

Agricoltura come risorsa per le aree naturali protette, non solo nel segno di una convivenza armonica ma come simbolo di una tradizione identitaria: è una sfida che parte con il piede giusto per le imprese che operano nel Parco del Ticino e che nei giorni scorsi, nella sala polivalente di Vergiate, hanno avuto un pomeriggio di incontro e dialogo con la rappresentante del settore primario in seno al Parco stesso, il consigliere Silvia Bernini.

A promuovere l’incontro è stata Coldiretti Varese, con l’impegno primario del delegato di Giovani Impresa Enrico Montonati che ha introdotto i lavori: presenti i vertici dell’organizzazione agricola provinciale – il presidente Fernando Fiori e il direttore Giovanni Luigi Cremonesi – oltre al sindaco di Vergiate Daniele Parrino e all’assessore alle attività produttive Marino Facchin, che hanno peraltro annunciato la prossima convocazione di uno specifico tavolo comunale che possa coinvolgere direttamente le imprese agricole presenti sul territorio. 

Diversi i temi in cantiere e le problematiche evidenziate in un confronto aperto e franco, con una forte propulsione propositiva da parte di tutti: si è affrontata, ad esempio, la questione relativa agli spazi agricoli che sono purtroppo carenti in una provincia che è tra le più cementificate d’Italia e che, paradossalmente, mentre un numero crescete di giovani cerca nuovi spazi agricoli dove fare impresa, rischia di perdere diversi terreni dove si è cessata l’attività di coltivazione e che, in area parco, rischiano di finire definitivamente riconvertiti a bosco.

Altro tema centrale è quello della fauna selvatica, dove è emerso il grave problema della burocrazia e della parcellizzazione delle competenze in carico a più enti e realtà: ciò che viene chiesto a gran voce dagli imprenditori agricoli è di arginare e contenere il problema.

Anche i presidente Fiori ha evidenziato come «si debba partire dalla presenza attiva dell’agricoltura all’interno di organismi come l’Ente Parco per evidenziare le necessità degli imprenditori agricoli, sia sul tema della fauna selvatica sia su tutti gli altri, e individuare il giusto percorso fatto anche e soprattutto di proposte concrete. Ed è ciò che Coldiretti ha sempre inteso fare».

Montonati ha invece evidenziato come «l’agricoltura è l’unico settore che non può e potrà mai delocalizzare le proprie imprese: di fatto, è un bene per il territorio, perché non perde la propria identità agroalimentare. Vanno trovate le soluzioni più adatte per tutelare la terra e chi la lavora, nel segno di armonia e collaborazione».

Nel raccogliere le richieste avanzate dai produttori, il consigliere Bernini ha rimarcato l’importanza di «abbattere ogni barriera comunicativa e proseguire un dialogo diretto tra il Parco e le imprese agricole. Io stessa sono imprenditrice nel settore primario, l’intento è quindi quello di incontrare le varie aziende e di comprenderne esigenze e le problematiche».

Un incontro che quindi non resterà isolato ma che, come rimarca il presidente Fiori, «ha la funzione di intensificare un dialogo continuo, che coinvolga direttamente le imprese e la federazione Coldiretti: l’obiettivo è che si possa creare un modello di lavoro estensibile anche altrove».

 

Redazione

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