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Territorio | 28 ottobre 2021, 13:37

FOTO - I cinghiali devastano anche a Inarzo: a farne le spese I mirtilli di Lalla

Il problema dei raid degli ungulati si sta rinvenendo pure a sud della città: danni e paura stavolta hanno coinvolto un’azienda di mirtilli. Esasperati i proprietari, che non possono nemmeno recintare il loro terreno

FOTO - I cinghiali devastano anche a Inarzo: a farne le spese I mirtilli di Lalla

Non è il primo articolo riguardante le devastazioni compiute dai cinghiali in provincia di Varese e non sarà probabilmente l’ultimo. 

La novità forse sta nel fatto che le segnalazioni, dalla città e dalle zone a ridosso del Parco del Campo dei Fiori, si stanno spostando a sud, nella zona del lago.

Qui, precisamente vicino a Inarzo, a fare le spese del sovrannumero degli ungulati e delle loro abitudini devastatrici sono stati Claudia Galmarini e Carlo Colombo, in un terreno di loro proprietà che gli stessi hanno adibito a coltivazione di mirtilli, fondando - a nome di Claudia, che è diventata coltivatrice diretta a titolo primario - l’azienda “I Mirtilli di Lalla”.

Una bella realtà che quest’anno ha prodotto 200 kg del prelibato frutto, ma che ora si trova con un problema in più: «Alcuni “raid” di cinghiali c’erano già stati negli scorsi anni - racconta Carlo - ma niente di simile a quello che sta accadendo attualmente. Una delle ultime mattine ci siamo ritrovati almeno 30 delle nostre piantine completamente distrutte».

Gli ungulati si sono accaniti sui 5000 mila metri quadri di terreno coltivati, scavando buche e rovinando a destra e a manca: basta vedere le foto pubblicate insieme al pezzo per rendersi conto del danno. I proprietari hanno potuto constatare il misfatto anche visionando le immagini delle videocamere installate presso il campo: «Nei dieci metri quadri inquadrati - continua Colombo - si vedevano almeno 10 cinghiali». Tanti, come sempre troppi.

E non è solo una questione di danneggiamenti, ma anche di aggravio del lavoro e di timore. Fare i conti con questi attacchi significa per Claudia e Carlo l’impossibilità di installare un impianto di irrigazione come si deve («scavando distruggerebbero anche quello: siamo costretti a innaffiare a mano») ma anche convivere con la paura: «Spesso andiamo a lavorare al campo di primissima mattina, soprattutto d’estate, e ci troviamo davanti i cinghiali: non è simpatico».

A complicare il tutto, una situazione che amareggia molto i proprietari: a causa di un contenzioso in corso con il Comune di Inarzo - arrivato fino al Tar, di cui si attende la sentenza - il terreno non può essere recintato. I cinghiali, insomma, hanno completamente campo libero.

F. Gan.

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