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Storie | 28 ottobre 2021, 16:36

Quel papà di fronte alla tomba del figlio ascolta da 5 anni alla radiolina tutte le partite della sua squadra del cuore

Un'immagine struggente e piena d'amore che racchiude la forza del calcio sta facendo il giro del mondo. E' quella del papà di un figlio morto a 19 anni mentre tornava da una trasferta vincente del San Martín di Tucumán, che milita nella serie B argentina

Papà Miguel Ángel si ritrova al cimitero davanti alla tomba del figlio per ascoltare alla radiolina le partite della squadra del cuore del suo Nahuel, scomparso in un incidente d'auto a 19 anni nel 2016 di ritorno da una trasferta del San Martín

Papà Miguel Ángel si ritrova al cimitero davanti alla tomba del figlio per ascoltare alla radiolina le partite della squadra del cuore del suo Nahuel, scomparso in un incidente d'auto a 19 anni nel 2016 di ritorno da una trasferta del San Martín

Una storia di "serie B" che diventa la serie A della passione per il calcio e per la vita. È la storia racchiusa nell'immagine di un papà che ascolta alla radio la partita della sua squadra, come accade ancora in Argentina dove il calcio rimane ancorato a riti, tradizione e abitudini, davanti alla tomba del figlio Nahuel che morì a 19 anni nel 2016 in un incidente d'auto insieme a tre amici di ritorno da una trasferta vittoriosa al seguito proprio di quella squadra, il San Martín di Tucumán, che milita in serie B.

Postata dalla sorella di Nahuel, Marianela, l'immagine sta facendo il giro del mondo e colpisce perché racchiude un amore struggente per i colori biancorossi del San Martín in cui un papà ritrova ogni domenica suo figlio, anche se dal 2016 non riesce più a mettere piede allo stadio, dove lo aveva portato fin da piccolo.

Da quella radiolina è come se uscisse, oltre alla voce del cronista e dei gol, anche quella di Nahuel per papà Miguel Ángel

«Mi sento così orgogliosa di vedere un papà che ha perso un figlio e che è ancora lì, in piedi - dice Marianela - Non c'è domenica dal 2016 in cui papà e mamma non prendano la moto e non vadano al cimitero, dove poi lui si siede lì, con la sua radiolina, e dove tutto è del San Martín: i fiori rossi e bianchi, la foto sulla lapide con la maglia e il berretto del club che, da cinque anni, cambiamo quando passano il sole e la pioggia. Ricordiamo così mio fratello, con quel messaggio di amore e passione con cui il calcio può unire amici, genitori e figli».

Chissà cosa avrà detto l'ultima volta Nahuel dalla radiolina al papà, che dal 2016 non è più riuscito a mettere piede allo stadio della Ciudadela dove lunedì il San Martín, terzo in classifica a un punto dalla seconda e a due dalla prima, si gioca una partita decisiva contro l'Agropecuario per rincorrere la quinta promozione della sua storia in Primera Division quando mancano tre gare alla fine. Noi, e non solo noi, gli diremmo: papà, riportami allo stadio con te.

Andrea Confalonieri


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