/ Busto Arsizio

Busto Arsizio | 27 ottobre 2021, 07:00

Sartorato e «l’emergenza» personale in Comune: «Le carenze di organico non riguardano solo l’Anagrafe»

Pochi giorni dopo l’insediamento della nuova giunta, il sindacalista di Adl torna a denunciare il problema, che aveva sollevato più volte, l’ultima durante la campagna elettorale. «Andando avanti così, sarà sempre più difficile garantire i servizi all’utenza», dice

Sartorato e «l’emergenza» personale in Comune: «Le carenze di organico non riguardano solo l’Anagrafe»

La situazione del personale comunale a Busto Arsizio, è noto, è complicata. Una vera e propria «emergenza», secondo Fausto Sartorato, sindacalista di Adl, per molti anni dipendente pubblico a Palazzo Gilardoni.

«Tutti sanno qual è la realtà – osserva –. Ci sono i problemi dell’anagrafe e dello stato civile, dove anche di recente c’è chi se n’è andato praticamente dalla sera alla mattina. Le code le vedono tutti. Ma le carenze di organico toccano un po’ tutti i settori, da quello educativo ai servizi sociali alla polizia locale, anche se qui ci sono state nuove assunzioni».

Da pochi giorni, Mario Cislaghi è diventato il nuovo assessore al Personale, ruolo che aveva già ricoperto nell’amministrazione Farioli. Quello di Sartorato non vuole essere un “benvenuto” al nuovo esponente di giunta. «Tanto è vero – precisa – che ho sollevato più volte negli anni la problematica. L’ultima durante la campagna elettorale, quando ho chiesto ai candidati sindaco che cosa intendessero fare per il personale del Comune (leggi qui). Non ho ricevuto nessuna risposta, ma d’altra parte a Busto – e non solo negli ultimi tempi – è sempre mancata una vera politica del personale e si è preferito “tamponare” al momento del bisogno».

Secondo Sartorato è anche mancato «il coinvolgimento dei sindacati. Chi è nelle Rsu o comunque è un rappresentante dei lavoratori conosce bene le priorità di tutti gli uffici».

Guardando avanti, l’esponente di Adl è consapevole che il neo-assessore, peraltro con un passato da sindacalista, «avrà un gran daffare. Mi auguro che vengano coinvolte le Rsu e che non si percorra la strada delle privatizzazioni, ad esempio nel settore educativo. E, soprattutto, che al di là delle belle parole si agisca. Perché altri dipendenti andranno in pensione e gli uffici si svuoteranno. La Dote Comune non può certo essere una soluzione per tamponare le emergenze. Andando avanti così, sarà sempre più difficile garantire i servizi all’utenza. La colpa non è dei lavoratori, questo deve essere chiaro».

R.C.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore