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Gallarate | 26 ottobre 2021, 08:00

Insediamento del Consiglio comunale a Gallarate: staffilate fra auguri e applausi. Sinceri

Auguri di buon lavoro bipartisan all’esordio della nuova assemblea civica. Ma anche rivendicazioni, propositi fermi e dichiarazioni acuminate. La maggioranza, oltre alla presidenza del Consiglio, si prende il ruolo del vicepresidente vicario. Affondi del sindaco Cassani e di esponenti delle minoranze. Comunicati i gruppi consiliari e i capigruppo. Eletti i componenti della Commissione elettorale

Il nuovo Consiglio comunale di Gallarate si è riunito per la prima volta. Passaggi formali, auguri di buon lavoro. E stoccate. Iniziali?

Il nuovo Consiglio comunale di Gallarate si è riunito per la prima volta. Passaggi formali, auguri di buon lavoro. E stoccate. Iniziali?

Aula prevedibilmente gremita all'insediamento del nuovo Consiglio comunale di Gallarate. Presenti tutti i consiglieri. Presenti in gran numero, fra il pubblico, candidati alle ultime elezioni amministrative e vecchie conoscenze della politica locale. Presente, come ovvio, il sindaco, chiamato a giurare sulla Costituzione. Passaggio preceduto dall’elezione del presidente dell’assemblea civica.  

LE COSE LE FACCIAMO A CASA NOSTRA

Primo consigliere a prendere la parola, Giovanni Pignataro (Pd) che ha richiamato quanto avvenuto a Varese, dove Matteo Bianchi (Lega) ha proposto alla coalizione uscita vincente dalle comunali (centrosinistra) di votare un rappresentante delle minoranze come presidente del Consiglio Comunale. Ruolo per il quale, a Gallarate «…siamo disposti a votare un esponente dell’opposizione indicato dalla maggioranza». A stretto giro l’intervento di Evelin Calderara (Lega): «Come centrodestra proponiamo De Bernardi Martignoni (Fdi, ndr), le cose ce le facciamo a casa nostra». Presa d’atto delle minoranze ma anche apertura di credito (con Massimo Gnocchi, Progetto Comune, e lo stesso Pignataro) verso l’esponente di Fratelli d’Italia, anche in virtù della lunga esperienza in Consiglio. Di qui l’annuncio della scheda bianca da parte dell’opposizione. Martignoni eletto con due risultati identici : 16 voti a favore e 9 bianche (al primo giro era necessaria una maggioranza di due terzi).

Meno scontata l’elezione del vicepresidente vicario. Marco Colombo (Fdi) ha proposto, di nuovo, un consigliere del centrodestra, Nicolò Postizzi (Lega). Pignataro e Gnocchi hanno fatto, invece, il nome di Anna Zambon (Pd), riferendosi alla consuetudine di eleggere, per il ruolo, un rappresentante delle minoranze. «Ci sarebbero stati giorni di tempo per discuterne – ha affermato Colombo – visto che la stessa consigliera ha sottolineato a più riprese che il Consiglio non si riuniva». «Prendiamo atto che la nostra proposta non avrà i numeri per passare. E anche che non c’è disponibilità ad ascoltare neanche su piccole cose» l’intervento di Pignataro. Di nuovo, due risultati numericamente identici: 16 a 9. Postizzi vicepresidente vicario.

Il nome di Anna Zambon è, del resto, tornato in auge per la carica di vicepresidente supplente, su proposta del centrodestra, esplicitata dal consigliere Calogero Ceraldi (Fi). 24 preferenze incassate. Applausi per tutti, anche per lei.

I 15 ANNI DI MARTIGNONI

Giuseppe Martignoni ha ammesso l’emozione per il traguardo raggiunto dopo 15 anni di Consiglio comunale. Così dopo i ringraziamenti: «Il mio sarà un ruolo imparziale ma fermo, a tutela di tutti. Per il bene comune della città di Gallarate. Siamo stati scelti dai cittadini. Dovremo portare avanti questo impegno e questo onere.

CASSANI: IL GIURAMENTO, LA PRESENTAZIONE, I PUNTI SALDI

Dopo il giuramento sulla Costituzione, il rieletto sindaco, Andrea Cassani, ha presentato la squadra di assessori che lo accompagnerà, tornando sugli argomenti già toccati in sede di presentazione alla stampa. Applausi dell’aula al nome del vice, e assessore a commercio e attivià economiche, Rocco Longobardi. Poi: «Devo essere sincero, ero fiducioso di essere confermato. Però non pensavo di potere vincere con 20 punti di distacco dalla candidata del centrosinistra». Stoccata. Ribadito l’orgoglio per il risultato raggiunto e per quello della sua lista civica, arrivata al 14 per cento. Ribadita anche la vittoria in una campagna elettorale, a suo avviso, contro la sua persona: «Non è stato contestato nulla di quanto fatto nei cinque anni. Il referendum su di me è finito così. Nonostante 1.500 elettori in meno rispetto al primo turno del 2016, ho ottenuto più preferenze. Potrei togliermi qualche sassolino in più dalla scarpa, ma evito». Sul futuro: «Nella scorsa legislatura abbiamo realizzato l’83 per cento del programma. Ora dobbiamo fare ancora meglio». Fra i punti fondamentali dell’azione amministrativa: infrastrutture, a partire dai collegamenti, rigenerazione, Pnrr, scuole. Ospedale unico: «E' necessaria una nuova struttura. Ma adeguata, anche quanto alla viabilità, e senza depotenziare il Sant’Antonio Abate, dunque chiarendo che sarà delle parti che resteranno inutilizzate». E le proposte di collaborazione? «Non ci sono preconcetti. Per quelle prive di demagogia politica».

GLI ALTRI INTERVENTI IN CONSIGLIO

Ha rotto il ghiaccio Margherita Silvestrini, Pd. Affermando, fra l’altro: «Si può vincere e perdere ma con la certezza di volere contribuire al bene della nostra comunità. Vigileremo sull’operato della Giunta, abbiamo dimostrato di saperlo fare nei cinque anni della precedente amministrazione. Siamo stati responsabili, quando abbiamo votato con la maggioranza. Se ci saranno le condizioni, daremo il nostro contributo propositivo. Se avesse prestato più ascolto, sindaco, avrebbe qualche preoccupazione in meno. Siate capaci di ascoltare. I cittadini prima di tutto ma anche la minoranza, scansate i pregiudizi». La candidata a sindaco sconfitta ha elencato una serie di ambiti toccati dalla campagna elettorale e affiorati a più riprese nella storia recente della città, dalla sicurezza stradale agli strumenti urbanistici, da Accam alle partnership con il tessuto economico-sociale. E ovviamente l’ospedale unico, con l’auspicata convocazione di una Commissione Sanità. Fino all’augurio alle donne, anche della maggioranza: «A tutte un’esperienza positiva, nell’interesse della nostra città».

Propositivi e declinati a seconda dei rispettivi vissuti tutti i successivi interventi (Marco Colombo, Sonia Serati, Michele Aspesi, Calogero Ceraldi, il veterano Germano Dall’Igna, Evelin Calderara, Cesare Coppe).

I DISTINGUO 

Massimo Gnocchi, Progetto Comune, ha ripercorso i temi della campagna elettorale, dall’ospedale unico al passato politico con la Lega, contestando dichiarazioni del sindaco e rivendicando l’aderenza, propria e del gruppo, alla realtà dei fatti. Luigi Galluppi (Centro Popolare, Popolo della Famiglia, Rinascita della Democrazia Cristiana), riferendosi all’esclusione dalla Giunta di propri esponenti, ha dichiarato: «Politicamente non è stato riconosciuto il nostro lavoro e il nostro sforzo. Le sue scelte, sindaco, hanno indebolito la coesione e la compattezza delle quattro forze politiche che compongono il centrodestra di gallarate. Ne prendiamo atto. Lei ha bisogno di un centrodestra unito e compatto che la sostenga. La sosterremo comunque, collaboreremo se e come saremo in grado di farlo». In particolare su alcuni argomenti cardine del programma: ospedale unico; servizi sociali, famiglia e sussidiarietà (per esempio quoziente familiare), istruzione e lavoro (avvio di Its, borse studio, insediamento di sedi universitarie). Infine: «Il nostro rapporto con la Giunta sarà improntato a collaborazione e vigilanza».

GRUPPI, CAPIGRUPPO E COMMISSIONE ELETTORALE

Fra gli ultimi punti all’ordine del giorno, la comunicazione su gruppi consiliari e capigruppo. L’elenco: Evelin Calderara (Lega), Michele Aspesi (Civica Cassani), Germano Dall’Igna (Fratelli d’Italia), Calogero Ceraldi (Forza Italia), Luigi Galluppi (Centro Popolare, Popolo della famiglia, Rinascita della Democrazia Cristiana), Giovanni Pignataro (Partito Democratico), Cesare Coppe (Città è vita), Michele Bisaccia (Civica Silvestrini), Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune), Sonia Serati (Più Gallarate). Faranno parte della Commissione elettorale, dopo il voto espresso dai consiglieri, Paolo Bonicalzi, Sonia Serati e Germano Dall’Igna. “Vice”: Rossella Glorioso, Belinda Simeoni, Cesare Coppe.

Prima seduta in archivio. Dopo i passaggi formali, e le schermaglie (addolcite) dell'esordio, si farà sul serio.

Stefano Tosi

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