/ Territorio

Territorio | 25 ottobre 2021, 17:27

«La lapide ritrovata a Besozzo tra i rifiuti era quella di mio zio morto bambino, così si rinnova il dolore della nostra famiglia»

Michela nipote del piccolo Rolando Rigo di Bogno, deceduto a causa del tetano a 7 anni nel 1963, l'ha riconosciuta da una foto della Giornata Ecologica di ieri: «Non riusciamo a capacitarci di come sia finita in quel bosco dopo la riesumazione del 1988. Siamo indignati, adesso ce la riportiamo a casa»

La lapide del piccolo Rolando Rigo rivenuta in un bosco tra i rifiuti a Besozzo

La lapide del piccolo Rolando Rigo rivenuta in un bosco tra i rifiuti a Besozzo

Durante le Giornate Ecologiche o nei lavori di pulizia del territorio, si è purtroppo abituati a rinvenire di tutto tra i rifiuti abbandonati; ritrovare in mezzo all'immondizia e alle sterpaglie anche la lapide di una tomba di un bambino non era mai capitato.

Un episodio simile non può che aggiungere vergogna all'indignazione e sono questi i giusti sentimenti ed emozioni che i famigliari di Rolando Rigo, bimbo di Bogno morto a neanche 8 anni nel 1963, hanno provato nel riconoscere la lapide del loro parente tra i rifiuti recuperati dai volontari della Giornata Ecologica che si è tenuta ieri, 24 ottobre, a Besozzo. (LEGGI QUI)

«Rolando era l'ultimo di otto fratelli - racconta Michela, la nipote di uno zio che non ha mai conosciuto - era nato nel 1955 ed è morto di tetano nel 1963; tutti i suoi fratelli e le sue sorelle sono ancora in vita e rivedere la sua lapide ritrovata in un bosco tra i rifiuti ha riaperto una ferita e generato dolore».

Le spoglie di Rolando riposano nel cimitero di Bogno; nel 1988 la tomba ha subito una ristrutturazione quando lì è stato sepolto anche il papà del piccolo. «Ricordiamo perfettamente la triste circostanza della scomparsa del padre di Rolando e della riesumazione dei resti di mio zio - prosegue la nipote - francamente non ci ricordiamo chi ha svolto il lavoro e poi chi abbia gestito lo smaltimento della vecchia lapide e francamente ci interessa relativamente. Resta l'indignazione di tutti i famigliari perché cose come queste non devono accadere mai, per i defunti di ogni tempo e per i bambini soprattutto, ci vuole rispetto».

Sulla lapide, nonostante siano passati così tanti anni e chissà quanto tempo tra la vegetazione del bosco, sono chiaramente leggibili nome, cognome, data di nascita e di morte e anche la frase che i famigliari avevano scelto al momento della sepoltura di Rolando nel 1955: "In Paradiso Signore te lo affidiamo tra gli angeli". A mancare è solo la foto del bimbo, perché è stato utilizzata per la nuova tomba. 

Frase che riletta oggi, non solo dai suoi cari, fa ancora più male, vista la mancanza di totale rispetto nei confronti di Rolando e dei suoi cari; una lapide non è semplicemente un pezzo di marmo con delle scritte, ma un pezzo di vita, di ricordi e di emozioni.

«Non riusciamo davvero a spiegarci e a capacitarci di come la lapide di mio zio sia finita in quel bosco gettata in mezzo a dei rifiuti - conclude la nipote - certo adesso la riporteremo a casa e non la lasceremo giacere in una discarica». 

Matteo Fontana

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore