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Sociale | 25 ottobre 2021, 14:05

FOTO E VIDEO: Fagnano, taglio del nastro alla “Valle di Ezechiele”. Il ministro Cartabia: «La ripartenza è possibile se c'è qualcuno che ti aspetta»

La cooperativa sociale fortemente voluta dal cappellano del carcere di Busto Arsizio, don David Maria Riboldi, ha inaugurato il laboratorio e la sede operativa in Valle Olona. Alla presenza del guardasigilli: «Rappresentate una boccata d'ossigeno per il governo». La storia del primo dipendente ex detenuto: «Cinque minuti hanno cambiato la mia vita»

La ministra Marta Cartabia con Filippo Germinetti, presidente della Valle di Ezechiele

La ministra Marta Cartabia con Filippo Germinetti, presidente della Valle di Ezechiele

Il ministro della Giustizia in Valle Olona è fatto eccezionale. Altrettanto il progetto della cooperativa sociale “La Valle di Ezechiele”. Che concede una seconda possibilità a chi ha commesso degli sbagli, ai detenuti che si trovano senza prospettive di lavoro durante e dopo il carcere. Perché, recita la presentazione della Valle di Ezechiele, «nessuno si salva da solo, le persone arrivate al capolinea della galera non si rialzano da sole. Per questo abbiamo deciso di metterci in gioco».

Questa mattina, a Fagnano Olona in via Cristoforo Colombo 90, il taglio del nastro ufficiale per la sede operativa e laboratorio della Valle di Ezechiele, alla presenza del ministro della Giustizia, Marta Cartabia, reduce dalla visita alla casa circondariale di Busto. E il taglio del nastro con don David Maria Riboldi, cappellano del carcere di via per Cassano, e il presidente della cooperativa sociale, avvocato Filippo Germinetti, è stato l'incipit di una mattinata eccezionale, non soltanto per la presenza del ministro. Perché sono state le storie e i racconti, a cogliere nel segno. Come quello di Bayoussef, il primo dipendente assunto della cooperativa, dopo la scarcerazione. Con lui altri quattro lavoratori ex detenuti e in misura alternativa al carcere, alimentano i sogni e la “seconda chance” della “Valle di Ezechiele”. GUARDA IL VIDEO

«Mentre ero detenuto ho incontrato don David – racconta Bayoussef – mi ha parlato del progetto della “Valle di Ezechiele”. Cinque minuti che hanno cambiato la mia vita». Poi la data, 11 novembre 2020, che l'ex detenuto non dimentica: «Mi hanno chiamato per la scarcerazione, stavo andando via ma c'era don David per accompagnarmi a casa. Il 23 novembre ho firmato il primo contratto per lavorare qui». Ecco l'importanza della mano tesa, dell'ascolto e dell'incontro, per segnare a tutti gli effetti una ripartenza. L'ha sottolineato il ministro Cartabia, nel suo intervento dal palco. «Il percorso personale è sempre possibile quando c'è qualcuno che ti aspetta e un luogo dove andare. Come la Valle di Ezechiele dov'è concretamente resa possibile una rinascita». La pena come cura. La guardasigilli ha evidenziato ed elogiato il contributo delle autorità locali, i comuni che danno lavoro alla cooperativa, i volontari e le forze dell'ordine che la supportano: «Ci sono piccole decisioni che possono lasciare un deserto davanti a chi ha finito di scontare la sua pena e poi chissà che ne sarà di lui oppure iniziative che generano seconde chance e luoghi come questo che sono una reale boccata d'ossigeno per il governo. Un ponte che permette di proiettarsi oltre il termine della pena. Possibilità di lavoro che danno una concreta speranza di vita diversa a chi sta scontando il carcere. Affinché si possano ascoltare mille storie come quella di Bayoussef». GUARDA IL VIDEO

Proprio il comune di Gorla Maggiore, attraverso l'iniziativa del sindaco, Pietro Zappamiglio, è stato il primo ente pubblico a commissionare un lavoro alla cooperativa: la dematerializzazione degli archivi cartacei dell'ufficio tecnico (alcune pratiche edilizie degli anni 70 e 80). Con Fagnano Olona pronta a fare lo stesso. Ma nel capannone di via Cristoforo Colombo ci si occupa anche dei cesti di Natale che la Valle di Ezechiele realizza con prodotti provenienti dalle cooperative che operano nei penitenziari di tutta Italia oppure della sbavatura e selezione di componenti in gomma (principalmente per case automobilistiche) in conto terzi.

La chiosa della mattinata è stata per il presidente della cooperativa sociale, Filippo Germinetti. «L'inclusione nella comunità dopo la reclusione è una possibilità che non deve mai mancare, per chi la desidera e se la merita. Le chiediamo – ha detto il presidente rivolgendosi al ministro - di rendere più agevoli la rieducazione e l'inserimento lavorativo, di abbattere le barriere tra il carcere e la società civile». Per alimentare l'eccezionalità di progetti e opere come la Valle di Ezechiele. GUARDA IL VIDEO

All'inaugurazione ha partecipato il noto cantautore Davide Van de Sfroos interpretando la sua “40 pass”, brano che racconta intrecci di vita che hanno avuto a che fare con il carcere. GUARDA IL VIDEOLEGGI QUI.

Alessio Murace

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