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Scuola e ricerca | 21 ottobre 2021, 10:12

FOTO. Studenti del liceo Artistico in sciopero: «Disorganizzazione e mancata comunicazione»

I ragazzi lamentano le carenze struttuarli della loro sede di Masnago: il riscaldamento che non funziona, controsoffitti crollati, infiltrazioni d'acqua... E la mancanza di comunicazione diretta con la dirigenza scolastica: «Facciamo continue segnalazioni via mail ma mai nessun colloquio»

FOTO. Studenti del liceo Artistico in sciopero: «Disorganizzazione e mancata comunicazione»

Dopo ben due anni di dad,  gli studenti del Liceo Artisti Frattinni sono finalmente tornarti a scuola, ma questa mattina, dopo un mese di frequenza sono già in sciopero. Le ragioni della protesta sono state spiegate in una nota diffusa tra i ragazzi. 

E' sconfortante vedere che nel mentre non è cambiato nulla, se non in peggio. Le parole chiave della nostra protesta sono "disorganizzazione e mancata comunicazione" in quanto ognuno dei punti sia collegato ad esse. La nostra struttura scolastica ha delle mancanze basilari, come il riscaldamento, che con le sue note problematiche, fa sì che in alcune classi ci siano anche 14 gradi. I soffitti a cui mancano numerosi pannelli, pericolosi per l'esposizione dei cavi elettrici e per via delle infiltrazioni d'acqua, realtà che ci porta ad avere dei secchi in mezzo al corridoio per raccoglierla nonché muri, soffitti e pareti danneggiati dall'umidità.

Abbiamo delle scale interne che da anni non ci è permesso utilizzare in quanto non siano a norma, banchi traballanti e poco funzionali ai nostri laboratori che non sono mai stati cambiati. Per non parlare di questi fantomatici appalti, che potrebbero permetterci di isolare il piano -1 e di aggiungere aule all'edificio, che sembrano non arrivare mai.

L'emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci ha già tolto le nostre piccole abitudini nella quotidianità scolastica, soprattutto in un liceo artistico il non poter cambiare d'aula, non avere a disposizione materiali di laboratorio come la creta o la possibilità di fare attività come la nostra amata "giornata dell'arte" (giornata che prevedeva che si ridipingessero i muri tutti insieme, che si facessero murales, sculture ecc) è già stata una grande perdita. Se sommiamo a tutto ciò il fatto che non c'è alcun tipo di comunicazione diretta tra la dirigenza e gli studenti e che quindi le decisioni inerenti alla scuola, come ad esempio l'orario, vengano prese senza il nostro consulto, l'impossibilità di avere un colloquio diretto con la segreteria bensì solo per email e il dover fare continue segnalazioni perché mancano navette all'uscita o perché troviamo le aule sporche, può comprendere chiunque le motivazioni della nostra manifestazione. facciamoci sentire».

Valentina Fumagalli

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