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Sport | 19 ottobre 2021, 09:50

La Scuderia di Vergiate al podio del TCR Italy: «È stato un anno tosto. Ora, guardiamo al futuro con ottimismo»

Perseveranza, gioco di squadra e lavoro continuo. Sono questi gli ingredienti che rendono la Girasole vincente, sempre e comunque. Al termine del Campionato Italiano Turismo in cui la Scuderia si è messa in gioco per il quarto anno, «il bilancio è positivo, ci siamo impegnati tanto e raccogliamo i frutti di questo ogni giorno».

Foto realizzate da Maurizio Rigato (Photorigato) presso l'Autodromo del Mugello, in occasione dell'ultima tappa del TCR Italy.

Foto realizzate da Maurizio Rigato (Photorigato) presso l'Autodromo del Mugello, in occasione dell'ultima tappa del TCR Italy.

Il 2021 è stato un anno particolare, fatto di salite e discese, di stop e di ripartenze, di cadute e di successi.

Lo sa bene la Scuderia del Girasole by CUPRA Racing di Vergiate, anche quest’anno pronta a lottare negli autodromi italiani per aggiudicarsi, per la quarta volta consecutiva, il TCR Italy – Touring Car Championship, Campionato Italiano Turismo.

A bordo della Cupra León Competición, il pilota di punta della Scuderia, Salvatore Tavano, ha percorso chilometri e chilometri nelle piste di Monza, Misano, Vallelunga, Imola e Mugello per guadagnare i punti necessari per mantenere il primato in classifica, obiettivo raggiunto in parte: «Abbiamo concluso la stagione al terzo posto, siamo comunque finiti a podio, il bilancio è positivo».

C’è soddisfazione, quindi, nelle parole del pilota, soprattutto dopo un anno «particolarmente tosto, in salita, ma ne siamo usciti bene, basta guardare la classifica, nelle prime quattro posizioni ci sono 3 Hyundai e noi con la Cupra, c’è stato tanto impegno, abbiamo fatto un lavoro egregio. La superiorità rispetto agli altri non è stata marcata, ce la siamo giocata fino all’ultimo metro dell’ultima manche, siamo rimasti aggrappati con le unghie e con i denti all’obiettivo, bisogna dare merito ai nostri avversari che hanno lavorato altrettanto bene».

Consapevolezza delle proprie difficoltà e impegno per migliorarsi

Una difficoltà che il team vergiatese ha riscontrato è stata la gestione del BoP, Balance of Performance, che «quest’anno non ci ha quasi mai dato chance di giocarcela ad armi pari, ma questo non dipende dagli avversari né da noi, ne usciamo con la consapevolezza di aver dato il massimo e l’impegno di rimanere concentrati e cercare di poterci rifare in futuro, anche se il terzo posto non è da buttare via, viste le condizioni in cui abbiamo lavorato».

Di certo, quello che la Scuderia non ha mai fatto è stato arrendersi, da una parte, né “sedersi sugli allori” dall’altra, anzi, «abbiamo sempre lavorato duramente. Il primo weekend di Monza, a fine aprile, ci aveva fatto intravedere qualche spiraglio di positività, poi il Balance è stato particolarmente ostico nei nostri confronti, abbiamo sofferto soprattutto con il caldo in determinate piste e il grande carico di zavorra che ci ha accompagnato per tutto l’anno non ha aiutato. Siamo riusciti in qualche modo a raddrizzare la situazione nel penultimo appuntamento di Imola, a settembre, vincendo la nostra terza gara della stagione e rimettendoci in gioco per la lotta al titolo; questo, però, ha determinato un aggravio in termini di peso in vista dell’ultimo weekend al Mugello, questo non ci ha favoriti perché abbiamo dovuto correre con tanta zavorra in macchina».

Questi sono i due lati della stessa medaglia: vincere, ma sopportare (letteralmente) il “peso” della vittoria, con il conseguente svantaggio nella gara successiva.

«Noi abbiamo sofferto forse più di altri, non siamo riusciti a esprimerci al meglio in condizioni in cui eravamo particolarmente carichi, avvenuto spesso, ci siamo trovati a dover lottare per tutto l’anno con questo deficit, ma è un aspetto su cui concentrarci per capire come gestirlo meglio in futuro – così come siamo consapevoli che Misano sia, per noi, una pista poco gradita, ci lavoreremo in vista del prossimo anno».

Partire nel modo giusto

Ma si sa che, per un pilota, è indispensabile anche avere un buon feeling con la propria auto e questo, tra Tavano e la sua Cupra, non è mai venuto meno: «Di sicuro, la macchina è un ottimo progetto. Il TCR lascia i giochi aperti fino alla fine, per questo, a livello di organizzazione, cercano di mantenere l’equilibrio tra i partecipanti. Negli ultimi quattro anni, noi siamo sempre stati competitivi e messi sotto la lente d’ingrandimento, questo aspetto non ci ha aiutati, ma, certo, preferisco restare così e continuare a raccogliere i risultati» che permettono a tutta la squadra di migliorarsi.

L’ultima tappa dell’anno si è svolta al Mugello, a inizio ottobre e, in entrambe le gare, Tavano ha mostrato tutta la voglia di vincere già al momento della partenza: «Sapevamo che, con così tanto peso, avremmo patito un po’ sia sul passo gara che, soprattutto, sul giro secco, abbiamo cercato di trovare una contromisura, concentrandoci sulla partenza, abbiamo fatto diversi test e simulazioni per capite il settaggio migliore. In gare sprint così brevi, da 25-28 minuti, è fondamentale riuscire a partire come si deve, sono combattute».

Insieme, verso il futuro

Succeda quel che succeda, in Scuderia si respira sempre un’atmosfera positiva, «siamo un bel gruppo, affiatato, lavoriamo insieme da anni, abbiamo imparato a conoscerci e convivere». È indubbio che Tarcisio Bernasconi, patron della Scuderia, abbia fatto, e stia facendo, «un gran lavoro e di questo affiatamento raccogliamo i frutti nel quotidiano» e, nonostante il momento di assenza nella prima parte dell’anno, vederlo «riprendere il timone della squadra» è stato importante, nonché riprova della capacità di affrontare qualsiasi difficoltà e rialzarsi sempre e comunque.

«Ora – conclude Tavano – guardiamo al futuro con ottimismo e voglia di fare, stiamo lavorando e parlando con nostri partner, speriamo di poter annunciare presto i programmi futuri!».

Giulia Nicora

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