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Territorio | 15 ottobre 2021, 09:34

Duno ricorda i medici morti in servizio e per il Covid, con un pensiero al dottor Roberto Stella

Il Tempio Votivo che si trova nel piccolo borgo ospiterà sabato una Messa celebrata dal vescovo di Como e organizzata dall'Ordine dei medici di Varese. La presidente Beretta: «Un momento dedicato a coloro che hanno perso la vita durante la pandemia. Ricordiamo il loro coraggio guardando al futuro»

Il dottor Roberto Stella

Il dottor Roberto Stella

Ricordare i medici morti durante lo svolgimento della loro professione, a partire ovviamente dai tanti camici bianchi come il dottor Roberto Stella, deceduti a causa del Covid.

Questa la finalità della Messa che verrà celebrata domani, 16 ottobre alle 16.30, al Tempio Votivo dei Medici d'Italia che si trova come noto nel piccolo borgo di Duno. Una celebrazione organizzata, come ogni anno, dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Varese, che sabato sarà presieduta dal vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni.

La Messa viene celebrata in ricordo di tutti i camici bianchi caduti nello svolgimento della loro professione. «Un momento particolare, dedicato al ricordo di quanti hanno svolto la professione medica sacrificando la vita – dichiara il presidente dell’Ordine Giovanna Beretta - medici che hanno mostrato una dedizione totale al paziente, mettendo a disposizione competenza e professionalità, scienza e coscienza, nel curare la salute di uomini e donne».

«A Duno ricordiamo anche i colleghi che hanno perso la vita nell’emergenza sanitaria legata al Covid non ancora superata, a partire dal presidente dell’Ordine dei Medici di Varese, dottor Roberto Stella - continua il presidente Beretta - il ruolo di medici e personale sanitario è stato fondamentale nel contrastare la pandemia, un tragico evento che rapidamente ha provocato in tutto il mondo vittime e morti».

«Una presenza che ha contribuito a tenere alta la guardia nella lotta - sottolinea la dottoressa Beretta - ma che non ha fatto mai dimenticare la dimensione umana messa a dura prova dalla pandemia, senza mai rinunciare ad una prossimità e ad una partecipazione nei confronti di tale dimensione. La nostra presenza a Duno è occasione per ricordare tutto questo. Con coraggio e guardando al futuro».

Redazione

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