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Attualità | 15 ottobre 2021, 07:43

Green pass obbligatorio, da oggi scatta la nuova normativa. Ecco cosa rischia chi è senza: stop dello stipendio e sanzioni fino a mille euro per chi non controlla

Le disposizioni, varate dal governo Draghi, riguardano sia i dipendenti della pubblica amministrazione e di aziende private, ma anche gli autonomi: per chi non ha la certificazione verde scatta la sospensione e multa fino a mille e 500 euro

Green pass obbligatorio, da oggi scatta la nuova normativa. Ecco cosa rischia chi è senza: stop dello stipendio e sanzioni fino a mille euro per chi non controlla

Da oggi 15 ottobre il green pass diventa obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro. La norma, varata dal governo Draghi, riguarda sia i dipendenti della pubblica amministrazione e di aziende private, ma anche i lavoratori autonomi, personale di mense e asili nido aziendali, nonché lavoratori domestici come colf o baby sitter.

La certificazione verde attesta una delle seguenti condizioni: aver fatto la vaccinazione anti Covid-19 e viene emessa sia alla prima dose sia al completamento del ciclo vaccinale sia dopo aver fatto una dose aggiuntiva al primo ciclo di vaccinazione, essere negativi al test antigenico rapido nelle ultime 48 ore o al test molecolare nelle ultime 72 ore oppure essere guariti negli ultimi sei mesi.

Per i dipendenti che non esibiranno la certificazione verde all’ingresso del luogo di lavoro scatterà da subito l’assenza ingiustificata e la sospensione dello stipendio, senza perdere, però il loro rapporto di lavoro, fino all’esibizione del green pass. Sono inclusi i lavoratori della manutenzione, delle mense e dei bar interni agli uffici pubblici, i fornitori, i corrieri, i prestatori e i frequentatori di corsi di formazione. Sono esclusi gli utenti, quindi chi deve recarsi in uffici pubblici per documenti e pratiche non deve esibirlo. 

Anche chi deve accedere al proprio posto di lavoro in un’azienda privata da oggi ottobre dovrà avere la certificazione verde. Altrimenti scatterà l’assenza ingiustificata con la sospensione dello stipendio. Si avrà però diritto alla conservazione del posto di lavoro, al quale si potrà rientrare una volta ottenuto il Pass. Le imprese con meno di 15 dipendenti possono sostituire chi non è in regola: in questo caso il lavoratore può essere sostituito per un massimo di 10 giorni.

La verifica è affidata al datore di lavoro o a un suo rappresentante che va delegato per iscritto. I controlli verranno effettuati all’ingresso, a tappeto, a campione o a rotazione attraverso l’app "VerificaC19" scaricabile sugli smartphone o i totem in grado di leggere digitalmente il Pass. Oppure anche tramite piattaforme per la Pa, come quelle utilizzate a scuola. Le verifiche potranno essere fatte a campione, ma devono essere sottoposti almeno il 20% dei dipendenti.

Nel caso in cui il lavoratore acceda al luogo di lavoro senza Green pass, "il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa. Infatti il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza Green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore".

Oltre alla retribuzione, "non sarà più versata al lavoratore senza Green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio".

"Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul Green pass - si legge nelle Faq del Governo - è punito con una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro".

Redazione

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