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Territorio | 14 ottobre 2021, 08:25

La battaglia dei No Elcon contro le puzze in Valle Olona

Il gruppo, da sempre critico riguardo al tema degli scarichi che confluiscono all’interno del depuratore di Olgiate, ha ricominciato ad incontrarsi tutti i mercoledì sera. Intanto i sindaci assicurano che «non abbiamo mai abbassato la guardia e, con la collaborazione di tutti coloro che siedono al tavolo tecnico, confidiamo di poter finalmente mettere fine a questa situazione»

La battaglia dei No Elcon contro le puzze in Valle Olona

Da qualche tempo alcuni membri dell’Assemblea Popolare No Elcon hanno deciso di concentrarsi sul problema degli odori molesti segnalati più volte da numerosi cittadini del territorio.

Il gruppo, da sempre molto critico riguardo al tema degli scarichi che confluiscono all’interno del depuratore di Olgiate Olona, ha ricominciato ad incontrarsi tutti i mercoledì sera presso il circolo del Buon Gesù di Olgiate Olona, invitando tutte le persone interessate ad unirsi a loro.

Frutto di queste riunioni anche alcuni volantini, stampati in proprio, che vengono distribuiti presso alcune realtà commerciali, che illustrano le attività e le conclusioni che l’Assemblea ricava dall’analisi dei documenti raccolti.

Stando a quanto sostenuto da questi scritti, le analisi effettuate dal Politecnico di Milano avrebbero individuato come causa dei miasmi che si diffondono nei comuni di Castellanza, Olgiate e Marnate tre attività industriali che operano sul territorio.

Secondo il gruppo, infatti, le rilevazioni dimostrerebbero che i momenti in cui gli scarichi delle aziende arrivano al depuratore coinciderebbero perfettamente con le segnalazioni dei cittadini.

Inoltre viene puntato il dito su una dichiarazione di ARPA e di ALFA, che sottolinea come «il depuratore di Olgiate Olona, rispetto a tutti gli altri depuratori attivi in Provincia, tratta una quantità di reflui idrici industriali decisamente superiore.

Per questa ragione e per la peculiarità dei cattivi odori presenti nella zona, è logico supporre che le molestie olfattive siano causate da una o più sostanze, o da un mix tra esse, provenienti dalle acque di scarto dei processi produttivi».

«Cos’altro serve ai nostri sindaci per agire? – si chiedono i membri dell’Assemblea – perché la non reazione di fronte all’evidenza dei dati raccolti dal Politecnico?».

Il gruppo denuncia inoltre lo stallo della situazione che oramai si protrae, a parer loro, da quasi tre anni, e come sempre dalla situazione attuale si ricava l’assoluta necessità di fermare gli scarichi in deroga, sotto il mirino dell’Assemblea Popolare No Elcon sin dalla sua nascita.

«L’unica soluzione possibile per bloccare immediatamente i miasmi – conclude lo scritto – è che i sindaci blocchino da oggi ogni deroga non motivata per lavori straordinari e non firmare le autorizzazione a qualsiasi azienda richiedente».

Una richiesta che, però, non andrebbe rivolta ai primi cittadini, poiché la concessione o la revoca delle deroghe secondo la normativa attuale non è di loro competenza.

«Innanzitutto vorremmo chiarire che la concessione delle deroghe non spetta a noi – sottolineano il sindaco di Marnate Elisabetta Galli, quello di Castellanza Mirella Cerini e quello di Olgiate Gianni Montano – e che da parte nostra stiamo agendo su tutti i fronti possibili, non lasciando nulla di intentato; inoltre stiamo sollecitando tutti gli organi preposti ad agire nella maniera più veloce ed efficace possibile».

Un fronte compatto quello dei primi cittadini dei comuni interessati dal problema, che orami da tempo hanno chiesto anche la collaborazione dei cittadini per raccogliere in maniera precisa e puntuale il maggior numero di segnalazioni possibili, essenziali per giungere finalmente ad una soluzione definitiva.

«Non abbiamo mai abbassato la guardia e non abbiamo intenzione di farlo ora, e con la collaborazione di tutti coloro che siedono al tavolo tecnico – proseguono i rappresentanti delle amministrazioni di Olgiate, Marnate e Castellanza – confidiamo di poter finalmente mettere la parola fine a questa vicenda il prima possibile».

Loretta Girola

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