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Politica | 05 ottobre 2021, 19:17

Centrosinistra, il day after: «Avanti con le proposte per tutti: al ballottaggio si vince senza snaturarsi. Battere la Lega significherà fare di nuovo la storia»

Matteo Capriolo, il giovane candidato risultato il terzo più votato, e il segretario cittadino del PD Luca Carignola tracciano la strada della campagna elettorale bis: «Alleanze? Riferirsi ai singoli non è né logico, né produttivo: meglio far passare con ancora più chiarezza il nostro programma, perseverando con il concetto del cambiamento. La non elezione al primo turno una bocciatura? Bianchi lo dice per nascondere i pessimi risultati del suo partito, qui e ovunque»

Centrosinistra, il day after: «Avanti con le proposte per tutti: al ballottaggio si vince senza snaturarsi. Battere la Lega significherà fare di nuovo la storia»

Avanti tutta sulla scorta della prima campagna elettorale, massima chiarezza, convinzione della bontà del risultato finora ottenuto ma anche conservazione di uno spirito da “sfidanti”.

Varese, centrosinistra: sono questi i temi politici del day after. Mentre Davide Galimberti opta per la semi-silenziosa riflessione, affidando solo ai social un breve pensiero (leggi qui), dietro di lui, nella sua squadra, c’è chi “guarda” anche a parole lo spartiacque rappresentato dal voto di ieri.

Il primo turno elettorale che non è riuscito a consegnare alla Città Giardino un nuovo sindaco apre un nuovo fronte nella battaglia del convincimento dei cittadini: «Sarà una partita diversa, non un secondo tempo - la inquadra il segretario cittadino Luca Carignola - E saranno 15 giorni che serviranno a far capire all’elettorato l’importanza di votare la nostra coalizione e quindi il sindaco Galimberti. Davanti all’eventuale scelta del centrodestra di politicizzare ancora di più lo scontro, scelta che non ha pagato e che denota come il loro programma non abbia colpito, l’unica strada per controbattere sarà quella di continuare a parlare di Varese».

È d’accordo anche Matteo Capriolo, uno che ieri ha “già” vinto: 24 anni, cresciuto tra Bizzozero, San Carlo e Giubiano impegnato in oratorio e volontariato, è risultato il terzo candidato consigliere in assoluto più votato della tornata con 455 preferenze. Alla prima candidatura, peraltro: «Penso che la chiave debba essere quella di perseverare sul concetto del cambiamento: quello avvenuto in questi cinque anni e quello che ancora può avvenire, perché in un solo mandato non si può fare tutto. Stiamo costruendo una Varese diversa, più moderna, più europea: Galimberti lo ha già fatto ben capire e i risultati del primo turno lo dimostrano. Ora bisogna continuare».

Anche eventualmente cercando di interloquire con una parte di quel 50% che alle urne non si è presentato e che, dovesse “risvegliarsi”, potrebbe essere spauracchio o potenziale serbatoio. Sì, ma come si parla a chi dimostra di essere refrattario al “sentire”? «Con proposte e impegno - continua Capriolo, che è anche segretario dei giovani del Partito Democratico locale - L’ho provato anche personalmente: molti di quelli che mi hanno votato, probabilmente non avrebbero espresso una preferenza se non li avessi colpiti - come mi hanno riferito - con le idee e con il mio metterci la faccia. E allora la strada per combattere l’astensionismo è questa: alla gente interessano le cose concrete. Penso per esempio alla mia Giubiano, a quanto i suoi abitanti, prigionieri dei semafori, attendano la rivoluzione viabilistica di largo Flaiano».

Nelle strategie non pare esserci la volontà di puntare a farsi alleati gli “sconfitti” del primo turno, in particolare Varese 2.0 e Azione: «Continuare a parlare alla città significa continuare a parlare a tutti - ribadisce Carignola - Non credo possa essere né logico, né producente riferirsi ai singoli gruppi: significherebbe snaturare un’impostazione definita fin dall’inizio. I prossimi 15 giorni potranno invece essere utili a fare chiarezza: la gente è stata frastornata dalla quantità di messaggi arrivata in virtù dei tanti candidati e delle tante liste». «L’importante nel preparare questo ballottaggio sarà non avere paura - aggiunge in merito Capriolo - Ed è una caratteristica della nostra coalizione: siamo molto uniti».

Se la non affermazione al primo turno «non è stata assolutamente una sconfitta - dice Carignola - anche se capisco perché Bianchi lo abbia detto: è servito per coprire le sonore bocciature della Lega sia a livello nazionale che qui a Varese, dove hanno ottenuto il minimo storico», vincere al secondo viene visto come un traguardo comunque non banale, fondamentalmente perché “Varese è Varese”: «Certo, battere un’altra volta il centrodestra significherebbe fare ancora la storia - conclude Capriolo - Io ho 24 anni, sono nato e cresciuto con la Lega forte,  presente nel dna di molti cittadini. Varese non è Bologna, si sa: il Carroccio è nella storia di questa città, ma è stata una storia che non ha fatto nulla per migliorarla ed è per questo che deve finire. Meglio: già cinque anni fa è finita, ora bisogna proprio metterci la pietra sopra».

Fabio Gandini


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