Non una vista di cortesia. Il passaggio a Varese della ministra Erika Stefani è stato un incontro per salutare e aggiornarsi con gli attori della disabilità con cui ha conoscenza vera, basata su un lavoro portato avanti con costanza, anche sul territorio varesino. La ministra alle disabilità ha anche potuto ascoltare il programma sul tema, del candidato sindaco del centrodestra Matteo Bianchi, affiancato dai candidati e consiglieri regionali Emanuele Monti e Francesca Brianza.
«Un’amministrazione comunale attenta per perseguire efficacia ed efficienza, anche nel comparto sociale, non può pensare di internalizzare tutti i servizi, ma agire secondo il principio della sussidiarietà. Costruite un percorso, definire degli obiettivi, garantendo il debito sostegno alle associazioni. Il comune non si deve sostituire a quello che le associazioni fanno già in maniera puntuale – ha detto Bianchi - Siamo davanti ad un momento di opportunità, grazie al Pnrr, e abbiamo previsto la costituzione di una casa delle disabilita in cui tutte le associazioni troveranno spazio, con un’infrastruttura adeguata per sviluppare le loro azioni. Questo secondo noi è l’approccio vincente per raggiungere gli obiettivi di un amministrazione che vuole far crescere Varese mettendo al centro la persona».
«Parole che colgono nel segno – ha detto la ministra Stefani - Conosco Matteo Bianchi personalmente da qualche hanno, ed è un valente collega e dispiace un po’ che vada via perché da un insostituibile apporto a tutto il gruppo parlamentare. Varese non potrà che guadagnarci dall’averlo come sindaco».
Un impegno quello di Bianchi che hanno riconosciuto anche Nicola Stilla dell’Unione Ciechi e Renzo Corti dell’Ente Nazionale Sordi: «Grazie alla vicinanza che negli anni ci hanno dimostrato Matteo Bianchi, ma anche i consiglieri Monti e Brianza le persone con disabilità si sono sentite un po’ più cittadini tra i cittadini, in un contesto, quello varesino, in cui le istituzioni sono sempre rimaste lontano dalla nostra realtà».