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Territorio | 24 settembre 2021, 15:31

Sabato in Duomo le ordinazioni diaconali per 22 futuri sacerdoti della Diocesi: ci sono anche tre varesotti

Tra i seminaristi che diventeranno preti il prossimo giugno ci sono anche Mauro Ambrosetti della parrocchia di Biumo Inferiore a Varese, Gabriele Bof di Mornago e Roberto Uboldi di Tradate

Foto d'archivio dal sito della Chiesa di Milano

Foto d'archivio dal sito della Chiesa di Milano

Sabato 25 settembre alle 9, 22 studenti del seminario saranno ordinati diaconi nel Duomo di Milano dall’arcivescovo monsignor Mario Delpini.

Tra loro anche tre varesotti, Mauro Ambrosetti, classe 1993, originario della comunità pastorale di Biumo Inferiore a Varese, Gabriele Bof, classe 1997, della comunità pastorale di Crugnola a Mornago e Roberto Uboldi, della parrocchia di Tradate.

La celebrazione, che sancisce un importante passo verso il sacerdozio, sarà trasmessa in diretta sul portale della Diocesi (www.chiesadimilano.it), sul canale Youtube.com/chiesadimilano e su Chiesa Tv (Canale 195 del digitale terrestre).

I candidati a diventare preti (la loro ordinazione sacerdotale è prevista per l'11 giugno) hanno storie molto diverse. Il più giovane ha 23 anni, il più anziano 57. Tra loro c’è chi si è laureato in Ingegneria, chi è stato infermiere, chi ha studiato per diventare un esperto in comunicazione o un veterinario. Ma anche chi ha lavorato come idraulico.

Pur provenendo da esperienze di vita così differenti, i futuri sacerdoti sono stati unanimi nello scegliere il motto e l’immagine che ogni anno le classi di seminaristi individuano come segni identificativi della loro vocazione. Per il motto la scelta è caduta sulla frase che Gesù risorto rivolge nel Vangelo di Matteo ai discepoli increduli: «Io sono con voi».

Per l’immagine si è convenuto sul dipinto dell’artista americano Mike Moyers intitolato l’Hallelujah. «Il quadro - spiegano i candidati - rappresenta il Regno di Dio illuminato dalla sua luce gloriosa e abitato da tutti coloro che hanno fatto esperienza della sua opera redentrice per mezzo di Cristo. Una moltitudine di persone segnate dalle loro storie, dove anche le più difficili e frastagliate sono curate con compassione e amore, illuminate dalla sua presenza».

Redazione

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