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Territorio | 24 settembre 2021, 11:02

Gavirate, la solidarietà dell'associazione "Sfanghiamoci" a sindaco e amministratori dopo le minacce anonime ricevute

Il tema del dissesto idrogeologico è sempre molto sentito in paese. «Ogni forma di violenza va isolata - affermano i cittadini "alluvionati" - restiamo in attesa di una risposta dal Comune sulla nostra richiesta d'incontro. Chiediamo chiarezza sulla tempistica dei lavori annunciati e sui rimborsi per i danni subiti»

Gavirate, la solidarietà dell'associazione "Sfanghiamoci" a sindaco e amministratori dopo le minacce anonime ricevute

La neonata associazione "Sfanghiamoci" fondata a Gavirate da un gruppo di "alluvionati" che hanno subito pesanti danni dal nubifragio dello scorso fine luglio esprimono solidarietà al sindaco Silvana Alberio e agli amministratori comunali ai quali sono state inviate lettere anonime contenenti anche minacce (LEGGI QUI).

L'argomento dissesto idrogeologico è molto sentito in paese, soprattutto nelle zone più a rischio come Armino, Pozzuolo e Ca' de Monti. L'argomento è stato discusso anche durante l'ultimo consiglio comunale gaviratese che si è tenuto lunedì sera, con un'interrogazione presentata dal consigliere di minoranza Roberto Zocchi, alla quale ha risposto la prima cittadina. (LEGGI QUI). 

«A seguito delle recenti minacce in lettere anonime rivolte ad alcuni amministratori del Comune di Gavirate, l’associazione "Sfanghiamoci" esprime la più ferma condanna e una sincera solidarietà alle persone colpite - si legge in una nota dell'associazione - tali azioni sono chiaramente dannose all’interesse comune e contrarie allo spirito di dialogo costruttivo intorno al quale è nata la nostra associazione».

L'associazione giudica positivamente quanto emerso nel corso del consiglio comunale. «Con questo spirito esprimiamo apprezzamento per lo sforzo di informazione svolto dall’amministrazione durante lo scorso consiglio comunale sulle recenti alluvioni e ringraziamo per l’impegno a proseguire su questa strada - prosegue il comunicato - constatiamo un crescente clima di tensione nella popolazione alluvionata, ed ancora una volta in un’ottica costruttiva, ci permettiamo di suggerire all’amministrazione maggior attenzione all’ascolto di possibili suggerimenti dal basso e alla condivisione».

«Seguiremo con attenzione gli aggiornamenti sull’evoluzione dei progetti per la messa in sicurezza del torrente Pozzolo in località Ca’ De Monti - continua l'associazione - a tale proposito, sarebbe utile sapere quando ci si può aspettare che tali opere vengano realizzate: se a settembre, come recentemente suggerito da alcune testate giornalistiche, o forse più verosimilmente tra diversi mesi».

«Nell’ultimo caso, vista l’estrema vulnerabilità dell’area, fino all’esecuzione di tali opere ci auguriamo che per qualsiasi livello di allarme meteo regionale corrisponda un’azione di monitoraggio e presidio come quello effettuato dalla Protezione Civile nello scorso fine settimana - proseguono i cittadini - sottolineiamo che tale presidio, per il quale vanno i nostri vivissimi ringraziamenti ai volontari, svolge un ruolo essenziale nel tranquillizzare la popolazione».

L'associazione "Sfanghiamoci" avanza alcune richieste al Comune. 

«Chiediamo se e quando verrà sgombrata dai detriti la tubazione tombata, la cui parziale ostruzione nel punto in cui il rio Pozzolo entra nel sottosuolo potrebbe aggravare l’impatto di eventuali forti piogge - si legge nella nota - sarebbe importante rendere disponibile online il piano di emergenza comunale vigente, nonché aggiornarlo alla luce dell’esperienza maturata nelle recenti alluvioni».

«Per quanto riguarda la proclamazione dello stato di emergenza, durante il consiglio Comunale si è fatto riferimento a quello decretato dalla Protezione Civile nazionale. Ci risulta che, con il Decreto n. 772 del 31 maggio 2021, anche la Regione Lombardia abbia proclamato lo stato di crisi per eventi naturali di livello regionale nel 2020. Tra questi c'è anche l'evento del 7 giugno 2020 nel Comune di Gavirate. Su tutto questo, chiediamo conferma all’amministrazione» aggiungono dall'associazione.

«Chiediamo chiarezza sulla possibilità di rimborso danni ai privati cittadini, sul quale sono circolate voci diverse e contraddittorie - proseguono i cittadini alluvionati - quali tra le possibili fonti di contributo previsti (Regione, Protezione Civile nazionale, Ministero) prevedono la possibilità di risorse per ripristino danni ad abitazioni private, e per quale tipo di danni? Comuni limitrofi hanno invitato i cittadini alluvionati a compilare il modello di segnalazione dei danni e a consegnarlo al protocollo comunale. Pur non rappresentando in alcun modo garanzia di rimborso, tale modulo ci sembra una modalità di comunicazione chiara e trasparente».

«Siamo certi che con la frase pronunciata durante l’ultimo consiglio comunale “Le stesse persone che lamentano danni forse potrebbero essere le stesse che, inconsapevolmente certo, sono proprietari di case o manufatti potenzialmente non regolari e il danno lo provocano con la loro presenza in fregio al torrente” non si volesse scaricare alcuna responsabilità su proprietari di case verosimilmente costruite con il permesso dalla stessa amministrazione» continua la nota

L'associazione Sfanghiamoci «vuole offrire una sponda di dialogo civile e costruttivo. In quanto tale, è alleata con questa amministrazione nell’isolare qualsiasi forma di violenza. A tale proposito, siamo ancora in attesa di una risposta alla nostra richiesta di incontro tra i cittadini direttamente colpiti dall’alluvione e l’amministrazione, richiesta supportata da 157 firme depositate oltre due settimane fa»

Per informazioni o adesioni all’associazione: sfanghiamoci@gmail.com

M. Fon.

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