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Calcio | 24 settembre 2021, 11:28

La promessa e l'esempio di Gazo: «Ci vediamo allo stadio per spingere i ragazzi»

Il centrocampista dalla tempra d'acciaio, poco dopo essere uscito dall'ospedale insieme alla sua Claudia, avrebbe mandato un messaggio a un amico: «Ci vediamo domenica al Franco Ossola per spingere i ragazzi». In giorni difficili sul campo per i molti gravi infortuni e, fuori, per chi prova a strumentalizzare il nome del club, quello di Francesco è uno straordinario esempio di cosa significa mettere davanti a tutto il Varese

Francesco Gazo, 29 anni, vuole tornare al suo posto in mezzo al campo (foto Ezio Macchi)

Francesco Gazo, 29 anni, vuole tornare al suo posto in mezzo al campo (foto Ezio Macchi)

In un momento difficile sul campo per un'impressionante catena di gravi infortuni ad alcuni uomini capaci di fare la differenza (gli ultimi sono il portiere Trombini e Tosi, di cui si sta valutando l'entità del guaio alla caviglia) e fuori campo per chi prova a strumentalizzarne e offuscarne il nome con vicende lontane che si vorrebbero far ricadere sulla sua vita e sul presente, il Varese reagirà come ha sempre fatto nella sua storia quando dovrebbe essere spalle al muro: scattando in contropiede. A guidare il gruppo c'è il giocatore che, più di tutti, ha sofferto - anche se per lui la parola sofferenza è solo una "virgola" del discorso, non un punto, tutt'al più una parentesi - e cioè Francesco Gazo.

Dalla sua degenza all'ospedale di Circolo, ormai terminata grazie alla sua straordinaria tempra, a quella della sua Claudia e dei suoi splendidi figli, Gazo ha sempre avuto una parola di incoraggiamento per tutti, come se dovesse essere lui a infondere forza agli altri, e non viceversa. Si dice che il giorno dopo il ricovero abbia mandato questo messaggio a un dirigente biancorosso: «Aspettatemi al campo e allo stadio». E a chi gli scriveva preoccupato, ha sempre risposto: «Come stai? Io benone». 

L'eccezionale spirito di Gazo, a cui la squadra ha promesso di vincere finché non lo rivedrà in campo, ha fatto un ulteriore passo avanti quando, dopo essere uscito dall'ospedale insieme a Claudia, si è dato un altro termine che, soltanto tra due giorni, sapremo se si tramuterà in realtà: «Ci vedremo sicuramente domenica allo stadio per spingere i ragazzi».

In questa frase c'è una capacità unica, rarissima: mettere davanti a sé, con i fatti, il Varese, anche quando si potrebbe fare il contrario. Infortuni e destino possono remare contro finché vogliono, aprire ferite e portarti via dal campo di battaglia, ma la reazione dipende da ciò che hai dentro. E in fondo all'anima del Varese, oggi, c'è Gazo, oltre a quello stadio Franco Ossola in cui domenica, dal primo giocatore all'ultimo tifoso, saremo tutti Gazo, «per spingere i ragazzi».

Andrea Confalonieri


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