Storie - 23 settembre 2021, 08:45

«Quegli studenti del liceo Crespi mi hanno aiutata a rialzarmi. Sono loro il nostro futuro»

Una bustocca racconta di un incidente e di come i ragazzi l'abbiano soccorsa:«Vorrei dire loro grazie. Sono sicura che continuando così saranno veramente splendide persone e ottimi cittadini»

«Quegli studenti del liceo Crespi mi hanno aiutata a rialzarmi. Sono loro il nostro futuro»

C'è da correre, sempre, verso un'incombenza, quindi l'altra. Finché accade un incidente e l'angoscia è in agguato: può spezzarla solo una mano tesa, anzi quelle che appartengono a quattro ragazzi, lesti a soccorrere la persona in difficoltà. Compiono un'azione di solidarietà e aiutano anche a coltivare la fiducia nel futuro.

È quanto ha vissuto Maria (nome immaginario), una bustocca che in questi giorni si è trovata in difficoltà e ci racconta l'episodio. Parcheggia vicino al liceo Crespi a Busto Arsizio, paga al parcometro e quando torna in auto per apporre il tagliando, cade. «Mi sono spaventata e vergognata per quanto accaduto… e mi sono irrigidita - racconta - Facendo così non riuscivo più ad alzarmi da terra. Ho alzato la testa e ho visto quattro ragazzi (tre ragazze e un ragazzo) seduti sulla panchina sotto le piante di fronte all’Esattoria. Ho attirato la loro attenzione per chiedere aiuto. Prontamente, tutti e quattro sono corsi da me e con una gentilezza e disponibilità encomiabili mi hanno aiutata a rialzarmi».

Non solo: i giovani continuavano a preoccuparsi e chiedevano alla signora come si sentisse e se potessero fare altro per lei. Nel dialogo, emerge che studiano tutti al liceo Crespi e questo particolare commuove la donna: «La mia scuola... loro sono al secondo anno di Scienze umane. Non sapevo come ringraziarli. Mi hanno detto con un grande sorriso che era stato un piacere aiutarmi. Questi quattro meravigliosi ragazzi, di cui non conosco neppure il nome, senza pensarci un attimo  hanno aiutato con una spontaneità e delicatezza che fanno bene al cuore una sconosciuta».

Un piccolo gesto, fondamentale in quel momento per far riprendere una persona in difficoltà e ridarle fiducia. Non solo nel tornare al suo percorso. No, questo incontro e questo aiuto hanno stimolato ulteriori riflessioni in lei, che vuole condividere con tutti: «Anche questi sono i nostri giovani. In un momento così difficile e arido credo che episodi di questo genere diano la speranza per un futuro migliore fatto di giovani donne e uomini che non hanno paura a tendere la mano a chi è in difficoltà. A questi quattro angeli auguro davvero il meglio. Sono sicura che continuando così saranno veramente splendide persone e ottimi cittadini».

Ma. Lu.

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