Territorio - 22 settembre 2021, 12:20

Cerini: «Si chiamano urgenze, non marchette elettorali. C'era un debito da pagare. Rispetto? Ho subìto insulti personali per 5 anni»

Il sindaco di Castellanza replica alle accuse: «Con le interlocuzioni di questi anni siamo riusciti a ridurre la cifra a un milione e 350mila euro, risparmiando oltre 500mila euro su una vicenda ventennale. Si rischiava di pagare oltre un milione di euro di interessi se le Ferrovie andavano per le vie legali». Il vicesindaco Borroni: «Non siamo l'amministrazione del "Pagherò", si tratta di essere responsabili»

Il sindaco Mirella Cerini

Il sindaco Mirella Cerini

«Marchette elettorali? No urgenze, il nostro è stato un atteggiamento serio, che segue le procedure corrette, per arrivare a un obiettivo, quello di sviluppare l’area del sedime delle Ferrovie Nord. Paghiamo la prima rata e abbiamo chiesto di procedere da subito con la cessione della parte dell'area tra via Piave e corso Matteotti e via Lombardia e via Piave». Mirella Cerini, sindaco di Castellanza, fa il punto su quello che definisce l’ultimo atto dell'amministrazione. Anche se fino all'ultimo - rammenta - si opera, come si fa in qualsiasi realtà, in un'azienda. Ci sono incontri, decisioni non rinviabili, problemi da risolvere.

Le accuse del consiglio e ancor più dopo il consiglio (LEGGI QUI) hanno indignato lei, come pure il vicesindaco Cristina Borroni e l'assessore Claudio Caldiroli.

«Queste interlocuzioni vanno avanti da cinque anni, anche in piena emergenza Covid con le sue difficoltà - dice Cerini - avevamo un debito da pagare, dopo l’interramento di un milione e 860mila euro, ora ridotto a 1 milione 350mila, da 20 anni. Ferrovie ci scriveva a gennaio che se Castellanza non onorava il debito, considerando anche la maturazione degli interessi, avrebbe proceduto per vie legali. Con un danno per l’ente, 170mila solo per gli interessi legali, più quelli di mora che superavano un milione. Si è arrivati a dieci giorni, ma non si poteva rinviare». E spiega come si sia arrivati a far tagliare il debito.

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Sul consiglio e le polemiche che ne sono seguite, commenta poi la vicesindaco Cristina Borroni: «Noi non siamo la pubblica amministrazione del “pagherò”. Una volta chiarite le condizioni, non c’era più motivo per rimandare».

Aggiunge l'assessore Claudio Caldiroli: «Del resto nel programma era scritto, onorare definitivamente il debito».

Si procederà a rate, dopo il primo versamento si innesca il percorso di cessione del sedime: la Regione è la proprietaria, ma le Ferrovie Nord può attivarsi in questa direzione.

Già si sono liberate le aree dalle macerie. «Abbiamo le progettualità, le idee - spiega Cerini - bisogna fare i passi corretti». Si è anche chiesto l'utilizzo dello spazio per realizzare la pista ciclabile dell'Olona. Sulla vecchia stazione, c'è anche un ragionamento in corso con le Ferrovie, ad esempio per un museo dei trasporti.

La vicenda

La vicenda risale fin dall'interramento a cavallo tra i due millenni.

Sulle accuse dei consiglieri di opposizione, Cerini risponde: «Avevamo detto che avremmo pagato 140.000 euro? L'avevamo spiegato, quello era un accantonamento di quell'anno. Li abbiamo fatti via via per disporre della cifra. E ripeto, pagheremo a rate e chiudiamo una vicenda aperta da vent'anni. Conveniente, ragionevole, logica: così definisce la scelta il revisore».

Il sindaco e i suoi assessori non nascondono l'amarezza sui toni, ma Cerini incalza: «C'è stato un appiattimento sulle posizioni di chi è rimasto estremo per cinque anni... "mandare a casa la Cerini". Parlano di mancanza di rispetto per cinque anni per uomini e donne sui banchi dell'opposizione? Da cinque anni su questo aspetto ho subìto per cinque anni, insulti personali per cinque anni».

Marilena Lualdi

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