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Salute | 22 settembre 2021, 17:06

Rasizza (Openjobmetis): «La terza dose del vaccino sia prioritaria anche per le badanti»

L'imprenditore varesino patron dell'agenzia per il lavoro che ha il suo interno la divisione Family Care chiede anche «di valutare il riconoscimento di vaccini extra Ue come quello russo o cinese utilizzato da molte collaboratrici famigliari che hanno ricevuto le somministrazioni nei loro Paesi d'origine e che non danno diritto al green pass»

Rasizza (Openjobmetis): «La terza dose del vaccino sia prioritaria anche per le badanti»

«Torniamo ancora una volta a sollecitare le istituzioni e la politica sul delicato tema della protezione dei nostri anziani, con particolare riferimento alle badanti e ai badanti che, in numero sempre maggiore, si prendono oggi cura di loro nel nostro Paese».

Queste le parole di Rosario Rasizza, amministratore delegato di Family Care, Agenzia per il Lavoro che gestisce circa 1500 famiglie facendo fronte a una richiesta di personale che cresce a ritmo esponenziale, anche in considerazione delle note criticità vissute dalle RSA.

«Non possiamo tralasciare questa categoria di lavoratori, che ha in carico una così larga fetta di popolazione in un Paese, come il nostro, che è, ad oggi, il più silver d’Europa - continua Rasizza in una nota - come già avevamo avuto modo di portare all’attenzione pubblica durante lo scorso autunno, ci troviamo ancora, a distanza di un anno, a chiedere che gli assistenti familiari vengano inseriti nelle fasce di persone che dovranno avere priorità nella somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid19, al pari del personale sanitario».

«Abbiamo infine un tema molto caldo che vogliamo sottolineare: dialogando spesso con tutti i nostri interlocutori (almeno informalmente e in attesa che la relativa legislazione venga più precisamente definita) sulla situazione vaccini delle persone da noi assunte e mandate in missione presso le famiglie, abbiamo avuto un’impressione abbastanza confortante (la quasi totalità risulta essere vaccinata), ma dovremo da qui in avanti considerare il tema dei vaccini diversi da quelli riconosciuti dalla Comunità Europea. Ci sono infatti molti badanti che si sono fatti vaccinare nel loro Paese d’origine, accedendo a un vaccino – magari russo, o cinese – che ad oggi non dà diritto all’ottenimento del Green pass italiano, un tema nuovissimo che crediamo debba essere considerato con attenzione da tutte le parti sociali» conclude Rosario Rasizza.

 

 

Redazione

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