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Politica | 22 settembre 2021, 09:42

«Il Confalonieri di Luino diventi un "ospedale di comunità" e nomini subito il nuovo primario di Ortopedia»

Sul futuro del nosocomio cittadino intervengono i consiglieri di minoranza Casali, Cataldo e Pellicini, «una preziosa risorsa per la popolazione delle valli del luinese, sono necessarie risposte concrete e il territorio deve essere unito»

«Il Confalonieri di Luino diventi un "ospedale di comunità" e nomini subito il nuovo primario di Ortopedia»

Il nosocomio "Confalonieri" di Luino diventi un ospedale di comunità, una struttura che verrà introdotta dalla riforma sanitaria lombarda che verrà approvata nei prossimi mesi.

A chiederlo i consiglieri di minoranza del gruppo #luinesi Alessandro Casali e Davide Cataldo, che hanno incontrato il direttore di Ats Insubria e che propongono anche l'istituzione in città di una "casa della comunità", altra opportunità per la medicina del territorio prevista dalla riforma.

Sempre sul fronte delle opposizioni e dell'ospedale luinese, l'ex sindaco Andrea Pellicini (Sogno di Frontiera), anche nella sua veste di coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, chiede l'indizione immediata di un concorso per la nomina del nuovo primario di Ortopedia.

In base anche alle opportunità offerte dal Pnrr, i consiglieri Casali e Cataldo, con il supporto dell'ex consigliera provinciale Giovanna Ballinari hanno chiesto e ottenuto un incontro con il direttore di Ats Insubria Lucas Gutierrez, per promuovere l'istituzione nel presidio di Luino di un ospedale di comunità «che risulta essere una preziosa risorsa per la popolazione delle valli del luinese, in ragione anche delle caratteristiche della stessa, che presenta un vasto territorio e un'alta percentuale di soggetti cronici e anziani» spiegano i due consiglieri in una nota. 

Casali e Cataldo hanno richiesto anche l’istituzione di una “casa della comunità”, altra importante opportunità per la medicina del territorio, chiedendo di inserirla in una stretta collaborazione col presidio ospedaliero nella progettazione della “cittadella della salute”. 

«Ringrazio i due consiglieri per lo spunto fornito che risulta prezioso per dare vita ad una progettazione che sia perfettamente aderente ai bisogni del territorio e possa garantire risposte adeguate ed efficienti» dichiara nella nota il direttore di ATS Gutierrez.

«Valuto positivamente la proposta di avere un potenziamento delle cure intermedie sul nosocomio di Luino - commenta Emanuele Monti, presidente della Commissione Sanità del Pirellone - è una proposta concreta che coglie l’occasione offerta dalla riforma sanitaria regionale che in questi mesi verrà approvata dal consiglio regionale lombardo».

Sul fronte dello sviluppo dell'ospedale e dalla sanità luinese interviene anche l'ex sindaco e oggi consigliere di minoranza Andrea Pellicini che annuncia l'adesione al nuovo comitato Ospedale 3.0, promosso dal capogruppo di minoranza Furio Artoni (Azione Civica).

«Aderiremo certamente al nuovo comitato per l'ospedale, avendo sempre sostenuto, anche in passato, ogni azione portata avanti dai comitati precedenti» dichiara in una nota Pellicini anche nella sua veste di coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia.

«Siamo molto preoccupati per le difficoltà che affliggono il nostro nosocomio ed è giusto pretendere risposte concrete, in termini di risorse e personale, dall'azienda ospedaliera - continua Pellicini - in primo luogo va indetto il concorso per la nomina del nuovo primario di Ortopedia, in quanto Luino ha diritto di mantenere la propria autonomia e perpetrare la tradizione dei primari storici del calibro del professor Giovanni Gallinotto». 

«Senza prospettive di carriera, non si troveranno mai medici disposti a venire in un ospedale periferico - conclude il consigliere di minoranza - per il resto, con tutta l'importanza che può e deve avere il comitato, è necessaria una forte azione del Comune di Luino, la cui voce deve alzarsi forte a difesa dell'ospedale. Nei miei anni da sindaco, l'ho sempre fatto, arrivando spesso a discutere animatamente con i diversi direttori generali che si sono succeduti. Su questo tema il territorio deve essere unito e il sindaco di Luino ha il compito di guidare la battaglia. Se vorrà lottare per questo obiettivo, noi saremo certamente con lui». 

È notizia di oggi poi che Gianni Bonelli, direttore ASST dei Sette Laghi ha confermato ai consiglieri Casali e Cataldo la riapertura delle attività ambulatoriali specialistiche sospese durante il periodo più acuto della pandemia, l’implementazione delle attività ambulatoriali già in essere, la riattivazione del day surgery e gli interventi ambulatoriali di cataratta.

«L'ospedale di Luino è stato il primo della nostra rete aziendale a riportare a regime l'attività chirurgica - commenta in una nota Bonelli - è dal giugno scorso che le sedute operatorie settimanali sono state riportate a 15, il massimo possibile, un livello che si è mantenuto anche nel cuore della stagione estiva. Da questi giorni, anche i posti letto di area chirurgica sono stati potenziati, arrivando ad un totale che è addirittura superiore a quello del 2019. Anche l'attività ambulatoriale, ritornata all'assetto pre-covid dall'inizio dell'estate, è stata potenziata con un nuovo ambulatorio di dermatologia e, a breve, nuovi servizi nell'ambito della chirurgia proctologica. Siamo soddisfatti del lavoro svolto e dei risultati raggiunti, così come delle prospettive che si stanno delineando sul territorio dell'Alto Verbano in vista dell'applicazione della riforma del SSR, grazie alla sinergia con ATS Insubria».

Redazione


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