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Politica | 20 settembre 2021, 09:20

Consapevolezza delle differenze: Francesca Strazzi lancia il futuro delle politiche giovanili varesine

Assessora uscente e ricandidata con la lista PratiCittà, Strazzi immagina il domani di una Varese «sempre più attrattiva per i giovani, grazie ad azioni mirate per fasce d'età». La riqualificazione dell'ex Macello Civico e lo studentato a Biumo i progetti cardine, «ma saranno fondamentali anche orientamento, promozione dei talenti e patti educativi condivisi»

Consapevolezza delle differenze: Francesca Strazzi lancia il futuro delle politiche giovanili varesine

C’è giovane e giovane. Sebbene la parola si presti a fungere da scatolone nel quale racchiudere, un po’ alla rinfusa, un universo che parte dagli anni autenticamente verdi e arriva a vere e proprie maturità (celate solo da un po’ di ottimismo), la verità è che ogni età tra quelle di chi ha ancora la vita più o meno davanti reca a sé esigenze profondamente diverse. E, come tali, non sovrapponibili.

Dovrebbe saperlo chi si occupa di res publica, ovvero chi, quelle esigenze, è chiamato a vederle e a farne qualcosa, eliminando ostacoli, agevolando passaggi, immaginando scenari e riempiendoli di senso. Tutto ciò significa costruire il futuro: i giovani non aspettano altro.

E allora Francesca Strazzi parte da una salda consapevolezza delle differenze nel disegnare l’orizzonte delle politiche giovanili del Comune di Varese. Alle spalle ha cinque anni di Palazzo Estense nelle vesti di assessore con delega anche su questo tema, ma anche un passato - ancora non troppo lontano - da adolescente in una città di provincia, da studentessa universitaria laureata in Lettere Moderne (nonché ricercatrice nel campo dell’Arte e della Storia Moderna e Contemporanea) e da giovane donna che si è costruita una famiglia contemperandola con il lavoro e l’esperienza amministrativa nella giunta di Davide Galimberti. Insomma, sa di cosa parla. E sa, soprattutto, che intercettare i cambiamenti è ancora più importante del possedere le basi.

«In questi anni - esordisce la candidata con la lista PratiCittà - abbiamo posto le fondamenta per una Varese sempre più attrattiva per i giovani, in particolare intercettando attraverso i bandi le risorse per poterla immaginare. Ora si tratta solo di proseguire, mettendo in pratica tutti i progetti costruiti e arricchendoli con altri, frutto di un confronto continuo con gli stessi giovani: le nostre proposte non sono e non saranno infatti mai calate dall’alto, ma sempre condivise».

In ossequio alle già citate differenze, «per ogni fascia d’età abbiamo pensato a delle azioni mirate». Iniziamo dagli adolescenti: «L’età più delicata. Gli adolescenti hanno vissuto sulla loro pelle il cambiamento epocale del lockdown e sono stati quindi costretti all’isolamento, un qualcosa cui nessuno di noi poteva essere abituato, a maggior ragione loro. La tecnologia ha ammantato in modo spasmodico le loro esistenze e la conseguenza principale è che hanno smesso di vivere gli spazi esterni. Per occuparci dei risvolti di questa situazione vogliamo investire sul capitale umano, creando una rete di realtà che all’interno del Comune possa occuparsi delle loro esigenze, condividendo un preciso patto educativo».

Cresciamo di qualche anno, arriviamo alle soglie dell’università: «Prima cosa: l’orientamento. Dobbiamo spiegare a chi si affaccia alla scelta post-diploma quali siano le prospettive da vagliare, spiegandole in maniera chiara: anche questo è un ambito che stiamo seguendo. E poi un’altra cosa che mi sta particolarmente a cuore: la promozione dei talenti. La richiesta arriva dagli stessi ragazzi, perché il loro bisogno di esprimersi è sempre più forte. E quindi penso, per esempio, alla musica e a un regolamento sulla Street Art, che a Varese manca: è necessaria una cernita degli spazi utilizzabili e la predisposizione delle condizioni alle quali possano essere usati. Tante città hanno improntato queste norme e funzionano».

Orientamento e promozione del talento, ma più si va avanti più servono i servizi: «Arriviamo alla trasformazione di cui sarà protagonista l’area dell’ex Macello Civico, dove sorgeranno uno spazio polivalente, una sala prove che il Comune metterà a disposizione della gestione privata e un ostello della gioventù: da una fetta di città abbandonata e mal frequentata passeremo a un polo attrattivo per i giovani, in una riconversione fatta a loro misura. Una vocazione nuova, dinamica e attiva per il quartiere».

Con i servizi e con gli universitari abbiamo però appena iniziato: «Un’altra grande novità sarà lo studentato di Biumo Inferiore: riporteremo l’università nel cuore della città. Il nostro ateneo cittadino anni fa ha dovuto spostarsi perché giustamente bisognoso di uno spazio per crescere. Lo ha trovato a Bizzozero e ci è riuscito, ma col tempo ci si è accorti che soprattutto i ragazzi che venivano da fuori facevano fatica a vivere la città. Con il nuovo progetto la situazione cambierà e a cambiare saranno di riflesso la stessa Biumo e il centro: creare uno studentato, infatti, non significa solo portare delle camere ma anche una serie di servizi che rivitalizzeranno il quartiere».

Chi frequenta l’università, tuttavia, e si pensi alla rinomata scuola di medicina dell’Insubria, non è solo chi ancora è impegnato nei corsi triennali e magistrali. Quindi perché non pensare a qualcosa che ispiri i giovani laureati a costruirsi la propria famiglia e il proprio futuro proprio a Varese? «Per questo - conclude Strazzi - abbiamo riflettuto su iniziative di social housing integrato, progetti con particolari agevolazioni che convincano i giovani a scegliere Varese e la sua offerta abitativa».

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