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Economia | 20 settembre 2021, 11:22

Moda femminile, un pronto cambio di passo grazie all'export

Sistema Moda Italia con il Centro Studi di Confindustria Moda analizza i dati del primo semestre 2021: si sta recuperando terreno. Le vendite estere ammontano a 4,3 miliardi : balzo da record della Cina, galoppa anche la Francia, primo mercato

Moda femminile, un pronto cambio di passo grazie all'export

Il primo semestre 2021 ha ancora un meno per il tessile legato alla moda donna, ma ci sono prove concrete di risalita. Sopratutto grazie all'export.

A fare il punto Sistema Moda Italia. Prima uno sguardo sull'anno passato: «Similmente alla flessione del fatturato sperimentata dalla filiera Tessile-Moda nel suo complesso   (-20,1%), sulla base delle analisi effettuate dal Centro Studi di Confindustria Moda per Smi, nel 2020 l’industria italiana della moda donna ha assistito ad una contrazione del -18,9%, che ha portato il fatturato di comparto a 11,3 miliardi di euro rispetto ai quasi 14 che erano stati raggiunti nel 2019 - si rimarca - Sulla performance settoriale non ha mancato di incidere il contraccolpo della pandemia sull’export, calato del -15,3% nei dodici mesi grazie al recupero messo a segno nella seconda parte dell’anno; il gennaio-giugno 2020 si era infatti archiviato con un decremento ben peggiore, contabilizzato a   -23,6%».   

Il cambio di passo

Ma adesso la musica è diversa. «Un pronto cambio di passo si è fatto strada nel 2021, come testimoniano i dati di export relativi proprio al primo semestre dell’anno in corso - si spiega - In tale periodo le vendite estere, già cresciute del +2,6% nell’arco del primo trimestre, presentano un deciso rafforzamento del tasso di crescita da aprile a giugno (+72,1%), che permette di chiudere i primi sei mesi dell’anno con un incremento tendenziale pari al +27,6%. Le vendite estere di moda donna ammontano, pertanto, a 4,3 miliardi circa nel primo semestre del 2021».

Un più che vale per tutto. La confezione cresce del +22,9%, la maglieria esterna del +38,1%, la camiceria del +16,9%, infine l’abbigliamento in pelle del +31,7%.

Ciò non significa che basti per recuperare completamente i livelli esportati nel gennaio-giugno 2019. 

Tuttavia, sia la Unione europea sia l’extra-Ue, presentano un ritorno alla crescita: +25% e +29,8%  da gennaio a giugno 2021.  I primi quindici paesi di destinazione (in grado di coprire l’81,6% del totale) sono in crescita, tranne Regno Unito  (-2%) e Austria (-6,5%).

La mappa dei Paesi

Al primo posto, con un’incidenza pari al 13% sul totale esportato di settore, «la Francia mostra un aumento pari +37,2%; la Svizzera - in primis hub logistico-commerciale per successive riesportazioni in altri mercati mondiali - cresce del +27,3%, la Germania, terzo sbocco, archivia un +18,7%».  Ancora +98,2%, verso la Cina: un mercato che balza così dall’ottava posizione del primo semestre 2019 e 2020 alla quarta del 2021; anche Hong Kong vede un  +35,4%.  

Gli Stati Uniti restano centrali e crescono del +11,9%. La Russia cresce del 30,1%. Giappone e Corea del Sud sperimentano +6,4% e +71,5%, per un totale di 147 milioni di euro ciascuno.    

Due anni prima

 Il paragone che conta è quello con il primo semestre 2019.  Da gennaio a giugno 2019, l’export complessivo di moda donna aveva superato i 4,4 miliardi di euro; rispetto al livello raggiunto nei primi sei mesi dell’anno in corso c'è un gap di 107 milioni di euro (ovvero del -2,4%). Nel primo semestre di quest’anno sono stati, quindi, riconquistati oltre 900 milioni del miliardo e più perso da gennaio a giugno 2020.

Con differenze tra mercati. Le esportazioni di moda donna verso i primi quattro sbocchi ovvero Francia, Svizzera, Germania e Cina hanno superato i livelli del primo semestre 2019. Gli altri sei - Stati Uniti, Hong Kong, Spagna, Russia e Giappone, oltre naturalmente al Regno Unito - sono ancora sotto. La Svizzera presenta l’aumento più consistente in termini assoluti, si nota, superando di 93,4 milioni l’export del primo semestre di due anni fa (+23,8%), seguita dalla Cina (87,8 milioni in più, ovvero +41,1%) e dalla Francia (61,9 milioni in più, cioè +12,5%).

Resta inferiore del -20,0% a confronto con il livello pre-Covid l’export verso gli Usa (71,9 milioni di euro in meno in valore assoluto), mentre quello verso Hong Kong è al di sotto del -23,9% (65,2 milioni in meno).        

Se guardiamo i segmenti, l’export di maglieria donna supera del +9,4% (130,1 milioni di euro) il dato dei primi sei mesi del 2019. Invece, le vendite estere di camiceria e confezione femminile sono ancora sotto del 14,2% (-46,6 milioni di euro) e del 7,1% (-183,5 milioni di euro). Abbigliamento in pelle a -6,6%.                

  

Ma. Lu.

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