/ Basket

Basket | 20 settembre 2021, 22:31

Marketing, risorse, settore giovanile, sviluppo del brand: la promessa mantenuta di Luis e il progetto per far crescere Varese

Dalle prime confidenze fatte a chi gli stava vicino al confronto di oggi e a quel «entra» che ha dato forma al futuro biancorosso: ecco la storia di Scola nuovo amministratore delegato. Nessuna rivoluzione, primo anno in punta di piedi, idee ancora da sviluppare ma obiettivi chiari: maggiori risorse e sostenibilità. Toto Bulgheroni: «Implementerà la società, nessuno ha un valore aggiunto come quello che avremo noi con lui»

Foto di Alberto Ossola/Pallacanestro Varese

Foto di Alberto Ossola/Pallacanestro Varese

Luis Scola ha mantenuto la promessa. Quella che confidava, quando ancora assomigliava a poco più di un pensiero, a chi nella sportivamente disgraziata scorsa stagione gli stava vicino. Quella che lui stesso ha permesso che prendesse pubblica forma (ne parlò per la prima volta in questa nostra intervista), pur soffrendo quando diventava voce o spiffero. Quella che è nata da considerazioni di carattere molto diverso tra loro (che vanno dalla decisione di stabilirsi sotto le Prealpi con la sua famiglia, dopo tanto girovagare, all’effettiva affezione verso una società che nei suoi massimi rappresentanti l’ha accolto come meglio non poteva), ma che alla fine si è manifestata in un’inequivocabile direzione: fare qualcosa per la Pallacanestro Varese.

Il nuovo amministratore delegato della società biancorossa (leggi qui) ha pronunciato il suo sì definitivo solo oggi, nei tempi richiesti dopo che i primi scambi primaverili a nulla di autenticamente concreto avevano portato: è andato a giocare le sue ultime partite alle Olimpiadi, poi si è dedicato a vacanze e famiglia e infine è tornato a Varese per confrontarsi con chi di dovere. L’incertezza sul ruolo è rimasta sino alle ultime ore (sembra sia stata vagliata anche la posizione di vice-presidente), poi il cda oggi riunitosi ha ascoltato le sue intenzioni e gli ha risposto unanime: «Entra».

Sono state le dichiarazioni del consigliere Toto Bulgheroni a commentare per prime la svolta odierna: «Pochissime società possono immaginare un valore aggiunto come quello che stiamo imbarcando oggi - ha affermato colui che insieme a tanti altri, ma forse più degli altri, ha favorito l’idea e dall’estate 2020 è la persona più ascoltata e considerata dall’argentino - Perché in realtà da nessun’altra parte c’è un campione come Luis che ha deciso di restare a Varese non per il campo, ma per sviluppare il nostro futuro a lungo termine. Di cosa si occuperà? Di implementare la Pallacanestro Varese, di portare a compimento i piani che la società deciderà di seguire».

Si deve partire da quest’ultima frase per comprendere cosa davvero sia accaduto oggi all’interno del sodalizio che lo scorso primo agosto ha compiuto 76 anni, posto che maggiori dettagli verranno svelati mercoledì in una conferenza stampa ad hoc e, ancor più verosimilmente, si sveleranno da soli con il passare dei mesi e del lavoro. 

Di certo la nuova figura dirigenziale (Varese non aveva un amministratore delegato dal 2017, anno delle dimissioni di Fabrizio Fiorini) accede a un organismo che non verrà rivoluzionato, mantenendo inalterate le competenze già operative: quelle tecniche in capo allo stesso Bulgheroni, quelle orientate ai “numeri” del vicepresidente Giuseppe Boggio, quelle di Thomas Valentino inerenti la ricerca degli sponsor e quelle del presidente Marco Vittorelli di stampo istituzionale.

In un quadro sì strutturato, Scola ha proposto e cercherà di sviluppare un progetto di crescita a 360° gradi, che riguarderà quindi il brand societario complessivamente inteso, dal marketing al palazzetto, dalla probabile riorganizzazione (più senza che con Gianfranco Ponti) del settore giovanile alla qualità dei conti e quindi agli investimenti e alle risorse per poterli mettere a terra. Un progetto che in sintesi potrà essere misurato con un solo e inevitabile criterio, inutile girarci intorno: quello economico. Il nuovo corso societario con l’argentino a bordo raggiungerà infatti l’obiettivo solo se si tradurrà in più sostanza da spendere e maggiore sostenibilità, qualunque sia la strada intrapresa per arrivarci.

Per riuscirci, Scola (che, come tutti gli altri membri del cda, almeno per quest’anno non verrà retribuito) farà appello ai modelli e alle esperienze maturate nella sua lunga carriera al di qua e di là dell’Oceano Atlantico, nonché al vastissimo network di conoscenze di cui gode, queste ultime potenzialmente inedite e irraggiungibili per una “semplice” società della pallacanestro italiana. Ma con ogni probabilità si muoverà, almeno all’inizio (parrebbe anche nello stile del personaggio), in punta di piedi, bisognoso com’è di prendere confidenza con un contesto che in realtà non conosce per nulla: la stessa pallacanestro italiana di cui sopra. Si può quindi ipotizzare che il suo primo anno, questa stagione che in tutti gli aspetti - dal campo alla programmazione - è già iniziata, diventi quasi di studio, per raggiungere la piena operatività nella primavera 2022.

Solo la storia dirà se il 20 settembre 2021 potrà entrare nel novero di quei giorni che sul calendario cestistico varesino sono già segnati come catartici. La Pallacanestro Varese è - oggi e da anni - come un lungodegente che viene tenuto più o meno egregiamente in vita dalla perizia e dalla generosità dei medici, ma che l’ospedale, purtroppo per lui, non lo può abbandonare mai. Un bel dì, grazie ai progressi della scienza, arriva una cura sperimentale e tutte le speranze del povero malato e di chi lo assiste si concentrano sulla stessa, perché sensibile di rappresentare la svolta prima non disponibile o non trovata. Ecco: Luis Scola sarà la cura sperimentale della Varese del basket. 

Passando dalla cronaca al commento, l’auspicio è che lo si lasci lavorare in pace, senza che chi sta fuori dall’organigramma (perché chi sta dentro lavorerà con lui) lo tiri per la giacchetta per apparire al suo fianco o ne saboti l’opera (sabotando, peraltro come sempre, anche la tranquillità di tutto l’ambiente, squadra compresa) con inopportune sortite. 

Fabio Gandini


Vuoi rimanere informato sulla Pallacanestro Varese e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 340 4631748
- inviare un messaggio con il testo PALLACANESTRO VARESE
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
VareseNoi.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP PALLACANESTRO VARESE sempre al numero 0039 340 4631748.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore