/ Sport

Sport | 19 settembre 2021, 09:23

Virgilio e Martina Maroso: «Il Peo un uomo sincero e leale, un papà di cui essere orgoglioso, un nonno super affettuoso»

Nel giorno di un nuovo inizio per il Varese, ricordiamo il Peo insieme a suo figlio e a sua nipote: «Aveva un'empatia straordinaria e così ha fatto crescere tanti giovani. Quando i "suoi ragazzi" parlano di lui vedo gli occhi brillare»

Virgilio e Martina Maroso: «Il Peo un uomo sincero e leale, un papà di cui essere orgoglioso, un nonno super affettuoso»

Icona del calcio biancorosso, Pietro "Peo" Maroso nasce a Torino il 16 giugno del 1934: per il Varese è stato calciatore, allenatore e presidente. Fratello di Virgilio - il grande terzino del Torino morto nella tragedia di Superga del 1949, inizia a giocare nelle giovanili del "Toro" ma deve abbandonare per qualche anno per un problema cardiaco. Peo, così, va in fabbrica alla Fiat come operaio, per poi riprendere a 21 anni nei dilettanti del Madonna di Campagna, nella Fossanese e nell'Ivrea dove gioca per cinque anni. È il 1963 quando passa al Varese, dove disputa sei campionati, totalizzando 93 presenze in serie A e 76 in serie B. Dal campo alla panchina, Maroso diviene allenatore dei biancorossi, aggiudicandosi il campionato di Serie B (anno 1973-74) e rimanendo tuttora l’ultimo allenatore ad aver allenato il Varese in serie A (1974-1975). Il legame con il biancorosso diventerà indissolubile (diventando anche presidente del club): mancato nel 2012, ogni domenica lo sguardo del Peo è di certo volto verso Masnago...

Oggi, nel giorno in cui il suo Varese comincia un nuovo campionato (a Lavagna, ore 15.00), abbiamo il piacere di ospitare i ricordi di suo figlio Virgilio e di sua nipote Martina. 

Virgilio, ricordi di suo padre?
Ho avuto l'onore di portare lo stesso nome di mio zio e per questo sono molto orgoglioso dei miei genitori. Fin da piccolo sono stato abituato a sentir parlare di calcio e a frequentare i campi di allenamenti. Ho giocato anche io, arrivando fino all'Eccellenza. Papà mi dava validi consigli, ma non si è mai intromesso per cercarmi qualche squadra o per raccomandarmi; non era suo stile. Papà è sempre stato riconosciuto da tutti come una persona sincera e leale. Era anche schietto e diceva quello che pensava senza troppi giri di parole: le sue interviste con i giornalisti dei suoi tempi erano famose... 

Se le ricorda, vero?
Certo! Ricordo il rapporto che aveva con Giancarlo Pigionatti, un grande maestro di giornalismo sportivo a Varese... Erano amici, ma spesso si scontravano; quando mio padre lo vedeva arrivare agli allenamenti esclamava: «Ecco, è arrivato Valcareggi». Poi finiva tutto con una battuta, senza nessun rancore. Anzi entrambi si stimavano molto.

Martina quando è mancato il nonno avevi 9 anni: che ricordi hai?
Di un nonno super affettuoso: mi coccolava sempre. Poi, crescendo, ho capito il suo grande spessore umano e anche il perché sia riuscito a motivare e far crescere tanti ragazzi che poi sono diventati campioni: aveva un empatia straordinaria. Mi piace ogni tanto andare a rivedere i vecchi appunti da lui scritti con accanto le osservazioni sui calciatori che ha fatto crescere.

Ci sveli qualcosa?
Una cosa che mi colpì è che il nome di Claudio Gentile fosse sottolineato due volte a differenza degli altri: chissà come mai...

Virgilio, che dice?
Con Gentile c'è stato un rapporto particolare, davvero speciale. E ricordo che quando ero ragazzo siamo stati invitati a trascorrere qualche giorno di vacanza al mare assieme a lui: se la memoria non mi inganna era il 1983. 

Martina, porti un cognome importante per gli sportivi varesini: cosa provi?
Sono molto fiera di mio nonno e mi piace quando i tifosi mi raccontano i loro ricordi di lui. Nei "suoi ragazzi", che sono tanti, vedo gli occhi brillare quando si parla di lui. È stato così anche sabato scorso allo stadio durante il torneo in suo onore: Ramella, Papini, De Lorentiis, Calloni, Morini, Criscimanni, Andena... E mi scuso se ho dimenticato qualcuno. Nei loro sguardi ho rivisto l'immagine del nonno e ho percepito l'affetto che hanno per lui.

Virgilio, da allenatore anche lontano da Varese ha avuto un buon riscontro il Peo?
Come per tutti, ci sono state annate positive e negative. A Genova ricordo che mi raccontava la fatica nell'ambientarsi... Però vinse il derby della lanterna! A Sanb  Benedetto si è trovato benissimo e tra i giovani giocava Stefano Tacconi. A Venezia fu una splenda avventura, vincendo anche una epica partita in Coppa Italia contro la Juventus di Roberto Baggio. Poi Legnano e Novara in serie C, ottimi campionati. E quando ritornò a Varese nel 1986 ottenne immediatamente la promozione in C1...

Nel 1974 ha ricevuto il "seminatore d'oro", un premio che veniva assegnato dalla FIGC all'allenatore che più si era distinto nella stagione agonistica. Virgilio, come allenatore a chi potrebbe assomigliare nel calcio attuale?
Per la scoperta dei giovani a Devis Mangia, per lo spirito combattivo a Sannino.

Aveva amicizie nel mondo del calcio lontano da Varese?
A parte Riccardo Sogliano, non credo avesse amicizie particolari "a causa" della sua riservatezza. Un'eccezione è Carletto Mazzone, suo compagno di corso a Coverciano: spesso si sentivano e si confrontavano.

Martina, qual è la più bella storia che ti piace sentire di tuo nonno?
La sua riservatezza nel vedere la partita del Varese, da solo. Poi come è nato il Varese 1910 nel 2008, insieme al suo amico Sogliano. Mi hanno raccontato che erano quattro amici, insieme a loro c'erano Papini e Maccecchini, fuori da una ferramenta e da lì iniziò un'avventura di grande rinascita che ci porto alle porte della della serie A. 

Claudio Ferretti


Vuoi rimanere informato sul Varese e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 340 4631748
- inviare un messaggio con il testo VARESE CALCIO
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
VareseNoi.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP VARESE CALCIO sempre al numero 0039 340 4631748.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore