Territorio - 14 settembre 2021, 14:38

Laveno, la polemica sulla chiusura dell'asilo nido finisce in consiglio comunale e sui social

Il gruppo di minoranza di Centrosinistra ha presentato un'interrogazione cui ha risposto il sindaco: «Un edificio non abilitato ad accogliere minori e personale non poteva rimanere ancora aperto. Questione di responsabilità civile, penale e soprattutto morale». Nel prossimo consiglio comunale si discuterà una mozione presentata congiuntamente dalle minoranze, anche dall'opposizione di centrodestra.

Laveno, la polemica sulla chiusura dell'asilo nido finisce in consiglio comunale e sui social

La polemica sulla chiusura dell'asilo nido comunale di Ponte decisa il 12 agosto dalla giunta di Laveno Mombello è finita in consiglio comunale, che nella seduta di lunedì sera ha discusso un'interrogazione della minoranza di Centrosinistra e anche sui social. 

A presentare l'interrogazione il consigliere Francesco Anania che ha chiesto conto alla maggioranza della decisione presa a ridosso dell'inizio dell'anno scolastico con tutte le criticità conseguenti per le famiglie. 

Il sindaco Luca Santagostino ha ribattuto facendo una cronistoria dei fatti riguardanti il nido comunale. «Nella relazione curata dall’architetto Andrea Jelmini, responsabile dell’Area tecnica del Comune di Laveno Mombello – spiega  Santagostino in una nota – sono state evidenziate importanti carenze e criticità in termini di requisiti di funzionalità, salubrità, fruibilità a persone disabili e conseguentemente in termini generali di agibilità. La struttura dell’Asilo Nido di via Enrico Fermi, edificio del 1975, realizzato con tecniche prefabbricate presenta oggi “evidenti segni di degrado e di inadeguatezza normativa, oltre a costi gestionali e manutentivi particolarmente elevati”».

Il sindaco ha ricordato che dal 2019 è obbligatoria la certificazione di prevenzione incendi anche per le strutture adibite ad asilo nido; tale certificazione rappresenta formalmente il nulla osta all’esercizio.

«Senza questa abilitazione l’edificio non può essere utilizzato. L’uso improprio di spazi non abilitati – prosegue Santagostino – espone civilmente e penalmente e “moralmente”, in caso di incidente, il legale rappresentante nonché tutti quei profili dirigenziali che ne acconsentano l’uso.» L’edificio è pertanto non conforme alle normative vigenti.

Altro fattore di criticità rilevabile messo in evidenza dal sindaco durante il consiglio è la non conformità igienico sanitaria dovuta all’assenza di servizi igienici adibiti a disabili (come da verbale ispettivo ATS del 2019) oltre che all’inadeguatezza della dimensione delle porte interne e dei necessari spazi di manovra e di rotazione che un disabile deve avere.

Inoltre – si evince nella relazione tecnica – la struttura è priva di solaio areato e la pavimentazione di materiali sintetici è fortemente logora, la copertura piana dell’edificio, nonostante le continue manutenzioni, è caratterizzata da infiltrazioni che rendono i controsoffitti macchiati ed umidi. Le condotte idriche che forniscono acqua sanitaria ai bagni continuano a rompersi generando perdite notevoli e conseguentemente inumidiscono le pareti in cartongesso. In alcuni bagni non arriva neppure l’acqua calda, in quanto le condotte sono rotte e non riparabili. 

«La sommatoria di tutte queste carenze – afferma il sindaco di Laveno Mombello –, alcune delle quali generano tra l’altro forti condizioni di insalubrità e di potenziale rischio fisico, non permettono di raggiungere le condizioni di agibilità così come previsto dal Dpr 380/2001». È quindi evidente che per la risoluzione di tali criticità sarebbe necessario un intervento di ristrutturazione generale e diffusa, e non solo mirata alla prevenzione degli incendi.

Alla luce di queste condizioni l’Ufficio tecnico del Comune di Laveno Mombello ha proposto soluzioni progettuali che prevedono la demolizione dell’attuale edificio con la riproposizione, su medesimo sedime, di nuova struttura, con un “concept” strutturale e funzionale attualizzato a nostri tempi. Nello scorso mese di maggio è stato sottoposto il progetto su cui gli Uffici hanno lavorato per la candidatura al bando emesso dal MIUR e dal Ministero dell’Interno e con decreto del 30.07.2021 è stata approvata la graduatoria provvisoria di assegnazione delle risorse da cui si evince che il Comune di Laveno risulta assegnatario dell’importo richiesto di €. 1.450.000,00.

«Sulla base delle criticità emerse – commenta Santagostino – si è deciso di abbandonare celermente la struttura delocalizzando la funzione presso altra struttura in Laveno».

L’edificio così individuato è l’ex Scuola Materna del Ponte, struttura che risulta idonea all’uso di asilo nido anche alla luce della recente pre-analisi fatta da ATS, di cui oggi le trattative con la parrocchia sono ancora in itinere, che richiederà un investimento in interventi di adeguamento per un valore di 25mila euro già stanziati a bilancio sin dal mese di giugno. In attesa che siano effettuali i lavori di adeguamento della nuova sede del Nido di Laveno, 13 famiglie hanno aderito al trasferimento temporaneo al Nido di Cuveglio in una “classe bolla”. Con le stesse educatrici che erano state assegnate a Laveno, 5 bambini sono stati inseriti nella Scuola dell’Infanzia e 5 hanno deciso di attendere la nuova struttura temporanea nel nostro comune, nell’ex Scuola Materna del Ponte.

«La precedente amministrazione di Centrosinistra non ha garantito il servizio ma solamente attivato irresponsabilmente un servizio – ha commentato il sindaco Santagostino nel corso del consiglio – un servizio lo si può offrire solo se si rispettano le norme di legge. Se si è impossibilitati ad erogarlo si deve avere il coraggio e la responsabilità politica – oltre che morale in questo caso - di comunicare ai cittadini che non si è più in grado di offrirlo». «L’amministrazione Civitas – conclude Santagostino – si è assunta la responsabilità politica di garantire un servizio rispettoso delle norme di legge, ha individuato una alternativa temporanea che offre standard di qualità e di sicurezza imparagonabili alla situazione precedente».

Risposte che non hanno soddisfatto la minoranza di Centrosinistra che sulla propria pagina Facebook ha commentato la situazione delle scuole in paese. «I genitori (chi può) costretti a portare i propri figli a Cuveglio all'asilo nido della Comunità Montana - si legge nel post del Centrosinistra - la mensa che non ripartirà prima del 27 settembre, l'anno scolastico iniziato senza l'assistenza sui pullman e all'uscita da scuola alla Primaria, gli educatori che a scuola non si sono ancora visti. Mentre ci si affanna ad annunciare e dedicare attenzione ad iniziative spot, il regolare funzionamento dei servizi non sembra il primo pensiero di questa amministrazione, tanto che né sindaco né assessore all'Istruzione ieri sera in apertura di consiglio comunale sono stati in grado di darci una risposta su questo primo giorno di scuola». 

Verrà discussa invece nel prossimo consiglio comunale, che si terrà entro la fine del mese di settembre, la mozione, sempre sul tema della chiusura dell'asilo nido, presentata congiuntamente dai due gruppi di opposizione Centrosinistra e centrodestra (Il domani inizia oggi), nel quale si critica l'operato del sindaco e della giunta comunale. 

M. Fon.


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