Salute - 13 settembre 2021, 16:25

Incontro Monti, Pavesi e Bonelli per il futuro della sanità varesina: in arrivo le case e gli ospedali di comunità e le centrali operative territoriali

Monti (Lega): «Lombardia prima nell’attuazione del Pnrr per il rilancio della sanità territoriale. Per Varese un’attenzione speciale»

Incontro Monti, Pavesi e Bonelli per il futuro della sanità varesina: in arrivo le case e gli ospedali di comunità e le centrali operative territoriali

Si è svolto questa mattina l’incontro promosso da Emanuele Monti, presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone, Giovanni Pavesi, direttore generale al Welfare di Regione Lombardia, e Gianni Bonelli, direttore generale dell’Asst Sette Laghi, per programmare gli interventi in ambito sanitario sulla città di Varese in vista dell’approvazione della revisione della legge sanitaria regionale e dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

«La Lombardia anticipa tutti anche questa volta e attua per prima il Pnrr integrandolo con risorse proprie. La città di Varese, con i suoi poli d’eccellenza, ha un’attenzione particolare da parte di Regione Lombardia e lo dimostrano i 56 milioni di euro stanziati negli ultimi cinque anni. Siamo al lavoro per rilanciare la sanità territoriale del domani tramite la revisione della legge sanitaria di cui sono relatore». Queste le parole di Emanuele Monti, presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone, a margine dell’incontro. 

«Grazie ai fondi in arrivo dal Pnrr, integrati da 700 milioni di risorse regionali, realizzeremo le case e gli ospedali di comunità e le centrali operative territoriali. La casa della comunità sarà una struttura fisica in cui opereranno team multidisciplinari di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti e potrà ospitare anche assistenti sociali. La numerosità di strutture realizzate garantirà la presenza capillare su tutto il territorio. All’interno delle case della comunità dovrà realizzarsi l’integrazione tra i servizi sanitari e sociosanitari con i servizi sociali territoriali. Gli ospedali di comunità, invece, saranno strutture di ricovero di cure intermedie e si collocheranno tra il ricovero ospedaliero, tipicamente destinato al paziente acuto, e le cure territoriali. Si collocheranno all’interno della rete territoriale e saranno finalizzati a ricoveri brevi destinati a pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica, di livello intermedio tra la rete territoriale e l'ospedale, di norma dotati di 20 posti letto (max. 40 posti letto) a gestione prevalentemente infermieristica. Le centrali operative territoriali saranno un punto di accesso fisico e telematico alla rete di servizi distrettuali in cui si andrà a concretizzare al massimo livello l’integrazione tra i servizi sanitari e sociosanitari con quelli sociali di competenza degli enti locali» continua Emanuele Monti.

Ma cosa prevede il piano di potenziamento della sanità territoriale varesina? «Varese avrà un distretto sanitario tutto suo e competente entro i confini cittadini, ove opererà la centrale operativa territoriale che anch’essa avrà competenza esclusiva sulla città. Sul piano erogativo, invece, un impulso prezioso deriverà dalla creazione delle case e degli ospedali della comunità che fungeranno da catalizzatore dell’integrazione con le cure primarie e opereranno nell’ambito dell’assistenza a media e bassa complessità, evitando accessi impropri nei Pronto soccorso. Questo sistema, organizzato secondo il criterio hub and spoke, porterà alla realizzazione di tre nuove strutture» aggiunge Monti.

Sulle risorse Monti precisa: «Negli ultimi cinque anni, sono stati investiti 56 milioni di euro, di cui 42 milioni per l’ospedale di Circolo e i presidi territoriali e 14,1 milioni per l’ospedale Del Ponte. Quest’anno sono previsti 3 milioni di euro per interventi di manutenzione, di cui 1 milione andrà per la sistemazione del padiglione De Sanctis. Inoltre, grazie allo stanziamento di 3,4 milioni sarà realizzata presso l’ospedale Macchi la sala operatoria ibrida dotata di un’apparecchiatura all’avanguardia (tac e angiografo) in grado di eseguire, durante l’intervento, un monitoraggio istantaneo dello stato di salute del paziente. Un unicum per il patrimonio tecnologico regionale».

«Dal punto di vista delle risorse umane, sono già stati assunti e stanno completando la formazione specifica i nuovi 70 circa infermieri di comunità, pronti ad entrare in servizio a partire da Arcisate e poi negli altri distretti in cui sarà organizzata l’Asst Sette Laghi. Un servizio prezioso che permetterà di offrire una risposta ai bisogni di cura e di assistenza nel loro contesto di vita, a casa o comunque nel loro ambito territoriale di residenza» continua ancora il presidente della Commissione Sanità.

«Sono molto soddisfatto anche per l’attività ordinaria dell’azienda ospedaliera. La programmazione dell’attività chirurgica in corso nelle sedi ospedaliere aziendali vede l’ultimo quadrimestre del 2021 superare di oltre 500 interventi l’attività chirurgica del 2019, cioè prima dell’arrivo del Covid, con una media di 230 sedute operatorie a settimana che da ottobre saliranno a 232, rispetto alla media del 2019 pari a 228» conclude.

Redazione

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