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Varese | 13 settembre 2021, 13:55

Trasporto speciale, i genitori non mollano: «Esposto nel cassetto, non tollereremo disservizi»

I genitori dei cinque ragazzi disabili che usufruiscono del servizio bus per andare a scuola replicano all'assessore Dimaggio: «Il timore che possa essere sospeso post elezioni deve essere inteso come un monito a chiunque amministrerà la città»

Trasporto speciale, i genitori non mollano: «Esposto nel cassetto, non tollereremo disservizi»

In riferimento all'intervento dell'assessore ai Servizi educativi del Comune di Varese, Rossella Dimaggio sulla questione del trasporto speciale per ragazzi con fragilità (leggi QUI), la presidente dell'associazione Articolo Tre Varese, Emanuela Romeo, vuole fornire alcune precisazioni sull'accaduto.

Contrariamente a quanto affermato, una comunicazione ufficiale era già giunta, con tanto di nominativo dei ragazzi che sarebbero stati costretti a perdere 2 ore di frequenza scolastica al giorno, per 10 ore settimanali e 40 mensili. Inoltre da colloquio telefonico con funzionari della amministrazione, ci veniva chiaramente detto che tale situazione sarebbe durata probabilmente sino a dicembre e ci venivano anche spiegati i criteri adottati per la scelta dei "fortunati" ragazzi (sorvoliamo su quali fossero gli assurdi criteri).

Poi, durante la telefonata intercorsa tra la sottoscritta e il comune di Varese, avvenuta mentre mi trovavo presso il comando dei carabinieri, mi veniva riferito che il problema era solo parzialmente risolto, poiché il terzo pulmino non sarebbe stato comunque disponibile al mercoledì. Solo nel pomeriggio, finalmente, giungeva una mail con la quale si diceva che il trasporto sarebbe stato garantito per tutti i giorni e con normali orari di uscita da scuola.

Da ultimo, ci era anche stato riferito che la scuola sarebbe stata d'accordo all'uscita giornaliera anticipata di 2 ore, ancorché sentita la direzione dell'istituto, questa era totalmente all'oscuro di ciò e, soprattutto, assolutamente contraria a fare perdere lezioni agli allievi.

Ovviamente il nostro esposto non è stato ufficializzato proprio perché il servizio non era ancora partito, di questo siamo ben consapevoli, ci siamo recati immediatamente dai carabinieri per capire come tutelare i nostri diritti. È altrettanto certo che l'esposto, visti i problemi che anche l'anno scorso abbiamo dovuto subire e il nostro giustificato timore per eventuali futuri disservizi, è lì nel cassetto, pronto a essere trasmesso alle autorità competenti.

Nessuno ritiene l'attivazione del servizio una promessa elettorale, in quanto esso è un servizio presente da anni; il timore che esso possa essere sospeso post elezioni deve essere inteso come un monito a chiunque amministrerà la città: Articolo Tre è presente sempre in prima linea per la tutela dei diritti dei più fragili.

Redazione

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