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Basket | 06 settembre 2021, 21:13

IL COMMENTO DI FABIO GANDINI - La nuova Varese e il tiro da 3: una volta era tutto e piangevamo... ma oggi?

Le squadre degli scorsi anni tiravano solo da fuori, questa ha tante altre armi, però rimane qualche dubbio - al di là del tragico 3/27 odierno - che oltre l'arco manchi qualcosa. Della sconfitta contro Cremona tuttavia non è piaciuta soprattutto la difesa, che invece è nelle potenzialità del gruppo di Vertemati

IL COMMENTO DI FABIO GANDINI - La nuova Varese e il tiro da 3: una volta era tutto e piangevamo... ma oggi?

Bugia: nella guerra dei reduci della preparazione, vince la squadra messa peggio. Ovvero Cremona.

Verità: nella guerra dei reduci della preparazione, vince la squadra messa decisamente meglio. Ovvero Cremona.

Le assenze (tre per i padroni di casa - Harris, Mcneace e Miller - due per Varese: Kell e Caruso) che sembravano dover pesare parecchio alla vigilia non hanno spostato (sebbene vada scritto, per amor di verità, che un Beane così è come non averlo e Jones è ancora molto indietro). A spostare in questo esordio sono stati invece i problemi di gioco e l’atteggiamento mentale.

Due cose hanno un po’ preoccupato nei primi quaranta minuti ufficiali, da mettere tra parentesi per ovvie ragioni di opportunità (sono appunto i primi) e da dimenticare in fretta, senza dar loro un’importanza assoluta e definitiva: si tratta del tiro da 3 e della difesa.

Con l’11% (3/27) da fuori non vinci nemmeno contro i Bobbiate Stars. Ma il punto non è nemmeno questo, posto che una giornata no - pure così tanto no… - può sempre capitare. Il punto vero ci sembra un altro: siamo per caso passati da squadre che avevano come unica, autentica arma il tiro da fuori a una squadra che quest’arma non la possiede per nulla? La Openjobmetis odierna per due tempi ha eseguito, al netto degli errori, in modo anche giudizioso, confermando quella sua diversità che consiste nel cercare sempre l’area in tanti modi diversi. Quando però Galbiati, che non è un fesso, ha capito che quell’area andava congestionata il più possibile, le triple che sarebbero servite per riaprirla non sono arrivate. E Varese si è piegata sull’ariete Gentile, ormai però costantemente raddoppiato, sorvegliato e quindi dalle corna spuntate. Ne è venuto fuori un mezzo disastro: la gara è girata lì. 

La preoccupazione è che questo sia un difetto congenito, qualcosa con cui Vertemati dovrà fare sempre più o meno i conti. Gentile (comunque anche oggi un faro) rifiuta delle triple che altri prenderebbero ad occhi chiusi persino con meno metri di spazio, perché non ha la balistica tra le sue skills e lo sa. Lo sapevamo anche noi, lo sanno tutti. Ma gli altri? Kell - non ci volevano queste due settimane di stop - sarà un po’ affidabile? E Wilson sarà meglio di questo tragico 1/8? E i lunghi e mezzi lunghi - Sorokas, Jones - saranno pungenti dall’arco? Ferrero lo conosciamo, De Nik pure (e non è un tiratore), Beane la può mettere ma sa fare soprattutto altro…. Torneranno i conti? Bellissimo e inedito non dipendere dal tiro da 3, ma sarebbe pericolosissimo un finale di partita sì e l’altro pure scoprire di non averlo proprio.

Poi nella gara inaugurale di Supercoppa Varese non ha perso solo per quello. Ha perso perché, a differenza della Vanoli, è andata sulle gambe troppo presto, ha perso perché diversi giocatori - forse tutti tranne Ale Gent e Jones - non hanno avuto granché spirito nei momenti psicologicamente difficili, apparendo un po’ molli e rinunciatari. E ha perso perché ha difeso da cane per almeno 15 minuti (32 punti subiti nel terzo quarto). Ecco, questo è molto più grave del tiro che non entra: un po’ perché la mancanza di difesa spegne ogni velleità e un po’ perché la Varese di quest’anno - alta, fisica, grossa, con Egbunu dal primo giorno e non dal 150° - non pare così disadatta alla difesa forte. Anzi…

Questione di gambe, fiato, voglia, meccanismi e quindi allenamenti: buon lavoro.

P.S: Caruso oggi non ha giocato perché al suo tesseramento è mancato un documento arrivato solo questa mattina, il nulla osta di USA Basketball. Comunque sia andata la questione non è stato bellissimo constatare questa inaspettata assenza...

Fabio Gandini


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