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Storie | 25 agosto 2021, 07:15

Vaccino Covid: l'arte di Rebecca raddoppia e rilancia l'appello ai giovani

All'hub di MalpensaFiere a Busto un secondo murale invita ad aderire alla campagna. Il vaccino è un “ombrellone” che ci protegge dal virus e permette di tornare a viaggiare e sognare in libertà. Il messaggio di Rebecca

Vaccino Covid: l'arte di Rebecca raddoppia e rilancia l'appello ai giovani

Nell’ultimo periodo sono moltissimi gli appelli che invitano a vaccinarsi. Tra questi c’è sicuramente la voce di una giovanissima artista olgiatese che, attraverso le sue opere, ha voluto lanciare un messaggio forte e chiaro anche (ma non solo) ai coetanei.

La quindicenne Rebecca Longhin ha conosciuto l'hub vaccinale di MalpensaFiere a Busto grazie all'opera di volontariato prestata dalla madre Veronica. In questo modo è entrata in contatto, ha chiacchierato e si è fatta conoscere dal personale della struttura. «Conoscevo già il personale addetto all’organizzazione del centro vaccinale di MalpensaFiere – racconta Rebecca – e in occasione del mio vaccino ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con loro. Le mie attitudini al disegno sono note, durante quella chiacchierata abbiamo pensato di realizzare due murales sulle pareti esterne di un box vaccinale».

La giovane artista olgiatese si è messa all’opera, realizzando le bozze. I soggetti rispecchiavano il messaggio deciso con gli organizzatori, poi approvati dal personale responsabile della struttura. Fino a diventare delle vere e proprie opere, ben visibili all'interno dell'hub vaccinale di Busto.

«Il primo murales rappresenta una scarpa da ginnastica che “schiaccia” il virus – spiega l’artista in erba – in questo caso volevamo far capire alla gente che indossando “le scarpe giuste”, ovvero sia vaccinandosi, tutti insieme possiamo calpestare il virus e sconfiggerlo (LEGGI QUI).

Il secondo, invece, ritrae due bambini che si abbracciano in spiaggia davanti al mare sotto un ombrellone, metaforicamente inteso nel vaccino, che ripara e protegge dal virus; il messaggio è chiaro: una volta vaccinati saremo liberi di tornare ad abbracciarci e viaggiare».

Un lavoro che ha significato e rappresentato molto per Rebecca, regalando, nel suo piccolo, il proprio contributo alla campagna vaccinale.

«Appena ho ricevuto l’incarico – sottolinea la giovane – sono stata molto felice, ma allo stesso tempo ho avvertito una grande responsabilità sulle spalle, considerata la portata del tema che stavamo affrontando. Sono stata contenta di essere stata a mio modo “protagonista” nella campagna vaccinale, e di averlo fatto grazie a quello che più mi appassiona, cioè il disegno.

È stato bello passare queste settimane in compagnia dei volontari, dei dottori e degli infermieri, che ogni giorno lottano uniti per lo stesso obiettivo, sempre col sorriso sulle labbra, nonostante gli sforzi che stanno affrontando ormai da molti mesi».

Una storia, quella di Rebecca, dalla quale possiamo trarre un duplice messaggio; da una parte, infatti, è raccontata l’importanza di aderire alla campagna vaccinale, facendo quanto è in nostro potere per fare in modo che essa raggiunga il maggior numero di persone possibili, mentre dall’altra è il racconto di come attraverso la passione per l’arte si possa realmente entrare in contatto con il prossimo.

«In queste ore passate a disegnare al centro vaccinale ho incontro molti miei coetanei, anche tanti amici che, come me, si sono vaccinati e mi hanno supportato nel mio lavoro; questo è stato molto bello.

Sono orgogliosa di vedere come questa forma d’arte possa regalare momenti di condivisione, socializzazione e contribuire a far condividere alle persone un sorriso vero e spontaneo. Mi piacerebbe che tutti potessero provare un’esperienza simile e avessero la possibilità di dare sfogo all’arte in qualunque forma la si voglia esprimere. Vorrei che tutti potessero trovare giovamento da questa forma di libertà».

Loretta Girola

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