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Attualità | 12 agosto 2021, 06:00

L'addio a Borradori: «Un ricordo, un sorriso, una stella. Ciao Marco»

Le intense parole di Paola Cerana, giornalista bustocca a Lugano: «Lui era uno di noi. Amava la sua città con i suoi giardini, i suoi parchi. Ed era sempre pronto ad ascoltare»

Marco Borradori, sindaco di Lugano

Marco Borradori, sindaco di Lugano

Basta una passeggiata in mezzo alla natura, fermarsi un momento ad ascoltare, spogliarsi del superfluo per comprendere che non occorre molto per vivere bene.

Tre giorni fa, Marco Borradori aveva postato questo pensiero di Mario Rigoni Stern sulla sua pagina pubblica, accompagnato da una bella fotografia del lago Ceresio baciato dal sole.

Penso che il miglior ricordo che si possa conservare del sindaco di Lugano, ora che non c’è più, stia proprio racchiuso nella semplicità di queste parole. Amava la sua città, con i suoi giardini, i suoi parchi, le sue oasi verdi e profumate, dove spesso lo si vedeva passeggiare e, sì, spesso anche correre. Se ci pensate, una persona che corre quasi mai sorride, il volto è stravolto dalla fatica e dall’ostinazione piuttosto che rasserenato dal piacere della corsa stessa. Invece lui riusciva a sorridere anche facendo jogging, la sua passione, sorrideva e salutava le persone che inevitabilmente lo conoscevano o riconoscevano. Anche al bar, consumare un caffè con lui diventava spunto per una chiacchierata leggera come tra amici. Si parlava di sport, di natura, di cibo e non necessariamente di politica. Così, spesso, dall’iniziale «Buongiorno sindaco…» si finiva col dire «Ciao Marco!». ”! Qualcuno, tra i luganesi più grandi, lo ricorda anche come campione ticinese di ping pong: era una forza ma gli piaceva giocare con tutti, perché voleva bene a tutti.

 

Era uno di noi.

Prima di un politico, un cittadino. Un uomo. Non sono frasi di circostanza dettate dal momento ma riflessioni spontanee che tutti i luganesi e i ticinesi sicuramente condividono. E lo si sente da ieri, non si parla d’altro che della disponibilità di un uomo sempre pronto ad ascoltare tutti.

Dai turbolenti problemi che ogni città ha, fino alle piccole preoccupazioni dei commercianti e degli artigiani, è sempre stato aperto al dialogo, con i toni pacati e accomodanti non frequenti per chi fa il suo lavoro. In questi minuti i suoi colleghi e tutto il mondo politico ticinese sono in lutto e regaleranno pubblicamente l’ultimo saluto al sindaco di Lugano con sincero affetto.

Lo stesso farà la gente comune, affacciandosi al proprio spazio virtuale, al quale anche lo stesso Marco apparteneva, perché teneva ad essere presente e a contatto con le persone anche lì, dove il contatto fisico non c’è.

Ricordo, a tal proposito, che un Natale di tre anni fa scrissi un articolo su Lugano in festa, Lugano di notte, vestita di luci colorate e adornata di lustrini da fare invidia al cielo stellato. Lui ebbe l’occasione di leggerlo e mi scrisse in privato i suoi ringraziamenti. Ne fui commossa.

A proposito di stelle. Martedì era la notte di San Lorenzo. Di stelle cadenti non ne ho viste ma una, questa notte, manca.  

 

 

Paola Cerana

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