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Attualità | 12 agosto 2021, 09:46

«Eitan è in ostaggio in Italia. Gli zii materni annunciano battaglia per l'adozione

Avviato un procedimento per l'adozione del piccolo, unico sopravvissuto alla tragedia della funivia. I legali della zia paterna tutrice: "Siamo sbalorditi"

«Eitan è in ostaggio in Italia. Gli zii materni annunciano battaglia per l'adozione

“Eitan è stato sottratto da una famiglia che non lo conosceva, che in precedenza non era stata a lui vicina in alcun modo”. Sono parole dure che arrivano da Gali Peri, zia materna del piccolo Eitan, unico sopravvissuto della tragedia del Mottarone nel maggio scorso. Il piccolo attualmente si trova in Italia affidato alla zia paterna, Aya Biran, che fin dal giorno del suo ricovero in ospedale a Torino è stata al suo fianco. Quest'ultima è assistita dallo Studio Legale Withers, a cui appartengono l’avvocato Cristina Pagni e Massimo Sana. 

 

L’avvocato Ronen Dlayahu, che rappresenta gli interessi del ramo familiare in Israele, ha annunciato in una conferenza stampa con la signora Peri di aver avviato un procedimento per l’adozione di Eitan ed il suo ritorno in Israele.

Secondo Gali ed il marito Ron Peri “Eitan è tenuto come in ostaggio" dalla zia paterna Aya. “È stato affidato a lei - hanno detto in una conversazione con l'Ansa - mentre noi, dopo la tragedia, osservavamo la tradizionale settimana ebraica di lutto profondo. Lo abbiamo appreso solo a posteriori. Tutto ciò è avvenuto in forma scorretta”

Per il legale “Eitan è in ostaggio”. “Il diritto di Eitan è che dovrebbe avere una casa dove i suoi genitori volevano che crescesse; come ebreo in una scuola ebraica, e non in una scuola cattolica in Italia” hanno aggiunto.

Gali Peri ha poi ribadito che alla sorella, Tal, la mamma del piccolo, premeva molto che Eitan ricevesse una educazione ebraica ed israeliana, cosa che secondo loro non avviene dalla zia paterna. “Vogliamo dedicarci ed Eitan - ha concluso - e dargli tutto il calore e l'affetto di cui ha bisogno, fino a quando avrà 18 anni e anche oltre”.

Per questi motivi hanno avanzato una richiesta di adozione, ma ancora ignorano se a stabilirlo sarà la giustizia israeliana o quella italiana.

Non si è fatta attendere la risposta dei legali della zia tutrice che si dicono “sbalorditi” per le “surreali dichiarazioni, decisamente inaspettate e fuori contesto”.

“La nomina della dottoressa Biran Nirko a tutrice di Eitan – sostengono Cristina Pagni, Massimo Sana e Armando Simbari, legali della zia del piccolo - è stata disposta e confermata dai giudici tutelari competenti. La tutrice si confronta, per quando dovuto e necessario, con il giudice tutelare per il solo bene di Eitan. Non si comprende sinceramente il perché di tanta acrimonia e falsità”.

da VcoNews.it

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