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Calcio | 09 agosto 2021, 20:22

Varesina, la semina continua: «Un campo nuovo, il rapporto stretto con l’Inter, la società ancora più forte. I risultati li raccoglieremo»

A Venegono Superiore la presentazione della nuova stagione rossoblù, con il (neo) direttore generale Massimiliano Di Caro a fare il punto sul progetto: «Abbiamo un obiettivo e proveremo a raggiungerlo, ma nel frattempo il progetto non si ferma: se non ci riusciremo, ci proveremo ancora»

Foto di gruppo per la prima squadra della Varesina, pronta alla stagione 2021/2022

Foto di gruppo per la prima squadra della Varesina, pronta alla stagione 2021/2022

Settecento tesserati, dai più piccoli su su fino alla prima squadra. Cinque campi sportivi, a Venegono e a Vedano, a Castiglione (2) e, l’ultimo in ordine di tempo, a Cairate. Una nutrita pattuglia di giovani campioni, partiti dal rossoblù e andati a vestire il nerazzurro di Inter e Atalanta. Il tutto - anche se c’è ancora molto di più - in 11 anni di storia, intervallati (pure) da due di Covid.

PRIMA LA SOCIETÀ, POI IL CAMPO

Ricordare come la Varesina sia un autentico gioiello sarà certo una ripetizione, ma vale la pena farlo ogni volta. Perché a livello di solidità, di investimenti, di rapporti con i Comuni e dunque con il territorio, di visione - in una sola parola: di progetto - è quasi impossibile trovare una società analoga in Lombardia e molto difficile pure a livello italiano: parole, oggi, di Vito Spadavecchia, capitano dei senior rossoblù, 39enne portiere che di squadre, da sud a nord, ne ha girate parecchie. Parole, ogni giorno, anno dopo anno, di tanti addetti ai lavori, tra allenatori, osservatori, dirigenti e ovviamente calciatori, che guardano alla società guidata dalla famiglia Di Caro come un modello.

«Quanto bramiamo la serie D? Per il nostro settore giovanile, tanto. Per la visibilità che offre, per la possibilità di competere ad ottimo livello anche con piazze importanti. Per arrivarci non basta essere una società modello, non basta il campo perfetto e ben tagliato, non bastano le scelte di qualità, il lavoro: il calcio non è solo questo e alla fine nel rettangolo verde può succedere di tutto. Ma tutto quello che fai fuori dal campo ti permette di essere pronto a fare altro ancora. La società cresce sempre di più, abbiamo un nuovo campo sportivo, il rapporto con l’Inter è sempre più stretto. Insomma, noi continuiamo a seminare: prima o poi, e non importa se prima o se poi, raccoglieremo. Ne sono sicuro».

Queste dichiarazioni sono di Massimiliano Di Caro, da quest’anno ancor più in veste dirigenziale con il suo nuovo ruolo di direttore generale, che ha battezzato la nuova stagione della prima squadra, alla cui costruzione ha comunque partecipato ma lasciando responsabilità a Damiano Micheli, che indosserà i panni di direttore sportivo, e ad Andrea Scandola, nuovo responsabile dell’area tecnica. Tutti e tre classe 1987 - e anche questo, nel mondo del calcio, non è poi così comune -  tutti e tre pronti a spingere la prima squadra verso quell’obiettivo che, una volta raggiunto, potrebbe essere più un porto di passaggio che un approdo definitivo.

Come detto però questo verrà, e non importa se arriverà prima o se invece bisognerà aspettare poi. Ed è proprio qui la forza del progetto di casa a Venegono da 11 anni. 

UNA SQUADRA FORTE CON UN OBIETTIVO CHIARO

Dopo una panoramica per mettere a fuoco il contesto, in un giorno di presentazione è doveroso lasciare spazio al campo, ai sogni e agli obiettivi, alle riflessioni dei protagonisti. A partire da mister Marco Spilli, a cui gli uomini mercato hanno consegnato per conto del club, ancora una volta, una formazione molto competitiva, in cui spiccano i nomi di Claudio Poesio, Santiago Sogno, Manuel Romeo, Michel Sarr, con cui puntare forte all’obiettivo serie D. «Siamo partiti presto per conoscerci subito e costruire il gruppo. È presto per fare previsioni, ma i presupposti sono ottimi. Cosa vogliamo da quest’anno? Essere protagonisti. Stiamo facendo le cose con serenità e spero che questo sia portato anche in campo. Ci manca giocare, perché negli ultimi due anni è stato possibile farlo… poco. Non vediamo l’ora. Siamo una società importante, con dirigenti importanti, che ha fatto un mercato importante: sì, vogliamo vincere».  

Al suo fianco Andrea Scandola e Damiano Micheli, introdotti così da Max Di Caro: «Abbiamo voluto fortemente Andrea qui con noi, ha grande esperienza e ci farà fare un ulteriore salito di qualità; Damiano passa dal ruolo di team manager a quello di direttore sportivo, un cambio di ruolo che si merita assolutamente».

Parola al primo, che dopo diverse stagioni in situazioni molto impegnative di ricostruzione (Chiasso e Milano City) o costruzione (Varese l’anno scorso), ora si trova in un club in cui tutto è già pronto e c’è “solo” da lavorare per il campo: «Cosa mi aspetto da questa avventura? Tanto. E sono qui per questo - spiega Scandola - Conosco da tempo Max, Damiano e anche il mister: una scelta semplice, un piacere poter lavorare con loro. Vengo da tre anni che ho affrontato con entusiasmo ma che sono stati complicati. Qui potrebbe essere più semplice, perché la società è già solida oltreché ambiziosa. Vogliamo fare un campionato importante e al contempo valorizzare i giovani: in prima squadra ci sono aggregati tanti ragazzi del 2004 che speriamo riescano a ritagliarsi i loro spazi e dare una mano».

Spazio a Micheli, che ripercorre il mercato e le scelte fatte in sede di costruzione della squadra: «I numeri dell’attacco dell’anno scorso non sono stati particolarmente positivi e così siamo partiti dal rinforzare questo reparto, cambiando interpreti. Abbiamo molti giocatori di valore e il segreto sarà trovare il modo di farli coesistere. Completi? Al 90%… Un intervento ulteriore in difesa potremmo farlo».  

«UN CLUB CHE NON HA EGUALI»

Oltre a uno staff di valore - il vice Ferdinando Fedele, il professor Athos Trecroci affiancato da Stefano Della Bella, il preparatore dei portieri Lorenzo Colombo, senza dimenticare l’area medica curata da Luigi Bonifacio e Mattia Colombo - mister Spilli ha inoltre a disposizione diversi leader su cui contare in termini di esperienza e di esempio

Due su tutti, che hanno parlato a nome del gruppo, Vito Spadavecchia e Claudio Poesio. «Io capitano? Non cambia nulla - parla il numero 1 - Ho sempre cercato di dare una mano a tutti e così continuerò a fare insieme ai ragazzi più esperti che ci hanno raggiunto. Spero di giocare una stagione normale, in cui daremo il massimo. Siamo in un club che a livello dilettantistico non ha eguali a livello lombardo e forse nemmeno italiano: in tanti anni di calcio non ho mai trovato nulla di simile». 

«Cosa mi ha spinto ad essere qui? - è il turno del centrocampista, tra i più solidi e talentuosi visti in serie D negli ultimi (parecchi) anni - Il progetto e il rapporto con Max. Responsabilità? Sono venuto qui per giocare, per provare a dare l’esempio, per allenarmi a 1000 all’ora come sempre. Non vengo a fare il fenomeno ma a dare tutto quello che posso: se il mio arrivo sarà “il colpo Poesio” lo vedremo alla fine». 

Foto di rito, poi tutti in campo per preparare una nuova stagione. In cui provare a raccogliere tutto quello che si è seminato. Buon lavoro, Varesina

Gabriele Gigi Galassi


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