Varese - 07 agosto 2021, 15:01

LA LETTERA. «Noi, lissaghesi doc, diciamo: pensate a curare degrado e abbandono, non a gettare colate di cemento nel verde per il padel»

Ecco la missiva inviata dai residenti a sindaco e assessori competenti sulla motivazioni alla base del "no" ai campi da padel: «Da anni siamo totalmente inascoltati, nonostante innumerevoli tentativi di segnalare le condizioni del nostro rione. Volete farlo almeno stavolta oppure continuate a credere a narrazioni false e offensive per la nostra comunità?»

I lavori per i campi da padel sono iniziati così. Sotto nella gallery le foto sulla situazione del quartiere allegate dal gruppo di cittadini che hanno inviato la missiva a sindaco e assessori

I lavori per i campi da padel sono iniziati così. Sotto nella gallery le foto sulla situazione del quartiere allegate dal gruppo di cittadini che hanno inviato la missiva a sindaco e assessori

Vogliono farsi sentire, vogliono spiegare la loro posizione, vogliono che si sappia che parlano e argomentano da "lissaghesi doc".

Dopo la prima gettata di cemento per la costruzione dei campi da padel nel quartiere varesino (per l'esattezza tre, più un campo di calcio a sette, con il corredo di parcheggio e bar) e dopo la conferenza stampa degli imprenditori legati al progetto (leggi QUI), un importante gruppo di "residenti di Lissago" contrari al progetto ha inviato una lettera a sindaco e assessori competenti per motivare la propria posizione di estrema perplessità sulla questione. Partendo dal sentimento di abbandono che vivono sulla loro pelle da più amministrazioni e da una situazione che raccontano degradata (ci sono anche delle foto allegate a dimostrarlo).

In attesa di ufficializzare la nascita di un comitato, che farà anche una raccolta firme e ha in mente azioni importanti anche rivolte al consiglio comunale. 

Ecco la lettera

Egregio Sindaco Avvocato Davide Galimberti

Egregio Assessore Lavori Pubblici Avvocato Andrea Civati

Egregio Assessore Tutela Ambiente Dott. Dino De Simone

Con profonda tristezza ci troviamo a raccogliere in questo scritto le nostre riflessioni, che sono anche quelle di molti altri lissaghesi.

Con grande amarezza e indignazione siamo costretti a constatare che nel nostro rione in tutti questi anni la situazione è peggiorata per una non adeguata attenzione da parte delle Amministrazioni pubbliche.

Abbiamo assistito impotenti alla chiusura della nostra Scuola Elementare. Sin dal 1996 abbiamo segnalato lo stato di degrado e la mancanza totale di decoro nel centro di Lissago, anche per l’incuria nella gestione delle case popolari della ex Corte Grande, la mancanza di un servizio bus fino alla piazza del paese (il pullman di linea si ferma appena dopo il secondo ponte e ai residenti resta da percorrere una lunga salita, in una strada stretta e priva di marciapiede), mancanza che rende davvero difficile gli spostamenti dei giovani o giovanissimi studenti e soprattutto degli anziani, privati anche dell’unico negozietto di generi alimentai, chiuso da anni.

Nel 15 giugno 1996 venne presentata un'Osservazione al PRG a nome dell'allora Parroco Don Ernesto Mandelli. Vennero accolte le seguenti osservazioni: allargamento dei due ponti per accedere al rione di Lissago, realizzazione di una rotatoria in via Salvini per permettere al pullman di linea di arrivare fino in centro a Lissago, allargamento della strozzatura in via San Carlo, prolungamento e allargamento delle vie Campestri.

Da allora, quasi nulla è stato realizzato (solo uno dei due ponti è stato successivamente allargato).

Le vie Campestri, caratterizzanti il territorio, sono state chiuse o addirittura deviate con il consenso dell'Amministrazione per realizzare Villini (come tra via San Carlo e via Salvini) o tra via Conte Biancamano e via San Carlo (allora chiamata via al Fontanone altezza Ristorante Hermitage).

Nel 2008 abbiamo sottoscritto una Petizione popolare promossa dal Centro Culturale Lissago Schiranna in occasione della successiva presentazione della Proposta di Emendamento al PGT di Varese. NULLA di fatto, neanche una risposta.

Nel 2014 abbiamo contribuito con i residenti di Lissago alla stesura dei Suggerimenti per la Variante al PGT presentati nel 2016. NULLA di fatto, nessuna risposta.

Nel 2016 abbiamo condiviso con i residenti un atto di partecipazione alla formazione della Variante al PGT depositata sempre dal Centro Culturale Lissago Schiranna il 30 Novembre 2016. NULLA di fatto, nessuna risposta.

Abbiamo partecipato alla vostra campagna PGTiPARTECIPO, iniziativa che doveva raccogliere il contributo di tutti i cittadini. NULLA di fatto, nessuna risposta.

Da anni chiediamo alle Amministrazioni di Varese che il luogo venga tutelato, valorizzato, che vengano sistemati i sentieri, create le infrastrutture necessarie, risolti i problemi di igiene e decoro urbano (nel centro di Lissago inesistente), sistemate le facciate dell'immobile di proprietà del Comune di Varese, sede della Scuola dell'Infanzia “A.M. e G.B. Dall'Aglio” in Piazzetta M.L. Verga, immobile potenzialmente di pregio, ma in stato di degrado e in alcuni punti anche pericoloso, valorizzato solo dalla presenza attiva e vitale della Scuola dell’Infanzia che, grazie agli enti privati Fondazione e Associazione, e alle sempre fattiva collaborazione dei volontari del paese, ha rinnovato gli interni e le pertinenze esterne (si dà conto che la Scuola dell’Infanzia Paritaria gode dei contributi comunali per la gestione del servizio di interesse pubblico, ma questo in quanto firmataria, con le altre scuole dell’infanzia operanti sul territorio, di una Convenzione con il Comune di Varese).

Con il nuovo PGT abbiamo solo potuto constatare che sono stati resi edificabili diversi terreni nonostante nel rione non ci siano strade adeguate, manchino l'illuminazione e i parcheggi, e le infrastrutture, come la rete fognaria e la rete smaltimento acque bianche, siano inadeguate e in pessimo stato. Abbiamo visto installare due enormi antenne al Puntale senza alcuna valutazione sull'impatto ambientale.

Le Amministrazioni non hanno mai risposto e non sono mai stati realizzati lavori di manutenzione ordinaria sulle nostre strade, solo rappezzi. Il manto stradale è in pessimo stato, vi sono innumerevoli tombini sfondati, buche, la segnaletica orizzontale è inesistente, i pali segnaletici sono nascosti dalla vegetazione o regolarmente divelti dai camion che transitano nell'unica via del paese nonostante il divieto.

Basti guardare Via Conte Biancamano, Via Tommaso d'Aquino dove si trova un enorme buco ed è stata collocata una barriera di sicurezza in plastica, dimenticata da mesi, ora piena d'acqua e pericolosa per i nidi di vespe, Via San Carlo, via Salvini, Via F. Agello, dove nel tratto in forte pendenza ogni volta che diluvia esplodono le tubazioni e fuoriescono getti spaventosi d'acqua.

In via Conte Biancamano dove risiedono le nostre famiglie le facciate e i muri delle abitazioni sono stati danneggiati dal transito di grossi automezzi, recarsi a piedi in piazza è pericoloso, in taluni momenti della giornata i veicoli si bloccano perché la strada è stretta e noi residenti non riusciamo ad immetterci dai nostri cortili.

Anche raggiungere la vicina Bobbiate o il centro di Varese a piedi o in bicicletta, come peraltro molti di noi farebbero anche in un ottica di riduzione del traffico urbano è impossibile per i Lissaghesi non essendo presente il marciapiede sulla pericolosa strada a curve e a veloce percorrenza che porta alle prime case della frazione di Bobbiate, quella sì copiosamente arredata di marciapiedi ben protetti da archetti parapedonali sicuri!

Raggiungere la vicina Schiranna e la pista ciclabile del lago comporta l’attraversamento della pericolosissima provinciale SP1: la nostra richiesta di creare un ponte pedonale e ciclabile all'altezza di Via Palmieri per attraversare è caduta, come tutto il resto, nel vuoto e nel silenzio.

Eppure questa amministrazione ha più volte parlato di “Varese green”, mobilità sostenibile, di piste ciclabili, di Pedibus, di Green cities, come anche l’Unione Europea suggerisce ed ora il PNRR impone...

In questi giorni assistiamo alla cementificazione del Campo Sportivo per la realizzazione di un Centro privato di élite (di Padlle, sport alla moda, ma per noi per nulla adatto al contesto) che non ha nulla a che vedere con la natura del nostro rione e con la destinazione del Campo della Parrocchia, fino ad adesso usato dai residenti e per le iniziative della Comunità.

Questo campo è stato curato con amore e cura, utilizzato per i giochi dei nostri bambini, per le feste rionali, sempre a scopo benefico, per le iniziative della Scuola dell’Infanzia ed in armonico accordo con la Parrocchia: un luogo di vera a aggregazione dove si è sempre fatta comunità, dove i principi cardine del nostro Stato, la solidarietà sopra tutti, che la nostra Costituzione dall’art. 2 in poi pone a base della Repubblica, hanno trovato concreta attuazione.

Il nostro campo sportivo parrocchiale, solo nell’ultimo anno e per ovvie ragioni di emergenza sanitaria, è stato temporaneamente non utilizzato in quanto le feste e le iniziative di aggregazione erano legalmente precluse.

Di questo stesso campo, che si può ben dire è stato e sarebbe ancora stato il cuore pulsante della comunità, abbiamo invece dovuto leggere più volte sui giornali locali e sui social essere “da anni” in stato di abbandono e degrado, luogo di raccolta di “topi e siringhe”.

Niente di più falso e ingiusto! Questa è la visione di chi, non lissaghese, ha solo interesse personale a proporre una narrazione diversa della realtà dei luoghi, senza forse neppure comprendere quanto tale erronea narrazione sia offensiva per una comunità.

Dopo ripetute richieste, segnalazioni, comunicazioni inviate sullo stato di degrado del rione e sui problemi viabilistici, anziché prendere atto delle problematiche e cercare una soluzione viene approvato un tale progetto? Campi da paddle anziché la rotatoria per il pullman? La trasformazione di uno spogliatoio in un'attività commerciale (bar) senza adeguato parcheggio e senza una soluzione alla viabilità?

Luci, rumore, cemento dove c’erano i campi?

Il vantaggio sbandierato sarà per la S.R.l. titolare, non per la collettività che semmai, privata della propria casa comune, dovrà subire solo immissioni di congestione del traffico, penuria di parcheggi, luce e rumore.

Il disagio e lo sconforto sono totali, vi alleghiamo le fotografie per dare un'idea dello stato di degrado in cui si trova il nostro rione. E speriamo che queste nostre parole trovino finalmente ascolto o quantomeno servano ad avviare una riflessione sul fine che vogliamo dare a questo nostro, potenzialmente, bellissimo territorio che abbiamo l’obbligo morale di custodire e non di depredare.

Distinti saluti

I residenti di Lissago

Redazione

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