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Territorio | 06 agosto 2021, 07:14

«Un'alleanza tra istituzioni e enti, come per il lago di Varese, per "salvare" il Campo dei Fiori dal dissesto idrogeologico»

La proposta arriva dal vicesindaco di Gavirate Massimo Parola che ha passato giorni nel fango con cittadini e volontari e ha visto staccarsi un pezzo di montagna: «Un Comune da solo può fare poco, anzi rischia di sprecare risorse preziose, bisogna unire le forze, come per il risanamento del lago»

«Un'alleanza tra istituzioni e enti, come per il lago di Varese, per "salvare" il Campo dei Fiori dal dissesto idrogeologico»

«Una grande alleanza tra istituzioni, enti e associazioni per "salvare" la montagna, il Campo dei Fiori, sull'esempio dell'accordo Aqst raggiunto per risanare le acque del lago di Varese e che sta dimostrando di dare i primi risultati».

E' la proposta del vicesindaco di Gavirate e assessore alla Protezione Civile Massimo Parola che dallo scorso mercoledì, con i piedi nel fango insieme a cittadini e volontari, osserva la montagna ferita dal maltempo e dalle piogge torrenziali che si sono abbattute violente anche su questa zona del Varesotto. 

«Il lavoro dei volontari, della Protezione Civile, di tutti quelli che hanno dato una mano è stato straordinario ed eccezionale a cominciare dalla costruzione a tempo di record del ponte Bailey a Ca' de Monti - osserva Parola - anche la "diga" costruita ha funzionato deviando l'acqua esondata da un secondo torrente a Pozzuolo ieri».

Ma non si può ragionare soltanto nell'emergenza, bisogna lavorare nell'ottica della prevenzione del dissesto idrogeologico, considerando che il Campo dei Fiori è una montagna ferita anche dal gravissimo incendio di qualche anno fa. «Se mercoledì, come accaduto settimana scorsa, si fosse staccato un pezzo di montagna non ci sarebbe stata nessuna diga provvisoria in grado di contenere acqua, fango e detriti in arrivo da monte» aggiunge il vicesindaco. 

A Gavirate la situazione è particolarmente critica non solo a Ca' de Monti ma anche nelle frazioni di Pozzuolo e Armino, ma non può essere solo un problema di singole località o Comuni.

«Il problema della montagna va risolto con lo stesso metodo utilizzato per il risanamento del lago di Varese che sta dando i primi risultati, dove Regione, Comuni rivieraschi e altri attori lavorano insieme - commenta Parola - un singolo Comune da solo può fare poco, anzi si rischia di sprecare denaro per fare opere che poi si rivelano inutili. Bisogna unire le forze e le risorse tra istituzioni e tutti quegli enti interessati per risolvere il problema nel suo insieme in modo efficace». 

Per non avere più paura di vedere inondato il proprio territorio di acqua, fango e detriti, ogni volta che arriva un'allerta meteo che peraltro purtroppo sono sempre più frequenti. 

 

Matteo Fontana

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