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Busto Arsizio | 25 luglio 2021, 17:08

Incendi nell’Oristanese, drammatica testimonianza di una bustocca: «Devastazione trattata come una notizia normale»

Michela Marcellino frequenta da tempo l’area più devastata: «Colpita una Sardegna ancora autentica. Ci sono persone che hanno perso tutto».

I roghi visti dalla borgata Marina di Sa Rocca Tunda, comune di San Vero Milis (Or), scatto di Fabio Secci, via NaturalMeteo. Nelle foto in fondo all'articolo, le immagini raccolte da Michela Marcellino e quelle divulgate dai Vigili del fuoco

I roghi visti dalla borgata Marina di Sa Rocca Tunda, comune di San Vero Milis (Or), scatto di Fabio Secci, via NaturalMeteo. Nelle foto in fondo all'articolo, le immagini raccolte da Michela Marcellino e quelle divulgate dai Vigili del fuoco

Non riesce a capacitarsi, Michela Marcellino. «Com’è possibile – si chiede – che una devastazione come quella di Cuglieri e zona sia trattata come una notizia poco più che ordinaria?». Residente a Busto Arsizio, docente di disegno e Storia dell’arte, un legame profondo e duraturo con il territorio aggredito dalle fiamme, Michela ha vissuto le ore più drammatiche, per così dire, in prima linea. «Non da subito – precisa – perché quando è scattata l’emergenza e la Protezione Civile ha fatto uscire le persone dalle case mi trovavo ad Alghero. Al ritorno la situazione era drammatica».

Nel suo racconto, pali della luce piegati dal calore, un’auto esplosa, animali ricoverati nei cortili delle scuole per salvarli dal rogo. «Le aree più colpite, per quello che ho potuto vedere, sono Tresnuraghes, Porto Alabe e, appunto, Cuglieri. Qui mi dicono che l’incendio è arrivato alle poste, non lontano da dove soggiorno. E, in effetti, un pezzo del giardino di casa è andato a fuoco. Oggi il cielo e l’intero paese erano coperti dal fumo, l’aria era irrespirabile, non si vedeva niente. Cenere dappertutto». Foto in fondo all'articolo

Ora che la situazione sembra più tranquilla («…non sento gli elicotteri da qualche ora ma il vento continua a soffiare»), subentra l’apprensione per le persone: «Conosco militari che hanno volato sui Canadair, stanotte, hanno lavorato tantissimo. I soccorsi si sono mossi subito ma la situazione era incredibile. Ho anche amici del posto che possiedono campi. Hanno perso tutto il raccolto. Questa è una Sardegna poco turistica rispetto ad altre zone, ancora ruspante».

Una Sardegna che non meritava una ferita del genere. «Di voci sull’origine di questo disastro ne girano – conclude Michela - qualcuno dice che sia partito tutto da un’auto. Ma, almeno per ora, lasciano il tempo che trovano, non possono esserci certezze. Una cosa, però, posso assicurarla. Conosco bene i cuglieresi, vengo qui da 22 anni. Sono persone straordinarie».

Finita la tempesta di fuoco e fumo, dovranno mettere le loro qualità al servizio della ripartenza, possibilmente potendo contare su validi aiuti.

Stefano Tosi

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