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Territorio | 22 luglio 2021, 13:25

La Pastasciutta antifascista a Induno Olona e Samarate

Rivive la festa che si celebrò a casa Cervi, il 25 luglio 1943, per l'arresto e la destituzione del Duce. Spi Cgil Lombardia ne ricorda le origini, condividendone il significato e lo spirito

La Pastasciutta antifascista a Induno Olona e Samarate

Spi Cgil Lombardia partecipa anche quest’anno alla “Pastasciutta Antifascista”, l’iniziativa in ricordo delle celebrazioni per l’arresto di Mussolini nel 1943, il primo momento di pace dopo 21 anni di dittatura fascista.

Due gli appuntamenti segnalati. Il primo a Samarate.

L’evento, organizzato con il sostegno dell’Anpi Verghera - Samarate, si terrà domenica 25 luglio dalle ore 19.30 presso il giardino del Circolo Cooperativo di Samarate, Caffè “La Guantanamera”, in piazza Italia 26. La pastasciutta sarà offerta secondo la ricetta dei fratelli Cervi (condita a burro e formaggio), accompagnata dalla musica popolare de “Il Piano B” e le letture a cura di “Samarate Loves Books”.

L'altro appuntamento che ricorda Spi Cgil, a Induno Olona.

L’evento, organizzato presso l’Associazione Borgo Olonese in via Re Magi 20 con il sostegno dell’Anpi Valceresio, Spi Cgil, Fnp Cisl Pensionati dei Laghi, Uil Pensionati Varese e l’Istituto Alcide Cervi, prevede due giorni di festeggiamenti: sabato 24 (alle 20.30 la pastaciuttata gratuita; a seguire spettacolo teatrale, tratto dal testo di Baricco a cura di “Non solo Teatro”) e domenica 25 (alle 13, pranzo sociale).

Le origini della celebrazione.

Il 25 luglio 1943 Mussolini viene destituito e arrestato, creando la temporanea illusione della fine del regime e della guerra. Seguiranno molti mesi di ulteriori sofferenze per il popolo italiano, ma in quelle ore si festeggiò in tutta Italia la destituzione del Duce. A Casa Cervi si celebrò una delle feste più originali: si procurarono la farina, presero a credito burro e formaggio dal caseificio e prepararono chili e chili di pasta. Una volta che questa fu pronta, caricarono il carro e la portarono in piazza a Campegine pronti a distribuirla alla gente del paese, per festeggiare, come disse Papà Cervi, il “più bel funerale del fascismo”. Fu una festa in piena regola, un giorno di gioia in mezzo alle preoccupazioni per la guerra ancora in corso.

Da più di vent’anni questa festa antifascista, popolare e genuina, rivive nell’aia del Museo Cervi, mantenendo intatto lo spirito di quei giorni. Anche Spi Cgil la ricorda condividendone il significato e lo spirito.

«È bene che le giovani generazioni conoscano il significato della pastasciutta antifascista. Riproporla ogni anno nel mese di luglio, permette di porre all'attenzione di tutti il gesto che il Papà dei fratelli Cervi, caduti per mano nazista a Campegine, volle fare quel giorno appresa la notizia della fine del regime: offrire a tutti un piatto di pasta bianca, semplice, povera, ma dignitosa per festeggiare quel momento. Oggi in Europa non mancano occasioni che ci portano a temere recrudescenze autoritarie fasciste. Questa pastasciutta antifascista vuole essere sì un momento di convivialità, ma anche e soprattutto un evento che aiuti a mantenere viva la memoria» dichiara Valerio Zanolla, Segretario generale Spi Cgil Lombardia.

Redazione

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