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Busto Arsizio | 07 luglio 2021, 21:33

La commissione congiunta sull’ospedale si infiamma. Antonelli: «Noi lo vogliamo, anche da soli»

Toni accesi tra i rappresentanti delle due città coinvolte. La riunione ha confermato quanto emerso nelle ultime settimane: se la maggioranza di Busto accelera, Gallarate vuole garanzie. Cassani chiede «chiarimenti esaustivi»

Sindaco, assessori e consiglieri comunali di Busto e Gallarate a confronto sull'ospedale

Sindaco, assessori e consiglieri comunali di Busto e Gallarate a confronto sull'ospedale

Toni accesi nell’attesa commissione congiunta Busto Arsizio-Gallarate dedicata all’ospedale unico. La riunione, a cui hanno preso parte anche i responsabili regionali della materia e Asst Valle Olona, ha confermato quanto emerso nel dibattito e negli atti ufficiali delle ultime settimane: se la maggioranza di Busto vuole accelerare – e la deroga alla procedura di dibattito pubblico lo testimonia –, Gallarate chiede garanzie (leggi qui).

Le posizioni

Il sindaco gallaratese Andrea Cassani ha ribadito di essere a favore di un nuovo ospedale, chiedendo però alcuni «chiarimenti esaustivi»: dal numero dei posti letto alle infrastrutture di collegamento fra le città, dal mantenimento degli standard sanitari dell’attuale nosocomio alle novità previste dalla revisione della legge regionale.

Il collega bustocco Emanuele Antonelli – che non ha nascosto il disappunto per l’assenza del direttore generale Welfare di Regione Lombardia, Giovanni Pavesi, e per il ritardo degli altri esponenti regionali – ha lasciato l’introduzione al presidente della commissione Sanità Paolo Genoni. Quest’ultimo ha affermato che «è una nostra responsabilità non perdere questa occasione. Un tentennamento potrebbe risultare pericoloso, perché un investimento di questo tipo fa gola a molte realtà del territorio lombardo (leggi qui l’opinione del dottor Genoni, ndr)».

Dibattito acceso

«Non ci piace che si dica di stare attenti perché rischiamo di perdere i finanziamenti – ha replicato il presidente del Consiglio di Gallarate Donato Lozito –. Noi chiediamo chiarezza e il metodo del confronto ci piace».

Le «sensibilità differenti», per usare le parole di Cassani, sono emerse chiaramente. Anche all’interno dello stesso partito: nel fronte di Forza Italia, il capogruppo gallaratese Calogero Ceraldi ha espresso diverse perplessità, anche sul terreno scelto per l'opera, mentre l’assessore bustocco Gigi Farioli ha invitato a dare un segnale forte, senza nascondersi «dietro la preoccupazione delle elezioni».

Per Margherita Silvestrini (esponente del Pd nonché candidata sindaca di Gallarate), la sollecitazione sulla deroga al dibattito pubblico è «inappropriata»: «Il contesto è in evoluzione. La legge sanitaria sarà pronta a novembre, non fra anni. Ragioniamo con uno scenario definito».

Non è mancato un battibecco con Antonelli, che ha evidenziato come Busto fin da subito si sia spesa per il progetto, mentre «la Regione nei primi tre anni ha fatto poco, e poi è arrivato il Covid. Con quest’ultima accelerazione abbiamo dato un segnale, risparmiando un anno». Sull’aspetto delle tempistiche e della deroga votata in Consiglio, però, nel finale della riunione sono emerse delle incomprensioni con Eugenio Vignati, capo-segreteria dell’assessore al Welfare Letizia Moratti.

E a Silvestrini, che ha fatto notare di essere in possesso solo del progetto di due anni fa, il sindaco di Busto ha risposto che «io il progetto non l’ho letto e non lo leggerò, perché non sono un tecnico. A ognuno il suo lavoro, la Regione ha professionalità importanti. Noi l’ospedale lo facciamo anche da soli, se la Regione ci sta, e non perché lo dico io, ma perché lo chiedono i medici».

Rispondendo ai consiglieri – e indirettamente ad Antonelli – Cassani ha affermato che «su un edificio in centro a Gallarate (l’attuale ospedale, ndr) e su una strada possiamo dire la nostra. Nessuno può dire che abbiamo agito al di là delle nostre competenze specifiche. Forse sarebbe importante aspettare che il Consiglio regionale concluda il processo che modificherà l’attuale legge».

Intanto le consigliere di Busto Donatella Fraschini (Idee in Comune) e Paola Reguzzoni (Lega) hanno invitato a dare un segnale. La seconda ha sottolineato che, per come operano oggi i due nosocomi, «l’ospedale unico c’è già. Ora serve l’ospedale nuovo. Ai cittadini non interessa dove si trova la struttura, bensì di non aspettare più di un anno per una tac».

I posti letto

Il direttore sanitario dell’Asst Valle Olona Eugenio Porfido ha illustrato il progetto preliminare alla progettazione del nuovo ospedale, realizzato interamente da professionisti dell’azienda. Nella sua presentazione ha toccato diversi aspetti, compresi la variazione dei flussi di traffico e i posti auto previsti (3.100).

«Ci si aspetta un ospedale veloce, snello, fruibile e riconoscibile dai cittadini», ha detto, assicurando che - «anche se parlare di posti letto non ha senso se il discorso non si lega al caso trattato e al quadro epidemiologico» - «il tema dei letti che si riducono non esiste» e che non mancherà l’attenzione per le strutture esistenti.

Riccardo Canetta

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