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Salute | 06 luglio 2021, 07:30

Covid, viaggi e una babele di regole destinate a cambiare. Con alcuni punti fermi

Ecco come ottenere oggi il Certificato Covid digitale per andare all'estero o tornare in Italia. Con una sola dose di vaccino è ancora necessario il tampone, con due si è senza vincoli, ma solo dopo due settimane dall'inoculazione (per andare in Francia addirittura quattro). E le norme cambiano anche per i figli in base all'età

Covid, viaggi e una babele di regole destinate a cambiare. Con alcuni punti fermi

L’estate 2021 sarà l’estate del ritorno ai viaggi, all’estero e in Italia? Di certo, finora, è l’estate delle regole per poterlo fare. Una babele, tra quantità e differenze. Se è vero infatti che la normativa che ha introdotto il Certificato Covid digitale (o Green Pass) in vigore è stata pensata e promulgata per funzionare nell’intera Unione Europea, lo è altrettanto che a contare è soprattutto ciò che viene stabilito dallo Stato di destinazione.

Vediamo alcuni punti fermi, consigliando a tutti di consultare sempre prima di partire la piattaforma “Re-open EU” o il sito Viaggiare Sicuri:

-Per muoversi in Italia - che sia con aereo, auto, treno o traghetto - il certificato non serve.

-Chi ha ricevuto il certificato Covid dopo la prima dose di vaccino non ha - tramite esso - un via libera per volare all’estero. Il certificato consente di circolare all’interno della UE solo a chi è vaccinato con la doppia dose (per i vaccini di Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca) o una (Johnson & Johnson) e devono essere trascorse due settimane dopo l’inoculazione. Con eccezioni in peggio: per entrare in Francia sono necessarie quattro settimane dalla seconda dose. Tutti gli altri dovranno effettuare un tampone che deve ovviamente avere esito negativo.

-Il risultato del tampone può essere mostrato su carta ai check-in o ai controlli di frontiera oppure si può esibire il QR code assegnato al test tramite l’app IO o inserito in Immuni. Per alcuni Stati è necessario che il tampone sia fatto entro 48 ore, altri Paesi lo richiedono datato di 72 ore. La necessità del tampone vale anche per gli italiani all’estero che devono rientrare: in questo caso è necessario l’esito negativo di un test eseguito entro 48 ore (se si tratta di un antigenico) o entro 72 ore (se molecolare).

-La terza alternativa è presentare il certificato di recupero per chi ha avuto il Covid-19.

-Il codice QR della seconda dose di vaccino ha una validità di 270 giorni dalla data di somministrazione, quella del tampone dura invece 48 ore. Se si è guariti, il lasciapassare digitale è valido per 6 mesi.

-Chi ha il certificato Covid perché ha effettuato il percorso vaccinale completo è libero di andare all’estero, ma deve prestare attenzione all’evoluzione della normativa e alle regole locali. Molti Paesi richiedono di compilare online (o su carta) anche una dichiarazione che contenga tutti i dati personali e anche eventuali spostamenti, anche qui con eccezioni: in Spagna serve solo se si arriva in aereo.

-La dichiarazione che accompagna il certificato è necessaria anche per il rientro in Italia.  Bisogna creare un profilo e inviare i dati attraverso il «Passenger locator form» (disponibile qui: app.euplf.eu) che poi creerà un codice QR, ma ciò è vincolante solo se ci si sposta in un raggio superiore a 60 km dalla propria abitazione.

-Spostamenti con figli. Le regole variano: in Spagna, per esempio, sono esentati da test e quarantena i bambini di età inferiore ai 12 anni, in Francia minori di 11, a Malta di 5.

Redazione

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