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Varese | 03 luglio 2021, 14:21

FOTO E VIDEO «Ora Varese ha la sua Terapia Intensiva Pediatrica. Ed è la più bella d’Italia»

La nuova, importante struttura è stata inaugurata questa mattina all’ospedale Del Ponte: ora i piccoli bisognosi di cure intensive non dovranno più essere trasferiti. E anche le pazienti ostetrico-ginecologiche avranno un approdo in più. Soddisfazione e orgoglio tra le istituzioni regionali, cittadine e sanitarie. Ghezzi: «Per lavoro ho girato ovunque: qui non abbiamo più nulla da invidiare rispetto ai migliori ospedali del mondo»

FOTO E VIDEO «Ora Varese ha la sua Terapia Intensiva Pediatrica. Ed è la più bella d’Italia»

La sofferenza di un bambino è quanto di più inaccettabile esista nello spettro dell’imponderabile esistenziale. Qualunque passo venga fatto nella direzione non solo di lenirla, ma di assicurarne una pronta risposta, è dunque di rilievo assoluto.

Oggi a Varese è stato fatto - in tal senso - un passo smisurato. All’Ospedale del Ponte è stata inaugurata la Terapia Intensiva Pediatrica (Tip), struttura che rappresenta un completamento decisivo per l'offerta assistenziale pediatrica e non solo. La Tip è infatti in realtà una Tipog, cioè anche Ostetrico-Ginecologica, pronta ad accogliere le donne della Ginecologia ed Ostetricia che ne avessero bisogno e che non avranno più come unico approdo cittadino l’Ospedale di Circolo.

Qualsiasi piccolo paziente, prima di questa inaugurazione, doveva essere trasferito in altre città in caso di bisogno di cure intensive, anche nella fase post operatoria. Non sarà più così. Non solo: la stessa attività chirurgica pediatrica sarà oggetto di sviluppo e incremento grazie alla Tip. 

Ora Varese, in attesa del Terzo Lotto del Del Ponte il cui progetto ha incassato il finanziamento regionale (18 milioni), entra ancora di più nella dimensione di hub pediatrico lombardo, uno dei 5 della regione.

La Tip, i cui lavori di realizzazione sono proseguiti a tappe forzate anche nel periodo dell’emergenza pandemica, si trova al primo piano del Padiglione Michelangelo e consta di 6 posti letto attrezzati con le tecnologie più innovative del settore e strumenti come ventilatori, ecografo, colonna broncoscopica e sistemi di monitoraggio invasivo. Sarà presieduta da medici e infermieri che hanno seguito una formazione specifica per essere chiamati a prestarvi servizio.

Oltre a tecnologia e competenza professionale, però, quello che rende questo luogo e in generale l’Ospedale della Donna e del Bambino di Varese tra i più belli d’Italia, è la qualità estetica degli ambienti. Verde e blu sono i colori dominanti di pareti decorate con disegni che riproducono montagne e laghi, portando tra quattro mura la bellezza del paesaggio varesino. Non un caso, ma una battaglia da sempre condotta dall’associazione Il Ponte del Sorriso, che ha promosso e finanziato il progetto “L’arte che cura”. Con un sogno a guidare gli intenti: rendere gli spazi inaugurati nella giornata odierna e tanti altri del Del Ponte rasserenanti per i piccoli pazienti che vi sono ricoverati. Ogni dettaglio è stato pensato appositamente per loro, affinché possano sentirsi sicuri, protetti e a loro agio in mezzo a solidi punti di riferimento.

«Questa Terapia Intensiva è un tassello importante, il territorio lo aspettava da anni - ha dichiarato il Direttore Generale della Asst Sette Laghi Gianni Bonelli - Era il nostro obbiettivo, abbiamo continuato a lavorarci durante l’emergenza. Grazie al Ponte del Sorriso sarà la più bella rianimazione pediatrica d’Italia». Bonelli ha voluto anche dare conto dello stato dell’arte del Terzo Lotto: «Entro fine anno vedremo il progetto definitivo e a gennaio quello esecutivo. E nell'autunno 2022 partiranno i lavori. Con il terzo lotto il nostro Del Ponte sarà bello anche da fuori, ma soprattutto sarà più ampio, organizzato e razionale. Verrà realizzato un nuovo volume architettonico per ottimizzare i percorsi di diagnosi e cura. Saranno però anche ristrutturati i reparti del Padiglione Leonardo, verrà realizzata una piazza per migliorare l'accoglienza, un giardino protetto per le attività della NPI e un nuovo quartiere per la Procreazione Medicalmente Assistita»

Molto sintetico, ma incisivo l'intervento del Direttore della Tip, il dottor Andrea Luigi Ambrosoli: «Sono molto emozionato perché è arrivato il momento di accogliere i pazienti e ora dobbiamo dimostrare che siamo all'altezza. Per questo ringrazio i miei collaboratori, che sono pronti  a rendere ancora più eccezionale questo ospedale».

«Finalmente oggi si festeggia la partenza della Tip - ha commentato soddisfatta Emanuela Crivellaro, Presidente della Fondazione Il Ponte del Sorriso - Il nostro obiettivo è anche realizzare un ospedale dove la cura non fa paura e vedere questa TIP rende bene il messaggio. E' più che una missione per noi, per la quale ci siamo battuti con entusiasmo ed impeto. Quando i bambini entreranno in questo reparto non si meraviglieranno, non è questo l'obiettivo, ma si sentiranno rassicurati. Il progetto l'Arte che Cura non si declina allo stesso modo in ogni reparto, ma tiene conto delle caratteristiche specifiche dell'assistenza che viene offerta: in terapia intensiva abbiamo voluto offrire un paesaggio rasserenante, che comunichi ai piccoli pazienti la sensazione di essere all'aperto, sul lago di Varese, tra cigni e anatroccoli, con il Monte Rosa sullo sfondo».

Entusiasta il commento del professor Fabio Ghezzi, Direttore dell'Ostetricia e Ginecologia e della Rete Integrata Materno Infantile: «Noi siamo un Hub di Ostericia e un punto di riferimento per l'Oncologica ginecologica. Avere un letto di terapia intensiva è un valore aggiunto enorme per noi. Al Del Ponte non manca nulla per offrire un servizio davvero di eccellenza: non mancano le persone, non manca la tecnologia, non manca la voglia di dare il meglio. Sono davvero orgoglioso di lavorare in questo ospedale».

Riconoscente il sindaco Davide Galimberti, che ha confermato l'impegno della città per promuovere il polo varesino della Donna e del Bambino: «E’ stato un anno difficile e, in questo contesto, programmare il futuro dell'ospedale, rappresentato da questo reparto oggi inaugurato, è davvero motivo di riconoscenza per tutti coloro che vi hanno contribuito. La sinergia tra istituzioni è stata decisiva in questi mesi, ma ha permesso di fare bene e vogliamo continuare: abbiamo in programma importanti interventi, alcuni già in corso, per favorire la crescita dell'Ospedale Del Ponte e renderlo più facilmente raggiungibile. Il Del Ponte è una grande opportunità, non solo in ambito sanitario, e noi vogliamo coglierla».

Emozionato anche il presidente della Commissione Regionale Sanità Emanuele Monti: «Ripenso a 15 anni fa, quando ero un consigliere comunale a Varese e si parlava del grande disegno per l'Ospedale Del Ponte. Grazie a Regione Lombardia che ha creduto nel progetto e ha stanziato i fondi necessari a realizzarlo. Grazie a Il Ponte del Sorriso, per il l'iniziativa l'Arte che Cura che ha dimostrato che si può entrare in ospedale senza paura anche se si è bambini. Grazie ai professionisti e tecnici della sanità che hanno dato sostanza al progetto: dalla direzione ai singoli operatori che tutti i giorni garantiscono un'assistenza che è davvero molto apprezzata».

Da ultimo ha preso la parola anche il governatore Attilio Fontana, che ha voluto ricordare la vera forza del progetto che ha reso il Del Ponte un polo di riferimento non solo regionale per la Donna e il Bambino: «Questo progetto è nato per volontà della gente. Nel 2007, quando ero sindaco di Varese, con gli Stati generali della Sanità ascoltammo tutta la società civile e si decise che il Del Ponte doveva sviluppare ulteriormente la sua essenza, diventare un riferimento regionale per donna e bambino. La città lo disse con fermezza e questo ha dato grande forza al progetto. Sono contento che siamo riusciti ad andare avanti nonostante le difficoltà dell'ultimo anno e mezzo: non abbiamo rinunciato a crescere e a progettare il futuro. E questo grazie al capitale umano della nostra regione, che ha dimostrato di essere eccellente. Anche nella riforma delle legge 23/15 stiamo prevedendo che ci sia una grande partecipazione degli enti territoriali e del Terzo Settore: la Sanità può avere successo se saprà ascoltare, confrontarsi anche duramente e capire le esigenze della gente». 

Il momento del taglio del nastro:

Le parole del governatore Attilio Fontana

Le parole di monsignor Luigi Panighetti:

Fabio Gandini

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