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Economia | 29 giugno 2021, 14:38

Pitti, la grinta del tessile che punta sulla ripresa per tutti: «I primi a ripartire in fiera»

A Firenze mercoledì 30 giugno il via di Pitti Uomo. Marino Vago (Smi): «Noi siamo l'araba fenice. I big del made in Italy? Sono i piccoli imprenditori»

L'imprenditore bustocco Marino Vago, alla guida di Smi fino al prossimo settembre

L'imprenditore bustocco Marino Vago, alla guida di Smi fino al prossimo settembre

Le imprese del tessile e della moda a Firenze. A dare un segnale: si riparte, tutti insieme. A confermare un coraggio che le ha sempre caratterizzate e le ha distinte ancora, nella tempesta dello scorso anno, quando già rimisero in piedi Milano Unica ai primi di settembre, dopo i mesi più duri del lockdown e senza ancora vaccini.

L'araba fenice

«Siamo l'araba fenice, che rinasce sempre dalle proprie ceneri» ricorda con orgoglio Marino Vago, imprenditore di Busto Arsizio e presidente di Sistema Moda Italia fino a settembre quando gli subentrerà Sergio Tamborini, anche lui varesino. Un segnale eclatante, Pitti Uomo, la prima fiera internazionale che riparte mercoledì 30 giugno alla Fortezza da Basso anticipata da Pitti Filati. Imprese lombarde, piemontesi, toscane, venete: da tutt'Italia. Come si attendono visitatori - si parla di 8mila - da tutto il Paese e anche in parte dell'Europa.

Il tessile ha mandato un messaggio potente, decidendo di organizzare lo storico Salone (LEGGI QUI): il primo a rompere gli indugi delle fiere in presenza.

L'ha ricevuto, il Governo, e l'ha inviato a sua volta, confermando il blocco dei licenziamenti per questo comparto e il prolungamento della cassa Covid.  «È una testimonianza diretta e una presa di coscienza - afferma Vago - Siamo i primi che riportano le fiere in presenza. Abbiamo dimostrato la vitalità di chi non molla mai e chi è pronto a fare investimenti grandissimi, oltre a mostrare coraggio. Ci siamo, a dispetto di tutto e di tutti».

I conti e le proposte

Peraltro, il tessile aveva già presentato i conti e i rischi che correva l'industria (e non solo) del Paese, non prendendolo in seria considerazione. Settantamila posti a rischio, ma anche un dossier con una serie di proposte per reagire (LEGGI QUI)».

Concreti e ottimisti: che a fiera abbia inizio. Anche se non si è fuori dalle secche, anche se ci sono segmenti che soffrono ancora più drammaticamente in questo grande mondo. Si guarda a ogni possibile spiraglio: «Ad esempio, si è parlato del ritorno del formale, come la cravatta».

Intanto a Firenze c'è l'incontro del sindaco con i big del Made in Italy. Vago però precisa: «I big sono i piccoli imprenditori, che producono e si danno da fare, la filiera. Noi stessi abbiamo voluto dare un segnale a Pitti, con la presenza di Sistema Moda Italia, della Fondazione e del Centrocot di Busto Arsizio» conclude Vago.

Tre giorni cruciali, quelli di Firenze, ma il coraggio sarà doppio: perché già martedì prossimo il tessile tornerà in fiera, a Milano Unica. L'inaugurazione, vedrà anche l'intervento in streaming del ministro Giancarlo Giorgetti: sulla scrivania era arrivato il dossier di Smi, subito studiato. Perché bisogna andare al contrattacco, il tessile non vuole perdere la sua partita dalle cui sorti dipende anche il Paese.

Marilena Lualdi

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