Trovare finalmente una soluzione definitiva ai gravi problemi di sicurezza che affliggono la strada statale 394, in particolare nel tratto tra Colmegna e Maccagno, dove corre anche parallela la linea ferroviaria Bellinzona-Luino, interessata dal passaggio di AlpTransit.
Nella giornata di oggi, il sindaco di Luino Enrico Bianchi e quello di Maccagno con Pino e Veddasca Fabio Passera hanno effettuato un sopralluogo sulla 394, che nel tratto in questione non ha alternative se non una bretella che collega la frazione di Colmegna con Dumenza e da qui a Luino, che però è tortuosa e di piccole dimensioni, oltre che comunque inutilizzabile in caso di frane come successo in passato. Con loro anche il senatore varesino del Pd Alessandro Alfieri e il vicepresidente di Comunità Montana Valli del Verbano e sindaco di Germignaga Marco Fazio.
Il sindaco Passera ricorda le date in cui la strada negli anni ha subito interruzioni, dal 2002 al 2021, causando sempre una serie di problemi. «L’interruzione dei collegamenti provoca gravissimi disagi non solo per qualche migliaia di frontalieri che ogni giorno transitano la frontiera per lavoro, ma perché isola completamente da Luino e da tutte le altre destinazioni gli abitati di Maccagno con Pino e Veddasca e di Tronzano» afferma Passera.
La soluzione definitiva che i Comuni richiedono è duplice: in prima battuta la posa di barriere paramassi appena a monte della carreggiata stradale e, in seconda battuta, la messa in sicurezza anche dei versanti soprastanti la ferroviaria, a garanzia di ulteriori incidenti ai quali potrebbero andare incontro i treni se si trovassero dei detriti sui binari. «Per quanto riguarda la messa in sicurezza della SS. 394 che è in assoluto la priorità - specifica il sindaco di Maccagno - stiamo parlando di un percorso lineare poco superiore ai 1,5 kilometri. E’ pur vero che la distanza tra Luino e Maccagno è ben superiore, ma da questo conteggio abbiamo già escluso le gallerie, i cavalcavia, i centri abitati e quei tratti dove la presenza della massicciata ferroviaria non presentano rischi di frana».
«Secondo una prima stima messa a punto dai tecnici interpellati - continua Passera - si parla di un intervento che potrebbe essere contenuto nei 2,5 milioni di euro di spesa. Discorso più complesso se si intende inserire anche il tratto a monte della ferrovia, anche se va tenuto conto che RFI ha previsto un intervento abbastanza consistenza di messa in sicurezza. Intervento del quale non abbiamo però preciso riferimento. Nel ribadire di come sia il collegamento stradale la priorità assoluta, non può essere sottaciuto come la sicurezza della linea ferroviaria sia altrettanto decisiva anche in previsione dello sviluppo di Alp Transit».
«La struttura lombarda di Anas conosce molto bene la questione, ma crediamo sia giunto il momento di prendere in mano con forza la questione - osserva il sindaco di Maccagno - per questo, insieme al collega sindaco di Luino Enrico Bianchi, abbiamo chiesto aiuto al senatore Alessandro Alfieri, da sempre vicino ai territori di frontiera e sensibile ai temi del territorio. La soluzione non può che essere quella di mettere intorno ad un tavolo gli enti interessati e trovare una decisione che non penalizzi ulteriormente l’Alto Varesotto. Da sempre questi luoghi registrano un grave deficit di collegamenti, mentre su una parte del tracciato stradale di cui stiamo parlando oggi, dall’ottobre 2019 insiste un cantiere di Anas finalizzato all’ammodernamento dei quattro ponti, il cui termine è, a oggi, previsto per il gennaio 2022. Speriamo che l’incontro odierno possa servire da stimolo per addivenire a una positiva soluzione del problema in tempi relativamente contenuti».