/ Scuola e ricerca

Scuola e ricerca | 17 giugno 2021, 07:45

Maturità diversa, di nuovo. La dirigente dell’Isis Facchinetti: «Un esame completo dopo un anno ancora più complesso»

Dall’educazione civica che irrompe nei colloqui con la commissione d'esame all’esperienza trasmessa dai ragazzi ai coetanei colpiti dal Coronavirus. Anna Bressan: «Ci saranno attività estive in modo tale che i ragazzi possano riprendere quella socialità che tanto è mancata»

Maturità diversa, di nuovo. La dirigente dell’Isis Facchinetti: «Un esame completo dopo un anno ancora più complesso»

Anna Bressan, preside dell’Isis Facchinetti,  sulla maturità con il maxi-orale: «Non credo sia una modalità a cui manca qualcosa. Gli studenti sono stati valutati tutto l’anno dai professori, se l’esame viene organizzato bene risulta completo». 

Quest’anno, fra l’altro, la dirigente fa da commissario esterno all’Istituto Falcone di Gallarate e racconta come, secondo lei, siano da valutare questi esami: «Hanno creato meno problemi rispetto all’anno scorso. Quest’anno è un po’ come il precedente perché più o meno hanno la stessa modalità. Forse c’è un po’ meno di paura nel rapporto personale perché adesso ci sono parecchie persone vaccinate. Sia gli studenti che i docenti, per quello che ho visto stamattina, l’hanno presa in modo molto tranquillo, sereno».

E per quanto riguarda la modalità: «Certo, mancano gli scritti, però se l’orale viene gestito bene dal lavoro svolto precedentemente dai docenti nell’assegnare l’elaborato e durante tutte le parti del colloquio può comunque permettere di valutare i ragazzi e vedere quello che effettivamente sanno fare». Commento sull’introduzione di educazione civica come nuova materia, presente anche all’esame: «Ha permesso di riflettere e di esporre le loro riflessioni, anche alla commissione. Molti ragazzi sono rimasti colpiti dalle iniziative fatte dalle scuole e durante l’esame ne hanno parlato».

Sull’anno scolastico: «È stato pesante, forse più del precedente, perché abbiamo lavorato tantissimo durante l’estate per ripartire in sicurezza e in presenza. Ad esempio, io nella mia scuola non ho gli spazi sufficienti per fare stare tutti i ragazzi in presenza, quindi, fin dal primo giorno, ho avuto classi con solo due terzi degli studenti a scuola. Poi, però, il fatto che ci sia stata la chiusura ha un po’ destabilizzato tutti, professori e ragazzi. Alla fine dell’anno ho visto molta stanchezza nei docenti e molta delusione, perché, a fronte di un lavoro immane, gli studenti si sono un po’ seduti».

Di nuovo sugli studenti: «Sappiamo che i ragazzi durante la zona rossa uscivano e si vedevano tra loro, erano tutti a casa e i contagli tra giovani aumentavano. Fino a quando non hanno visto che poteva essere pericoloso anche per loro, hanno sottovalutato il Coronavirus. Io, ad esempio, ho avuto uno studente contagiato, un bravissimo ragazzo, che è stato davvero male. Allora gli ho chiesto se era disponibile per fare una conferenza con tutti i rappresentanti di classe: lì ho visto che molti ragazzi si sono resi conto della situazione».

Conclusione:  «Ci saranno attività estive, ora in via di organizzazione (da metà giugno a metà luglio) in modo tale che i ragazzi possano riprendere quella socialità che tanto è mancata. Augurandosi che si possa tornare al più presto alla normalità».

Michela Scandroglio

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore