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Cronaca | 17 giugno 2021, 13:49

Un supermercato della droga nei boschi di Cascina Costa. Blitz dei carabinieri, sette arresti

I clienti chiamavano la zona "il bosco di Zak" dal nome del capo della banda di spacciatori nordafricani che in sei mesi ha mosso un giro di affari stimato dai carabinieri della Compagnia di Gallarate in 900mila euro. Arrestate anche alcune donne italiane a Vergiate e Angera

(foto d'archivio)

(foto d'archivio)

Blitz dei carabinieri, smantellato un vero e proprio supermercato della droga a cielo aperto nei boschi di Cascina Costa, a Samarate. L'operazione ha portato alla cattura di sette persone, tra pusher nordafricani e donne italiane accusate di accompagnare gli spacciatori nei luoghi dello smercio degli stupefacenti, il cui giro d'affari era a sei cifre.

Il blitz è scattato nelle prime ore della mattinata di oggi, quando i militari della Compagnia di Gallarate hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Busto Arsizio nei confronti di 5 persone, nonché a 2 fermi di indiziato di delitto.

I provvedimenti sono arrivati nell’ambito di un’articolata e complessa attività di indagine condotta dalle Stazioni di Sesto Calende e Vergiate, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio (con la dottoressa Francesca Parola), volta a reprimere lo spaccio nei boschi. 

Tutto era iniziato a metà novembre scorso, quando sono partite le prime attività di indagine nei confronti di un cittadino marocchino di 36 anni, pregiudicato, regolare sul territorio italiano, soprannominato “Zak”, sospettato di essere uno spacciatore di stupefacente. 

I militari hanno scoperto che l'uomo era in realtà il capo di un sodalizio di nordafricani che ormai da tempo aveva preso il controllo del bosco di Cascina Costa di Samarate, divenuto un market della droga a cielo aperto, dove gli acquirenti potevano trovare qualsiasi tipologia di sostanza stupefacente (cocaina, eroina, hashish) con orario continuato. Lo spaccio avveniva infatti dalle 8 del mattino fino alle 22.

L'organizzazione scoperta dai carabinieri guidati dal capitano Matteo Russo era ben strutturata: ogni componente all’interno del gruppo aveva un ruolo ben definito: c’era infatti chi era addetto alla ricezione delle ordinazioni, chi allo smercio e chi alla sorveglianza della zona, nel caso in cui si fossero avvicinate le forze dell’ordine o indesiderati.

In circa sei mesi di indagini, gli investigatori dell'Arma hanno documentato un volume d’affari di oltre 900.000 euro, con guadagni giornalieri che arrivavano fino a 5.000 euro. Sono stati inoltre effettuati circa 20 sequestri di droga, tra cocaina, eroina e hashish, ed altrettante persone sono state segnalate alla Prefettura di Varese quali assuntori di sostanze stupefacenti: nei loro confronti si è anche proceduto al ritiro della patente di guida. 

I militari hanno nel complesso documentato oltre 5.400 cessioni (circa 50 ogni giorno). La località di spaccio di Cascina Costa era nota ai tossicodipendenti come “il bosco di Zak”, dal soprannome del capo del sodalizio che gestiva in prima linea l’intera attività illecita

I nordafricani godevano anche del supporto logistico di alcune donne italiane, incensurate, tutte residenti in provincia di Varese, che si prodigavano per accompagnare gli spacciatori da e verso le località dello spaccio: due di loro sono state colpite da ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari, mentre un’altra da fermo di indiziato di delitto. 

Sono stati tratti in arresto su ordinanza di custodia cautelare un cittadino marocchino di 36 anni, senza fissa dimora, regolare sul territorio italiano, soprannominato “Zak” (custodia cautelare in carcere a Busto Arsizio), trovato anche in possesso di oltre 19.000 euro in contanti, subito sequestrati.

Stessa sorte per un marocchino di 34 anni, senza fissa dimora, regolare sul territorio italiano, pregiudicato (custodia cautelare in carcere a Busto), un marocchino 26 anni senza fissa dimora, irregolare sul territorio italiano, incensurato (custodia cautelare in carcere a Busto), un donna italiana di 35 anni residente a Vergiate, incensurata (arresti domiciliari); una donna italiana di 29 anni residente a Vergiate, incensurata e anche lei ora ai domiciliari.

Sono invece stati arrestati con provvedimento di fermo di indiziato di delitto una cittadina italiana di 38 anni residente ad Angera, incensurata (in carcere a Como), trovata anche in possesso di una dose di cocaina, sequestrata e un marocchino di 34 anni, irregolare sul territorio italiano, pregiudicato e ora nel carcere di Busto Arsizio.

Redazione

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