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Economia | 16 giugno 2021, 05:00

«Abbiamo bisogno di stare insieme. Oggi più che mai»

Alla Liuc l'affascinante dibattito sui corpi intermedi, tema affrontato da Michele Tronconi nel suo libro

Il dibattito alla Liuc: da sinistra Tronconi, Robiglio, Visconti e Helg

Il dibattito alla Liuc: da sinistra Tronconi, Robiglio, Visconti e Helg

I corpi intermedi - dalle associazioni di categoria ai sindacati - non sono un'opportunità. Piuttosto, una necessità, oggi più che mai. Martedì 15 giugno ecco le Conversazioni in Biblioteca della Liuc – Università Cattaneo che iniziano con il libro “Perché insieme” di Michele Tronconi, edito da Guerini e Associati (LEGGI QUI). L’autore, sulla base di una lunga esperienza nel mondo della rappresentanza e delle strutture associative, descrive il rapporto di queste entità con la politica, mentre si diffonde l’illusione della disintermediazione e della democrazia diretta anche per il peso del pianeta web.

Tra gli ospiti dell’evento, Carlo Robiglio (vice presidente di Confindustria e presidente Piccola Industria). Ma ha guidato, con spunti incalzanti, il rettore Federico Visconti, e c'era anche Rodolfo Helg, già direttore della Scuola dell'economia.

Bisogna fare gruppo, «perché abbiamo bisogno gli uni degli altri». Non è solo un'opportunità, si è ribadito, «bensì una necessità». Michele Tronconi, già presidente di Sistema Moda Italia, ha ricordato anche papà Attilio, grande ispiratore pure in questo.

Il libro è un'opera istruttiva, anche perché - come  ha ricordato Robiglio - «mai come in questo momento dobbiamo metterci insieme». Battere le difficoltà, battere anche il rancore che si palesa per forza di queste cose in un periodo come quello attuale, ha sottolineato Tronconi, che già era stato preparato da crisi e cambiamenti, su cui si è poi innestato il Covid.

Ora ci sono nuove possibilità, ma «il Recovery Plan - spiega il rettore Visconti - lo intravedo, come  una droga, non sono sicuro che 33 miliardi ci aiutino a fare ordine in casa».

Non ci sono automatismi, non andrà tutto bene.  

Spetta alla responsabilità di ciascuno e alla volontà di lavorare insieme. «L'Italia- ha precisato Robiglio- ha l'impresa come elemento di crescita e sviluppo, ma bisogna essere consapevoli». E dopo l'impresa, singola, c'è la chance di collaborare, per il bene del territorio e il suo futuro. Senza dimenticare la fondamentale partita della formazione.

 

Ma. Lu.

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