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Calcio | 16 giugno 2021, 19:00

La felicità di Rossi: «Ho un gruppo eccezionale. Aiolfi? Mi ascolti e farà qualcosa nella vita»

Nessuna ombra sul volto del mister biancorosso: «Questa è stata la vittoria del collettivo, di quelle che piacciono agli allenatori. Chi non giocava da mesi ha fatto il suo dovere. Domenica prossima? Ci siamo presi troppe poche gioie al Franco Ossola quest’anno…»

La felicità di Rossi: «Ho un gruppo eccezionale. Aiolfi? Mi ascolti e farà qualcosa nella vita»

È un Ezio Rossi sudato (per il caldo opprimente di Chieri) ma visibilmente soddisfatto quello che commenta il 2-0 con cui il Città di Varese ha espugnato il campo piemontese: «Sono particolarmente contento, quasi più di quelle partite vinte nelle quali il risultato contava maggiormente. È una vittoria del gruppo, di quelle che piacciono appunto agli allenatori: significa che hai creato un gruppo sano, un gruppo che ti ha sempre seguito. Chi era mesi che non giocava ha fatto il proprio dovere e anche qualcosa di più. Queste situazioni ci soddisfano particolarmente: merito a tutti i nostri ragazzi che meritavano sicuramente più spazio ma che non l’hanno trovato per infortuni e scelte. Ho un gruppo eccezionale».

Il tecnico poi si trova a commentare il primo gol di Aiolfi in Serie D e il primo gol di Balla… su azione in questo campionato: «In panchina prendevamo in giro Balla dicendo che fosse l’unico attaccante della Serie D che in 38 partite non aveva fatto nemmeno un gol su azione… Alla fine ce l’abbiamo fatta anche con lui… Scherzi a parte:  è stato un giocatore importante, soprattutto nei momenti in cui c’era bisogno di uno spirito di sacrificio. Aiolfi? Se riuscirà a capirmi potrebbe fare qualcosa nella sua vita, ma è presto. La sua giornata più difficile sarà dopodomani, al primo allenamento dopo il gol».

Infine la prua verso l’ultimo appuntamento contro il Derthona: «Domenica chiederò quello che ho sempre chiesto prima di queste partite: non c’è più bisogno che io dica molto. La squadra condivide il mio pensiero, con i fatti sul campo. Al Franco Ossola abbiamo ottenuto troppo poca felicità: ci piacerebbe prenderci e regalare ai tifosi un’ultima gioia. Il fatto di non aver ringraziato subito i tifosi dopo l’ultima partita? Beh, io sono stato calciatore e capisco i miei giocatori: sono dei ragazzi e provano vergogna ad andare sotto la gente quando hanno perso. Salutare è un gesto che bisogna fare sempre, ma prendetela per come va presa: loro volevano semplicemente regalare una vittoria ai tifosi e non hanno potuto farlo».

Redazione


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