Target - 13 giugno 2021, 11:38

VIDEO. «La pipa a Brebbia è arte, tradizione e futuro. Da quella con il tappo per non sporcare le stoffe all'ultima nata, Lucy...»

Il viaggio della nostra rubrica "Target" tra le attività e le persone che contano nel nostro territorio ci porta a casa di Luciano Buzzi e delle mitiche Pipe Brebbia: «Mio padre ebbe l'idea di una pipa da poter fumare sotto la pioggia durante un temporale alla stazione di Varese»

VIDEO. «La pipa a Brebbia è arte, tradizione e futuro. Da quella con il tappo per non sporcare le stoffe all'ultima nata, Lucy...»

Il settimo appuntamento di Target, che ogni domenica ci racconta insieme la nostra Elena Zoja le persone e le aziende che contano in provincia, ci porta a casa, anzi nel museo di Luciano Buzzi e delle leggendarie Pipe Brebbia.

Questa storia nasce nel 1947 da Enea, il papà di Luciano che «iniziò nel dopoguerra da una passione che lo ispirò, quindi la nostra storia inizia un po' per gioco. Il mio bisnonno Achille aveva visto nella corrente elettrica la possibilità di muovere i macchinari, e costruì una centrale tutt'ora funzionante a Brebbia».

Narra la leggenda che papà Enea ebbe l'idea di una pipa da poter fumare sotto la pioggia, durante un temporale presso la stazione di Varese. «Era ancora ragazzo - racconta Luciano - ed era un fumatore di pipa accanito: trovò quindi la soluzione per non sporcare le stoffe e fumare la pipa senza fare danni, mettendoci un tappo. Da lì nacque tutto, e quell'idea venne brevettata e a commercializzata».

Per collezionismo Enea creò nel 1979 un piccolo museo anche perché «questa collezione non ci stava più in casa - sorride Luciano - poi si è pensato a tantissime cose: le pipe che possono stare in piedi da sole o che si possono mettere in tasca con un tappo ignifugo. Tutte idee che sono servite a rendere interessante la nostra collezione e, magari, a convincere chi ha già cento pipe, a prenderne anche una in più».

«Il museo ci ha aiutato moltissimo - prosegue Luciano - perché alcune forme che nel passato erano familiari, le abbiamo riprese in chiave moderna. È una fonte di idee: riusciamo a creare dei prodotti comunque sempre appetibili e che non restano nei fondi di magazzino perché alle nostre pipe c'è sempre attaccata un po' di storia e un po' di tradizione».

La pipa preferita e l'ultima prodotta quali sono? «Sono di stazza abbondante e quindi a me piacciono le pipe grosse - dice Luciano - che mi danno soddisfazioni anche a tenerle in mano. L'ultima prodotta si chiama Lucy ed è una pipa particolare, abbiamo lavorato sull'estetica del bocchino con inserti particolari. In assenza delle fiere durante la pandemia, l'abbiamo presentata ai clienti grazie a internet».

 

Redazione

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