Eventi - 13 giugno 2021, 10:18

La donna delle stelle: uno spettacolo per «andare oltre i nostri limiti»

Oggi pomeriggio, domenica 13 giugno, alle 15.30, al Teatro Carducci di Como, la varesina Elisa Baio racconterà la storia di Valentina Tereskova, la prima donna a viaggiare nello spazio, nel 1963. Una performance che unisce narrazione, storia, giornalismo, coreografia e danza, per dimostrare che anche il teatro è una meravigliosa avventura da vivere senza confini.

Siete pronti a volare tra le stelle?

Oggi pomeriggio, alle 15.30, la Sala Musa del Teatro Carducci di Como ospiterà un’avventura fuori da ogni confine.

Uno spettacolo che «alterna momenti di flusso di coscienza a teatro di narrazione, a una parte biografica, storica, giornalistica, alla coreografia, a qualche accenno di cantato». Una performance totale, quindi, quella proposta dal drammaturgo comasco Fabio Borghetti e dall’attrice varesina Elisa Baio, ovvero La donna delle stelle, quella Valentina Tereskova che il 16 giugno 1963, alle 12.30, parte per intraprendere l’esperienza più emozionante della sua vita.

Oltrepassare i limiti dell’immaginabile, del cielo, della realtà, e arrivare nello spazio.

L’autore, che con Elisa condivide la regia, non ha voluto «focalizzarsi sugli aspetti tecnici del viaggio, ma sulla parte umana, su come Valentina possa essersi sentita. A entrambi piace la fantascienza, io in particolare – racconta, emozionata, l’attrice – ho sempre avuto la passione per il cielo, l’ignoto, l’andare oltre il limite, una possibilità che ti dà anche il teatro, quando sei sul palco vivi un sogno, una realtà che non è la tua».

Soprattutto quando su quel palcoscenico sei da sola, come sarà per Elisa, unica interprete di un one-woman show di 40, 45 minuti, «abbiamo voluto far emergere solo gli aspetti più importanti della storia di Valentina. Un monologo è tutto sulle spalle dell’attore in scena, ma non vedo l’ora di portarlo in scena, quando lo provi sei tu, il regista e altre poche persone, ma quando hai la possibilità di comunicarlo al pubblico, questo dà una grande energia, fa andare anche oltre i propri limiti».

Solo un limite, purtroppo, è stato insuperabile: la chiusura dei teatri il 25 ottobre 2020.

«Avremmo dovuto andare in scena il 30 ottobre al Teatro di Bisuschio, quindi ora abbiamo fatto un reprise per riportarlo in scena. In questi mesi, mi sono preparata da sola anche per forza di cose, quando c’è stata la riapertura è stato un sollievo, per tornare a lavorare, riprendere lo spettacolo e fare gli ultimi ritocchi», afferma Elisa, lanciando un appello ai teatri: «se qualcuno fosse interessato a ospitarci, ci terrei molto a portare lo spettacolo a Varese!»

«Quando Fabio ha iniziato a scrivere lo spettacolo, mi ha chiesto se volevo interpretare la protagonista e da lì abbiamo costruito tutto insieme – Elisa ripensa all’inizio della sua personale avventura – prima di fare l’attrice, mi sono laureata in ingegneria, come la Tereskova, che dopo il suo viaggio si è diplomata all’Accademia di Ingegneria. Mi fa piacere parlare di questo, portare a teatro l’esperienza di una donna che è diventata ingegnere, che ha fatto la storia della scienza».

L’attrice conclude con un invito: «Vedere questo spettacolo significa fare un viaggio oltre i confini dell’immaginabile, viaggiare nello spazio. Parleremo di umanità, a suo tempo una donna nello spazio era considerata un esperimento, mentre per un uomo era un viaggio quasi normale. Lo sottolinea anche il mio personaggio, “sono un essere umano”, non bisogna avere confini, ma un’apertura a 360 gradi. È questo il motivo per cui vale la pena venire a vedere lo spettacolo».

In attesa di vedere La donna delle stelle, possiamo curiosare nelle pagine Facebook La Donna delle stelle e Instagram @ladonnadellestelle

Giulia Nicora