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Economia | 12 giugno 2021, 14:13

Piscina Manara di Busto. La Cisl: «Collaboratori e maestranze degli anni scorsi lasciati a casa»

«E' da marzo che diamo voce al personale delle pulizie dello stabilimento, chiedendo garanzie sul mantenimento dell'occupazione - affermano in una nota la Felsa e la Fisascat Cisl - la piscina riapre e nessuno dei collaboratori è stato chiamato, un fatto grave»

Piscina Manara di Busto. La Cisl: «Collaboratori e maestranze degli anni scorsi lasciati a casa»

Protesta dei sindacati sulla riapertura della piscina Manara di Busto Arsizio, preoccupati dal mantenimento dei livelli di occupazione nella struttura.

«Oggi la piscina Manara di Busto Arsizio ha riaperto al pubblico - affermano in una nota Felsa Cisl e Fisascat Cisl - dopo tutte le difficoltà legate alla pandemia torneranno finalmente a goderne famiglie, bambini, anziani e ragazzi. Un sollievo per tutti noi. Non per i collaboratori e le maestranze occupati negli scorsi anni: lasciati a casa e sostituiti da altro personale. Dallo scorso Marzo Felsa Cisl e Fisascat Cisl danno voce ai collaboratori e alle maestranze di pulizia occupati presso lo stabilimento, chiedendo garanzie per il mantenimento dell’occupazione».

«Ancora nei giorni scorsi abbiamo incontrato Prime - prosegue la nota dei sindacati - che ha in gestione provvisoria la piscina, in attesa della gara per acquisto definitivo di SM, ribadendo la necessità di mantenere il personale occupato prima della chiusura. La disponibilità manifestata a parole, oggi è di fronte a un fatto grave: la piscina riapre e nessuno dei collaboratori è stato chiamato, neanche per un impiego di qualche ora. Felsa Cisl ha più volte lanciato l’allarme sui collaboratori: dalla gestione Sport Management quasi tutto il personale (bagnini, istruttori, assistenti e perfino le cassiere) è stato occupato con contratto di collaborazione sportiva: un contratto che non da le garanzie e le tutele che spettano ai dipendenti (malattia, infortuni, cassa integrazione, e nemmeno la disoccupazione al termine del rapporto). Questo nonostante impieghi full time e la disponibilità a qualsiasi tipo di necessità ordinaria e straordinaria».

«Ora questi collaboratori - continuano i sindacati - dopo anni di servizio e dedizione alla piscina, sono a casa, senza nessuna garanzia e nessuna tutela (i bonus del Governo finiranno), in attesa di capire se la Prime farà loro il “favore” (come ci è stato scritto ieri in una lettera di risposta alle nostre richieste) di un posto di lavoro. Al posto loro, personale nuovo, sempre con contratto di collaborazione. I collaboratori che Felsa Cisl rappresenta non chiedono “favori”, ma rispetto e dignità. Otre la situazione dei collaboratori, c’è poi la questione legata alle maestranze di pulizia, rappresentate da Fisascat Cisl. Le normative vigenti sul cambio d’appalto impongono l’assorbimento del personale impiegato. Ad oggi però la società che gestiva le pulizie prima della chiusura non ha ricevuto alcun incarico, nessuno dei dipendenti è stato chiamato, e Prime ancora ieri non è stata in grado di dirci a chi ha affidato le pulizie. I casi quindi sono due: o la piscina sta aprendo al pubblico senza che ci sia un’impresa titolata alla gestione delle pulizie (cosa che apre scenari inquietanti in tema di salute e sicurezza degli utenti, soprattutto in questo momento), o c’è una palese violazione delle norme sul cambio di appalto».

«Su entrambe le questioni (collaboratori e personale di pulizie) - conclude la nota - Felsa Cisl e Fisascat Cisl chiedono risposte urgenti sia a Prime che al Comune di Busto, visti anche i risvolti pubblici della vicenda, garantendo la massima disponibilità al confronto per cercare soluzioni che tengano conto di tutti gli interessi in gioco. Siamo consapevoli della difficoltà del momento, ma siamo a perseguire ogni azione necessaria per far valere un principio che ripetiamo da marzo: le sorti della piscina, sono le sorti di chi ci ha lavorato».

Redazione

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